Superman L’Uomo d’Acciaio n.20: Il finale di Superman Unchained – RECENSIONE

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Tutti i nodi vengono al pettine nel finale di Superman Unchained, la miniserie di Scott Snyder e Jim Lee ! Riuscirà l’Uomo d’Acciaio a sconfiggere il possente alieno Wraith ? E cosa sta tramando nell’ombra Lex Luthor ??? Inoltre, gli ultimi giorni di Terra-2 raccontati da Lois Lane !!!

Creata per cavalcare l’uscita della prima pellicola di Zack Snyder dedicata all’Uomo d’Acciaio, Superman Unchained è una miniserie in nove parti realizzata da due autentiche star del fumetto statunitense, vale a dire Scott Snyder ( no, nessuna parentela col regista…. ) e Jim Lee.

E’ abbastanza palese che l’intenzione della Dc fosse quella di catalizzare il più possibile l’attenzione sul personaggio che stava per essere rilanciato al cinema, e quindi al grande pubblico, tanto da sbrigarsi a far uscire in fretta e furia i primi numeri, senza considerare i tanti impegni di Lee anche come dirigente e creativo della casa editrice.

Per questo motivo il finale della serie uscì molto più tardi e questo si è ripercosso anche nella pubblicazione italiana, che ha approfittato del crossover Doomed per mettere in stand-by Unchained e proporre gli ultimi due numeri ben venti mesi dopo il suo esordio, avvenuto in concomitanza col lancio di questo nuovo antologico Lion.

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Anche da noi ovviamente la scelta della pubblicazione fu dettata da fini puramente commerciali, legati all’uscita della suddetta pellicola, dato che già si era a conoscenza del ritardo accumulato negli USA, ma il problema principale è che l’opera stessa sembra essere nata unicamente per una questione di marketing e non per un’effettiva esigenza creativa, visti i risultati…

Sia Snyder che Lee infatti appaiono sottotono e poco motivati. La storia non riesce ad emozionare e soprattutto nel finale il crescendo che c’era stato nei numeri precedenti si sgonfia come un pallone bucato, riducendo il tutto a un pistolotto su ciò che rappresenta l’Uomo d’Acciaio, come eroe e simbolo di speranza.

Di certo non è la prima volta che si affronta un argomento del genere in una storia di Superman e gli spunti di riflessione possono comunque essere interessanti, ma da soli non bastano a giustificare un finale moscio e privo di mordente.

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La sensazione è quella di un compitino scritto a forza, come a scuola, nel quale Snyder ha dovuto trovare qualcosa da dire sull’Ultimo figlio di Krypton, pur non avendo l’ispirazione necessaria.

Ne viene fuori quindi una storia banale, dove vengono infilati alla meglio e peggio quasi tutti i comprimari più importanti dell’universo supermaniano, con l’aggiunta di un nuovo avversario abbastanza tosto da far menare le mani a dovere all’eroe, in roboanti scazzottate che giustifichino un minimo la presenza di Lee alle matite…

E’ chiaro però che la storia non è sufficientemente ragionata e forse avrebbe potuto avere più senso all’interno di un ciclo più lungo, magari in una serie regolare, ma come racconto a sé stante non vale molto di più di una qualsiasi dozzinale avventura dell’Azzurrone.

Persino le tavole di Lee, di solito garanzia di successo per la loro potenza visiva, si limitano al minimo sindacale per quelli che sono gli standard dell’artista, che qui appare spento e poco motivato, un po’ come tutto il contesto nel quale si è trovato a lavorare.

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Chi segue Snyder anche su Batman sa bene che non sempre lo scrittore riesce ad azzeccare i finali delle saghe che imbastisce, forse anche perché è molto bravo a montare la tensione e sorprendere il lettore con trovate a effetto, alimentando ancora di più le aspettative, che però rischiano di essere smontate se alla base non c’è un’idea abbastanza forte da sostenere tutto il castello di carte che ha costruito… Anche Unchained in un certo senso rientra in questa categoria, con l’aggravante che qui già l’ispirazione di fondo è scarsa e le emozioni latitano quasi sempre, per non parlare di un asso pigliatutto come Lee alle matite, veramente sprecato e non sfruttato a sufficienza.

Per tutta questa serie di motivi, dunque, Superman Unchained è consigliabile ( magari in una futura edizione in volume ) solo ai fan più sfegatati dell’Uomo d’Acciaio e a chi adora qualsiasi opera firmata dall’artista coreano, anche se non si troverà davanti ad una delle sue prove migliori o più ispirate…

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In questo albo si conclude anche la serie Worlds’ Finest, che racconta le gesta degli eroi di Terra-2 prima che venga spazzata via dalle armate di Apokolips.

Il veterano Paul Levitz, un tempo anche direttore-capo della Dc, ci espone in maniera molto lineare e precisa gli ultimi giorni di questo universo parallelo dove anche i più grandi eroi soccomberanno sotto l’attacco di Darkseid e il suo esercito.

Queste drammatiche vicende vengono raccontate secondo il punto di vista, umano e giornalistico, di Lois Lane, personalmente coinvolta non solo per la sua relazione con Superman, ma anche perché sarà lei stessa una vittima di questa guerra, che la porterà a diventare il robotico Red Tornado di Terra-2.

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Si tratta di una storia avvincente,  scritta in maniera tradizionale, che si avvale del tratto semplice e marcato di Jed Dougherty, forse troppo cartoonesco e quindi poco adatto a una vicenda così drammatica e angosciante, ma nel complesso le sue tavole sono godibili e ben strutturate.

Questo ventesimo numero di Superman L’Uomo d’Acciaio segna la conclusione di una prima fase dell’antologico, che poi lascerà totale spazio alle serie in coppia dell’Azzurrone, vale a dire Batman/Superman e Superman/Wonder Woman, con tutte le rivoluzioni conseguenti all’evento Convergence e il successivo rilancio delle testate Dc, denominato Dc You.

Se amate la Trinità supereroistica per eccellenza, quindi, vi conviene continuare a seguire questa testata.

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1 commento

  1. Forse perchè anche il buon Snyder è costretto a seguire logiche editoriali che mettono in primo piano le logiche del personaggio come se vivesse di vita propria e quelle dei fan-ultras… I due mali peggiori dell’editoria delle nuvole disegnate( delle major).poi si sa che spesso i nemici peggiori che superman sconfigge non sono i vari alieni o conterranei o lex luthor di turno ma i suoi autori..poveri!

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