Milo Manara, Daniel Clowes e altri si dissociano dal Grand Prix di Angoulême dopo le polemiche

Pubblicato il 6 Gennaio 2016 alle 14:30

Dopo una shortlist per il riconoscimento alla carriera composta unicamente da nomi maschili, molti autori appoggiano il boicottaggio al premio chiedendo di essere esclusi.

Il Grand Prix de la ville d’Angoulême, assegnato durante la fiera francese, è un premio alla carriera e per importanti contributi al mondo del fumetto nel corso della vita. I fumettisti candidati non vengono quindi scelti (o almeno non principalmente) per la produzione dell’anno appena concluso; nel 2014, ad esempio, vinse Bill Watterson (Calvin & Hobbes), ritiratosi nel 1995.

Chiarito questo, come vi raccontavamo la lista dei 30 finalisti (decisa da un comitato i  cui componenti sembrano essere avvolti dal mistero) per il Grand Prix 2016 è stata accolta con feroci polemiche per l’assenza di autrici, avvenimento in effetti ricorrente per il premio francese: nei suoi 43 anni solo una volta è stato vinto da una donna. L’anno scorso nell’ultima selezione c’era Marjane Satrapi (Persepolis), esclusa però questa volta.

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Il poster per Angoulême 2016 disegnato dal vincitore dell’ultimo Grand Prix, Katsuhiro Otomo.

Una scelta inaccettabile per il Collectif des créatrice de bande dessinée contro le sexisme, collettivo di fumettiste in gran parte francesi che ha lanciato un boicottaggio del premio invitando tutti gli addetti ai lavori a non votare per la premiazione finale. Una protesta che ha guadagnato un appoggio tale da mettere in crisi, forse, il Festival del fumetto più influente d’Europa, visto che ora molti dei fumettisti inseriti tra i 30 stanno pubblicamente chiedendo di venirne rimossi.

Milo Manara
Milo Manara

Dopo Riad Sattouf anche Milo Manara, Charles Burns, Joann Sfar, Etienne Davodeau e Daniel Clowes hanno espresso il loro desiderio di essere esclusi dal Grand Prix per sostenere la protesta del Collectif.

Manara ha dichiarato di non voler partecipare a una competizione “Che dimentica di nominare le mie colleghe”, mentre Clowes ha definito la lista tutta al maschile una “Ridicola, imbarazzante debacle”. Davodeau ha invece accusato il Festival di reiterare lo stereotipo dannoso secondo cui il fumetto è “Un’arte non femminile”.

Il Collettivo chiede una lista che rappresenti meglio il panorama del fumetto di oggi, comprendendo quindi anche donne.

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