Può un tatuaggio messo sul collo, sulle dita o su qualsiasi altra parte del corpo di un alter ego virtuale dei nostri videogame preferiti creare una bagarre legale?

La risposta sembrerebbe essere proprio di sì e se uno guarda al suo lavoro quotidiano e pensa come potrebbe guadagnare più soldi per conto proprio, sicuramente dovrebbe considerare di valutare una carriera nei tatuaggi riprodotti sui giocatori dei videogame sportivi e sulle diatribe che si stanno scatenando per le varie licenze nell’utilizzarli.

E’ ridicolo come uno possa pensare che ci possa essere del guadagno in tutto ciò, ma è proprio così.

Nel 2012 ad un tatuatore sono stati assegnati più di 20.000 dollari quando THQ ha utilizzato i suoi disegni nel gioco UFC violando il “copyright”.

Un anno dopo un altro artista aveva citato in giudizio la EA per aver utilizzato uno dei suoi tatuaggi sull’ex running back Ricky Williams, senza il suo permesso.

Ora la ESPN riporta che la Solid Oak Sketches, che detiene i diritti d’autore di un certo numero di tatuaggi fatti a giocatori del calibro di Lebron James, Kobe Bryant, Kenyon Martin, DeAndre Jordan e Eric Bledsoe, avrebbe fatto causa alla Take-Two Interactive Software e ad altre compagnie associate al videogame NBA 2K16, per aver riprodotto nel gioco dei tatuaggi sui giocatori in questione senza autorizzazione.

La compagnia di tatuaggi chiede 1,1 milioni di dollari per la licenza di riproduzione dei “tatoos” sui giocatori di NBA 2K16.

Da questa diatriba emerge una cosa significativa: quando ci riferiamo al tatuaggio dobbiamo considerarlo come un’opera d’arte e, pertanto, deve essere retribuita.

Inoltre, se c’è bisogno di avere i permessi per utilizzare le foto e i loghi in un gioco, allo stesso modo sarebbe cosa buona e giusta farlo anche per i tatuaggi.

Per ulteriori risvolti in questa vicenda “stay tuned“.

(fonte Kotaku)

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