Intervista esclusiva per Mangaforever!

Dopo Lucca Comics and Games 2015 abbiamo raggiunto Davide Caci, publishing manager di Star Comics, per una intervista esclusiva sul ritorno della Valiant ma anche della rinnovata spinta di uno dei più importanti attori del mercato italiano verso i comics, il fumetto francese e soprattutto le produzioni nostrane.

Buona lettura!

Benvenuto Davide Caci sulle pagine di MF

Buongiorno a tutti i lettori di MangaForever!

Si è appena conclusa Lucca C&G ’15: un primo bilancio?

Lucca Comics è un appuntamento imperdibile per ogni casa editrice. A differenza delle piccole realtà, una casa editrice come Star Comics non si focalizza tanto o solo sulle vendite, che pure fanno sempre piacere (e sono andate molto bene), quanto sul rapporto con il pubblico. Star partecipa direttamente a pochissime manifestazioni, durante l’anno, e Lucca è una di queste: devo ammettere che quest’anno sono rimasto positivamente impressionato. I feedback sul lato manga (di cui personalmente non mi occupo) sono sempre stati calorosi, ma quest’anno ho visto un vero e proprio boom di interesse nei confronti delle altre pubblicazioni Star, dalle produzioni italiane fino alla collana SCP, che esordiva proprio a Lucca, un anno fa. Tanti lettori molto interessati, che facevano domande e dimostravano apprezzamento.

Un’altra nota positiva è stata anche l’accoglienza riservata agli ospiti: di nuovo, non c’erano dubbi a proposito del sensei Fujiwara, ma quest’anno avevamo i nostri primi ospiti dal mercato statunitense, Nic Klein e Ivan Brandon (gli autori di Drifter), e anche loro son rimasti impressionati dalla quantità di persone che si metteva in fila per loro! Insomma, una Lucca in crescita esponenziale, per noi.

Veniamo subito a quella che è stata la vera e propria bomba di Lucca ’15: l’acquisizione dei diritti Valiant. Come e perché avete deciso di puntare su questo universo narrativo?

Onestamente, quando ci si è presentata l’occasione, in redazione ci siamo guardati negli occhi, e abbiamo iniziato una discussione: nessuno riusciva a trovare un solo motivo per cui non dovessimo tentare questa grande avventura. Uno dei fattori ad averci convinti fin da subito è la enorme qualità narrativa e grafica dell’universo Valiant, in particolare dopo il reboot di qualche anno fa (e la cosiddetta “rinascita” dell’universo): andando a leggere i colophon delle storie, ci sono nomi che non hanno nulla da invidiare a Marvel e DC Comics.

Inoltre, crediamo che il pubblico italiano abbia voglia di un “terzo” universo narrativo (oltre alle Big Two, ovviamente), e Valiant è l’alternativa più accreditata.

Ovviamente quello su cui tutti i fans ed i lettori si stanno interrogando sono le modalità di pubblicazione. Ripartirete da dove aveva interrotto il precedente editore?

Abbiamo riflettuto parecchio su questo punto, perché ciò che volevamo fare era non scontentare nessuno. Siccome i paperback Panini (ovvero le pubblicazioni da fumetteria e libreria, quelle prima della parentesi in edicola) sono ancora ampiamente disponibili, ripartire da zero ci sarebbe sembrato un errore. Allora ci riallacceremo là dove l’editore precedente aveva interrotto: abbiamo diviso il nostro approccio a Valiant in due fasi. Nella prima (a febbraio 2016) stamperemo tre volumi con storie che erano già state pubblicate, ma in formati differenti (nei magazine da edicola), in modo tale da consentire ai lettori – e ai collezionisti – di avere anche quei tassellini che mancavano.

Dopodiché, a partire da marzo, inizieremo con la pubblicazione degli inediti. Il piano editoriale è definito, lo abbiamo concordato proprio in questi giorni con Valiant. E presto lo annunceremo.

Punterete direttamente ai volumi, e quindi direttamente alle fumetteria, oppure pensate di poter affrontare la sfida dell’edicola magari con un antologico?

Che oggi come oggi la situazione delle edicole italiane sia “complessa” (eufemismo) è risaputo. Al momento riteniamo che andare in edicola con pubblicazioni (pur di alta qualità) del genere sarebbe un errore. Ma, ehi, nessuno di noi può prevedere il futuro. Sicuramente, siccome Star Comics lavora su tutti i canali distributivi, se la situazione cambierà, rifletteremo anche su questa opportunità.

C’è possibilità di ristampe deluxe sulla falsariga di quelle già viste negli USA ovvero in cartonato con 10/12 numeri all’interno?

Al momento è troppo presto, per dirlo: noi crediamo moltissimo in queste pubblicazioni, e stiamo investendo per permettere ai lettori italiani di continuare a leggere queste storie. Ma, come sempre, l’ultima parola spetta al lettore. Non escludo che in un prossimo futuro libri del genere possano entrare nel nostro catalogo (come anche riproposizioni di materiale delle prime pubblicazioni Valiant, quelle anni Novanta), ma tutto dipenderà dalla risposta dei lettori.

