Nel 1975, l’attore, sceneggiatore e regista Warren Beatty ebbe un’idea per un adattamento cinematografico su Dick Tracy, il celebre detective creato da Chester Gould che appare in formato di striscia sul Chicago Tribune Syndicate da ormai ottant’anni.

Fallito ogni tentativo di proporre un progetto convincente su Dick Tracy agli studios hollywoodiani, il regista e produttore Michael S. Laughlin, che deteneva i diritti sul personaggio, decise di cederli alla Tribune Media Services che, nel ’77, li concesse a Floyd Mutrux e Art Linson, anch’essi sceneggiatori, registi e produttori.

Nell’80, la United Artists si dichiarò interessata a produrre e distribuire un film su Dick Tracy. Tom Mankiewicz, lo sceneggiatore che aveva riscritto in maniera brillante i primi due film su Superman entrò in trattative per scrivere la sceneggiatura.

L’accordo saltò quando Chester Gould pretese il controllo finanziario e creativo della pellicola. Ma nell’85, in seguito alla morte del fumettista, all’età di 84 anni, lo sviluppo del film subì un brusco stop. Nello stesso anno, Mutrux e Linson si accordarono con la Paramount che offrì la regia a Steven Spielberg e coinvolse la Universal per co-finanziare la pellicola. La Universal voleva John Landis alla regia e propose per il ruolo principale Clint Eastwood, Harrison Ford, Richard Gere, Tom Selleck o Mel Gibson.

Jim Cash e Jack Epps Jr. scrissero una sceneggiatura che richiamava le atmosfere cupe e violente dei pulp magazines anni ’30 e che prevedeva il boss Big Boy Caprice come avversario principale dell’eroe. Max Allan Collins, all’epoca autore della striscia a fumetti, lesse una delle stesure e la giudicò terribile e pacchiana, difetto ricorrente ed ostacolo principale sia per i cinecomics dell’epoca che per quelli di oggi.

In seguito all’incidente che costò la vita all’attore Vic Morrow sul set di Twilight zone, tratto dalla popolare serie tv e diretto da John Landis, nacquero delle controversie che spinsero il regista ad abbandonare il progetto Dick Tracy.

Subentrarono Walter Hill e Joel Silver rispettivamente come regista e produttore. Mentre Cash ed Epps continuavano a riscrivere la sceneggiatura, Hill propose Warren Beatty per il ruolo principale. La preproduzione ebbe inizio ma nacquero dei contrasti sulla concezione estetica del film tra Beatty, fan del fumetto, che optava per un’opera stilizzata ed Hill che voleva invece puntare su realismo e violenza. Inoltre, Beatty chiese cinque milioni di dollari più il 15% degli incassi. La Universal rifiutò, Hill e Beatty lasciarono il film e la produzione andò di nuovo in stallo.

La Paramount prese così a svilupparlo come film a basso budget con Richard Benjamin alla regia. La Universal si dichiarò insoddisfatta dell’ennesima sceneggiatura di Cash ed Epps. Era ormai l’85 e i diritti sul personaggio tornarono alla Tribune. Stavolta fu Beatty a riacquistarli personalmente continuando a puntare sullo script dei due sceneggiatori.

Quando il produttore Jeffrey Katzenberg lasciò la Paramount per la Walt Disney Motion Pictures Group decise di appoggiare il progetto di Beatty che avrebbe realizzato il film in veste di regista, produttore e interprete principale. Una scelta che lasciò perplessa la Disney poiché l’ultimo film diretto da Beatty, Reds, pur acclamato dalla critica era stato un flop al botteghino. Venne stipulato allora un accordo secondo cui ogni sforamento del budget sarebbe stato detratto dal compenso del regista.

Beatty e il suo fidato collaboratore Bo Goldman riscrissero i dialoghi in modo significativo ma persero una contesa con la Writers Guild e i loro nomi non vennero accreditati tra gli sceneggiatori. La Disney diede il via al progetto nell’88 con la condizione che Beatty contenesse il budget entro i 25 milioni di dollari.

Quando la produzione ebbe inizio la cifra stanziata crebbe fino ai 47 milioni più altri 54 per il marketing. I finanziamenti vennero dalla Touchstone pictures, di proprietà Disney, dalla Silver Screen Partners e dalla Mulholland productions di Beatty. Una prima novelization di Max Allan Collins fu respinta ma alcuni dialoghi vennero inseriti nel film.

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