The Leftovers: Damon Lindelof parla della sequenza con la donna delle caverne e del finale della seconda stagione

Pubblicato il 4 Dicembre 2015 alle 20:00

L’episodio finale andrà in onda lunedì prossimo (7 dicembre) su Sky Atlantic. 

Il produttore esecutivo e co-creatore della serie, Damon Lindelof, ha parlato della nuova incarnazione che la serie ha assunto nel 2015.

Nel corso dell’intervista Lindelof ha parlato dei suoi gusti televisivi, la misteriosa sequenza d’apertura della seconda stagione e la forza spirituale di The Leftovers. 

“In questi giorni sto guardando Jessica Jones e devo dire che mi piace davvero tanto. Ho seguito anche la prima stagione di The Knick, e c’era quell’episodio, intitolato “Get the Rope” — quel fantastico episodio con the race riots. Quando è finito ero tipo, ‘Wow, ho davvero bisogno di un paio di giorni prima di guardare il prossimo episodio.’ Quello è stato un episodio. Dall’inizio alla fine.

“Non è una cosa che ha a che fare solo con la struttura. Li chiamiamo episodi per una ragione. L’idea è che puoi dare a ciascun episodio la propria fragranza, il proprio sapore e il proprio protagonista. E’ qualcosa che Noah Hawley fa incredibilmente bene su Fargo, e che riesce bene anche a The Walking Dead (a volte). Fare un intero episodio dal punto di vista di un solo personaggio.

Il Trono di Spade è probabilmente la mia serie preferita al momento, però vorrei che mi regalasse un dannatissimo episodio incentrato solo su Tyrion. L’impatto emozionale che avrei alla fine dell’episodio sarebbe molto diverso dal solito ‘Nel frattempo, a Meeren’. Credo che sia fantastico quello che stanno facendo, ma quando George. R.R. Martin ha scritto quei libri, i capitoli erano intitolati “Tyrion” o “Arya”, eccetera.

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Lindelof si è anche pronunciato sull’enigmatica sequenza d’apertura di The Leftovers 2, quella ambientata durante l’Età della Pietra.

“Non vorrei demistificare il cosa, il dove o il quando di quella scena. Basti dire che era già da un po’ che pensavo a quella scena con la donna delle caverne e ne stavamo parlando sul serio, volevamo realizzarla, quando Reza Aslan (consulente alla produzione) mi portò questo fantastico libro intitolato Zealot.

“E’ una specie di ricostruzione storica della vita di Gesù Cristo. Aslan è un esperto in quasi tutte le religioni del mondo. E’ un musulmano praticante, ma conosce benissimo il Cristianesimo e il Giudaismo, ma anche le religioni protoindoeuropee. Il primo giorno di lavoro per la seconda stagione gli ho domandato ‘Com’è iniziata la religione? Cosa ne sappiamo? Qual è stata la prima religione?’

“Ha iniziato parlandomi di persone che vivevano nelle caverne e guardavano il volo degli uccelli nel cielo, e io gli ho fatto ‘Perfetto, faremo questo’. ‘Questo cosa?’ mi ha chiesto lui. ‘Questo. Torneremo a quando vivevamo nelle caverne e guardavamo gli uccelli’.

“E il modo in cui la stagione finirà – l’ultima scena dell’ultimo episodio – ha lo scopo di riferirsi ambiguamente alla prima, alla donna delle caverne. Non direttamente, ma in maniera emozionale, tematica. Spero che quando i fan vedranno i titoli di coda diranno ‘Ah, ecco perché all’inizio hanno fatto questo’.

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