Nel 1989, subito dopo l’incredibile successo di Batman, il kolossal di Tim Burton, la Warner voleva produrre immediatamente un sequel da iniziare a girare già nel ’90.

Il regista, tuttavia, aveva dei dubbi ed era restìo a realizzare un film solo per motivi commerciali affermando che sarebbe tornato su Batman solo se la sceneggiatura avesse offerto qualcosa di nuovo ed eccitante. In attesa di ulteriori sviluppi, si dedicò allora al progetto Edward mani di forbice che si sarebbe rivelato un altro successo.

Il regista si convinse definitivamente a realizzare il sequel quando la Warner gli concesse maggior controllo creativo. Burton capì allora di poter avere un approccio più autoriale al materiale originale e di poter sviluppare tematiche e contenuti più inerenti alla sua visione. Bob Kane, creatore di Batman, venne naturalmente riconfermato come consulente creativo.

Sam Hamm, sceneggiatore del primo episodio, scrisse un soggetto che contemplava la presenza del Pinguino e di Catwoman come villains. Burton non ne fu soddisfatto e chiese una seconda stesura a Daniel Waters che lo aveva impressionato con lo script della black-comedy Heathers. Waters diede alla storia una forte impronta di satira sociale e politica, eliminò il procuratore distrettuale Harvey Dent, che non aveva un ruolo determinante, e Robin, prima ipotizzato come leader di una gang di strada e poi come giovane meccanico di colore. Jon Peters e Peter Guber, produttori del primo film, divennero produttori esecutivi. Il budget stanziato era di 80 milioni di dollari.

Dopo il suicidio di Anton Furst, premio Oscar per la scenografia nel primo film, Burton si affidò a Bo Welch, che aveva lavorato con lui in Beetlejuice ed Edward. Welch ridisegnò Gotham combinando diversi stili architettonici, dal fascista all’espressionismo tedesco passando per il russo e il futuristico in stile World’s fair. Per Gotham Plaza, dove si svolgevano molte delle scene principali, si ispirò al Rockefeller Center. In tono con la presenza del Pinguino e la sua gelida tana acquatica nello zoo, Welch ammantò di neve la città in pieno clima natalizio.

Il vero cattivo del film sarebbe stato il viscido industriale Max Shreck, inesistente nel fumetto, un omaggio al quasi omonimo attore che interpretò il Nosferatu di Murnau nel ’22, una delle pellicole che hanno maggiormente influenzato la cinematografia di Burton.

In contrapposizione alla figura di Bruce Wayne, miliardario che indossa la maschera da pipistrello per fare giustizia, lo Shreck ideato da Sam Hamm è un vampiro moderno che intende costruire una falsa centrale elettrica destinata in realtà a succhiare energia da Gotham.

Interpretato da un maestoso Christopher Walken, Shreck appare proprio come una sorta di conte Dracula, coi capelli bianchi, il volto pallido e gli occhi ombrati, illuminato in maniera inquietante dalla fotografia di Stefan Czapsky che pure aveva collaborato con Burton in Edward e, a proposito di succhiasangue, aveva lavorato in Stress da vampiro con Nicholas Cage.

Ispirandosi alla mascotte di una marca di sigarette, Bob Kane e Bill Finger crearono il Pinguino nel ’41 sulle pagine di Detective Comics. Oswald Chesterfield Cobblepot, questo il suo vero nome, aveva un aspetto tracagnotto e un naso allungato a becco, indossava un frac, un monocolo ed era armato di ombrelli che potevano sparare o emettere gas nocivi.

Il personaggio è stato stravolto all’inizio degli anni ’90 proprio in seguito alla reinterpretazione in Batman returns per poi tornare ai connotati originali. Ladro e gangster autoproclamatosi gentleman del crimine, è un appassionato di ornitologia proprietario del night-club Iceberg Lounge copertura dei suoi loschi traffici.

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