La Conferenza Stato-Regioni ha deliberato la ripartizione dei fondi destinati a portare la banda ultralarga nel nostro arretrato Paese. Sopratutto nelle zone “economicamente svantaggiate”, quelle zone in cui le grandi aziende non investono perché non ci sono prospettive di lauti guadagni.

Antonello Giacomelli, sottosegretario del governo alle comunicazioni, afferma che è stata trovata una intesa tra lo stato centrale e le regioni per lo stanziamento di 3 miliardi di euro per costruire una rete su 7300 comuni d’Italia.
Il piano varato dal governo lo scorso anno prevedeva infatti 1.41 miliardi da fondi concessi dall’Europa per lo sviluppo assieme a 1.59 miliardi che il governo italiano ha assicurato sussistere.

Giacomelli espone chiaramente che il problema del ritardo italiano è anche dovuto all’azione delle singole regioni che non avevano saputo mettere in campo un piano efficace per lo sviluppo, costringendo lo stato centrale ad intervenire.
Con interventi diretti, facendo si che la rete rimanga pubblica, il governo si è impegnato per portare nell’era contemporanea il nostro paese.

Insomma, entro il 2020 in Italia il 70% dei comuni potrebbe avere una connessione super veloce a 100Mbps, mentre per il 30% dei territori, meno abitati e quindi con maggiore difficoltà da raggiungere e con un costo molto alto per le finanze statali, raggiungeranno i 30Mbps, un bel passo in avanti rispetto agli attuali 9.18Mbps di media nazionale.

Banda Larga3

Insomma, l’Italia potrebbe entrare nel consesso dei paesi più avanzati, anche se da qui al 2020 gli altri paesi non staranno certo con le mani in mano. Insomma, il nostro paese si appresta a divenire ancora più attrattivo per molte aziende care a noi nerd come “Netflix”, “Yamato Video”,  “VVVID” e altri.

Queste compagnie avranno più margine, migliorando i propri servizi. Per tutti noi sarà una manna dal cielo, perché economicamente e psicologicamente cambierà tutto.

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