Angoulême, cambia la modalità di voto del Grand Prix dopo le accuse di sessismo

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Per la seconda volta in pochi anni cambia la modalità di assegnazione del prestigioso premio alla carriera dopo che una decina di autori nominati aveva aderito al boicottaggio promosso dalle associazioni di fumettiste.

Sembra essere giunta a una conclusione la polemica che ha infiammato il mondo del fumetto in questo inizio di gennaio: dopo il silenzio iniziale e una prima risposta scomposta e decisamente insoddisfacente, gli organizzatori del Festival Internazionale del Fumetto di Angouleme hanno annunciato che le regole del Grand Prix de la ville, forse il più importante premio fumettistico alla carriera del mondo, cambieranno.

È stato infatti deciso che non sarà proposta nessuna lista di nomi tra cui scegliere il vincitore. Coloro i quali (circa 3000 fumettisti pubblicati in Francia, ma non per forza francesi) avrebbero dovuto votare prima i tre finalisti da una lista di 30 artisti e poi il vincitore assoluto potranno ora scegliere in piena libertà chi votare, secondo le proprie preferenze.

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Vignetta con cui Sarah McIntyre ha commentato la vicenda Angoulême

Questo cambiamento è stato messo in atto dopo che la lista dei 30 candidati del 2016 è finita al centro di numerose critiche per la sua composizione: 30 uomini e 0 donne. Immediatamente un collettivo basato in Francia formato da oltre 100 fumettiste ha accusato il Festival di “dimenticare” o cancellare volutamente i contributi delle artiste donne alla storia del fumetto e ha chiesto ai colleghi di ogni sesso di boicottare il premio. Le accuse di sessismo al Festival sono state rilanciate da numerosi fumettisti maschi, e più di 10 dei 30 della lista iniziale hanno dichiarato di volerne essere esclusi per protesta (tra di loro Milo Manara, Riad Sattouf, Joann Sfar Brian M. Bendis, Daniel Clowes…)

Non è ancora chiaro se adesso il vincitore del Grand Prix sarà deciso con una sola votazione dei circa 3000 aventi diritto o se si procederà invece in due turni, uno per i tre finalisti e uno per il vincitore finale. In un primo momento il Festival di Angoulême aveva, con un comunicato a dir poco accondiscendente, accettato di aggiungere sei nomi femminili alla lista dei 30: Marjane Satrapi, Moto Hagio, Lynda Barry, Posy Simmonds, Chantal Montpellier e Julie Doucet, ma l'”aggiustamento” non ha evidentemente convinto nessuno.

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Ricordiamo che il Grand Prix de la ville d’Angoulême, assegnato durante la fiera francese, è un premio alla carriera e per importanti contributi al mondo del fumetto nel corso della vita. I fumettisti candidati non vengono quindi scelti (o almeno non principalmente) per la produzione dell’anno appena concluso; nel 2014, ad esempio, vinse Bill Watterson (Calvin & Hobbes), ritiratosi nel 1995.

Fino a pochi anni fa il destinatario del Grand Prix veniva deciso da un comitato composto dai vincitori degli anni passati; questo metodo venne abbandonato per cercare di portare più modernità e dare un respiro più internazionale alla manifestazione, visto che in quel modo i vincitori finivano per appartenere tutti allo stesso “ambiente”. La modalità seguita sino ad oggi prevedeva invece che la selezione dei (circa) 30 nomi venisse effettuata da tre esperti, approvata dall’organizzazione del Festival e poi sottoposta alla votazione di tutti i fumettisti pubblicati in Francia.

Il 43° Festival di Angoulême si terrà dal 28 al 31 gennaio.

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