Controcorrente n° 7 – Arte nel fumetto ? (parte 2)

Pubblicato il 30 Marzo 2011 alle 13:03

Riprendiamo il discorso lasciato in sospeso nel numero precedente di Controcorrente e torniamo a parlare di arte nel fumetto.
Dopo avervi esposto la mia idea di cosa intendo per arte, in questa occasione gradirei citare tre fumetti, tre capolavori, che hanno segnato la strada del fumetto mondiale elevando le nostre amate tavole sullo stesso livello di altre arti visive.

Un fulgido esempio di arte nel fumetto è sicuramente Maus dell’ebreo americano Art Spiegelman.

Quest’opera è, e rimarrà, di straordinaria importanza per gli amanti del fumetto in generale ma anche per chi desidera documentarsi sull’olocausto. Tra le sue pagine infatti, Spiegelman racconta di Vladek, suo padre, polacco di origine ebraica che ha vissuto nell’Europa dominata dalla follia nazista.
Oltre alla storia raccontata, Maus è importante per come è stato realizzato.

La costruzione semplice e canonica delle tavole segue un preciso disprezzo nazista verso le avanguardie artistiche.

Viene utilizzato un tragico nero di forte impatto, influenzato  dalla corrente espressionista di origine germanica, per richiamare l’attenzione nazista per tutto ciò che è tedesco. Ma la citazione sicuramente più visibile è la scelta di rappresentare come topi gli ebrei e come gatti i tedeschi. Hitler infatti, in uno dei suoi molteplici deliri, ha definito il popolo ebraico come “ratti”.
Maus, con queste piccole premesse, entra di diritto tra le opere d’arte. Anche se il suo autore ha apparentemente scelto una rappresentazione minimale a favore della narrazione storica.

Un altro fumetto che sicuramente si può considerare artistico è senza dubbio l’Eternauta. Il fumetto di Oesterheld e Solano Lopez è una di quelle opere che quando smetti di leggerle ti lasciano dentro un vuoto infinito.

L’impegno politico di Oesterheld influenza le pagine dell’Eternauta in modo indelebile. Tutta l’opera è da intendersi come una metafora della situazione politica dell’America latina. Se tra le pagine del fumetto vengono raffigurati degli alieni invasori, nella realtà argentina dominano le forze repressive militari che calpestano tutti gli elementari diritti umani.
L’Eternauta e altre opere di Oesterheld non passarono inosservati nemmeno alla dittatura militare. Come conseguenza, Oesterheld e la sua famiglia furono sequestrati dagli squadroni della morte, torturati e assassinati come tanti altri desaparesidos.
Mi piace segnalare che in Sud America l’Eternauta viene ancora utilizzato come icona di resistenza e libertà.

Non posso non citare infine in questa mia carrellata, a dir poco superficiale, di arte nel fumetto senza parlare di Watchmen.

Bob Dylan, Elvis Costello, Giovenale, memoria, Genesi, Determinismo, simbologia, metafora, Albert Einstein, iconografia, storia, arte, Nuovo testamento, Dio, William Blake, letteratura inglese, Friedrich Wilhelm Nietzsche, censura, Eleanor Farjeon, Bertolt Brecht, C. G. Jung, filosofia, Percy Bysshe Shelley, mitologia, Alessandro il Macedone, nodo gordiano, John Cale.

Queste sono le citazioni e le dotte fonti d’ispirazione che hanno portato Alan Moore a scrivere il più bel fumetto di sempre. O almeno quelle che il sottoscritto è stato in grado di rintracciare, dato che Watchmen è un immenso affresco dalle molteplici chiavi di lettura.
Ma alla fine quest’opera rimane incisa nella memoria soprattutto per il nono capitolo (L’oscurità del mero esistere). Con dialoghi magistrali e una sceneggiatura impeccabile Moore ci fa ragionare sulla definizione che l’uomo non può competere con un universo infinito che in ogni caso vede il proprio destino come un semplice episodio nel normale flusso del tempo. A meno che questa distrazione non si chiami Vita. Infatti solo questo miracolo, questo evento unico ci rende diversi e degni d’attenzione anche da parte di una presunta divinità. Il miracolo esiste nella nostra stessa esistenza perché è stata generata in un rapporto d’amore.

In conclusione, decidere se esiste davvero l’arte nel fumetto è un argomento veramente complesso e talmente articolato che due semplici scritti come questi non risolvono certo la questione.
Tenevo però a dire la mia citando tre fumetti che mi sono subito saltati in mente quando ho pensato di toccare questo argomento.
Magari in futuro riprenderò questa tematica dando uno sguardo al fumetto seriale, dove si fatica decisamente di più a trovare prodotti artistici di un certo rilevo. E sempre prossimamente non potrò non parlare di quegli autori che vengono chiamati a raccontare le gesta dei nostri eroi. Si possono veramente definire artisti o sono solo semplici mestieranti che svolgono al meglio il loro lavoro?

Un brindisi agli amici assenti.

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