Star Comics ritorna al fumetto americano accaparrandosi due autori di primo piano come Greg Rucka e Rick Remender, puntando su un talento come Ivan Brandon. Come mai questo ritorno dopo anni in cui vi siete concentrati solo sul versante nipponico? Possiamo supporre che ci saranno nuovi annunci nella seconda metà del 2016?

Quando due anni fa ho iniziato a lavorare per Star Comics (oggi ne sono Publishing Manager, e mi occupo in generale – pur con delle eccezioni – delle pubblicazioni non giapponesi), Claudia e Simone Bovini – rispettivamente Direttore Editoriale e Responsabile e CEO della casa editrice – mi hanno spiegato che, visto il DNA Star Comics, avrebbero voluto riprendere esperienze varie, che spaziassero dal mercato americano a quello francese. Così è nata la collana “Star Comics Presenta”.

Andiamo (ovviamente) fieri di tutti i nostri libri, ma devo ammettere che Drifter, Low e Veil sono i tre nostri fiori all’occhiello (almeno per quanto riguarda il mercato americano). Il primo è un titolo che ci ha stregati a prima vista, il secondo ci ha tolto diverse ore di sonno (l’asta per acquistare i diritti è stata… molto combattuta, diciamo), ma è secondo me uno dei titolo più interessanti sfornati da Image negli ultimi anni, il terzo è uno di quei titoli che, da lettori, acquisteremmo a scatola chiusa.

Non solo USA ma anche Francia. Anche qui il panorama è affollatissimo: come avete scelto i titoli da proporre?

Il mercato francese sforna, quotidianamente, dei piccoli e grandi capolavori. Negli ultimi anni, la bande dessinée è stata a poco a poco sdoganata anche in Italia, e questo è un ottimo dato (e qui parlo da lettore, anzitutto). Le modalità con cui scegliamo i titoli (francesi, ma anche non) sono generalmente: lunghe discussioni. Solitamente, io mi occupo di scandagliare i vari cataloghi dei vari editori con cui lavoriamo (ma anche di quelli con cui per ora non abbiamo ancora lavorato), e preparo un pre-elenco, che viene incrementato dagli altri membri della redazione, se hanno individuato anche loro qualcosa di interessante. In una prima fase, scegliamo cosa vogliamo effettivamente provare a leggere e cosa invece, per il momento, mettiamo da parte. E, dopo averli letti, inizia il divertimento.

Di solito i titoli che io preferisco sono quelli per cui la risposta della mia direttrice è “nemmeno morta”: insomma, le nostre riunioni di redazione sono parecchio divertenti, viste da fuori. La abituale differenza di gusti è comunque un indice di garanzia: se un titolo riesce a convincere sia me che lei (che tutti gli altri), allora sappiamo di aver trovato qualcosa di veramente valido. Devo comunque ammettere che, al di là dei gusti, quando un titolo a livello personale non ci piace, ma crediamo sia un buon titolo, riusciamo ad andare oltre ai gusti di ciascuno.

In generale, io amo molto guardare all’impatto grafico dei titoli (penso proprio a Low o a La notte dei morti viventi), che è ciò che deve colpire, insieme al concept della serie. Dopo averlo letto, mi rendo conto anche se la storia regge o meno.

In generale, comunque, devo dire che siamo molto fortunati: negli ultimi anni tantissimi autori italiani (bravissimi) lavorano per il mercato francese e per quello americano, e questo è un vantaggio per un editore italiano.

La Star è stata per anni il baluardo delle produzioni italiane, dopo l’ottima “I maestri dell’orrore”, collana supervisionata da Roberto Recchioni, c’è altro in cantiere?

Sicuramente sì. Rispetto alla produzione Star di qualche anno fa, la decisione è stata quella di mordere un po’ il freno, per via delle evoluzioni del mercato, e perché comunque preferiamo puntare (in generale) sulla qualità e non necessariamente sulla quantità.

La collana dei Maestri dell’orrore è uscita da poco, ma già sta iniziando a darci delle soddisfazioni. A tal proposito c’è già un nuovo discorso in itinere (sono pubblicazioni che non seguo personalmente, ma ovviamente ne sono informato).

A parte questo, nel 2016 ci sarà una decisa evoluzione della collana “graphic novel”, e, a livello di produzioni, un graditissimo (e attesissimo) ritorno, ma davvero per ora non si può dire di più.

Mi piacerebbe spendere due parole anche su “Come un balletto di musica rock”, un libro che abbiamo portato in anteprima a Lucca, e che mi ha colpito. Ne avevamo intuito il potenziale, ovviamente, ma personalmente non pensavo che potesse venire così bene. Yoshiko Watanabe è riuscita a infondere nel fumetto tutta la sua straordinaria personalità, e i suoi ricordi ed esperienze legati al lavoro presso lo studio di Osamu Tezuka. Stefano Simeone è riuscito a dare una forma alla narrazione (e non deve essere stato facile…), che ha il giusto equilibrio tra un tono sognante e un affettuoso ricordo. È una pubblicazione che, davvero, punta dritta dritta al cuore del lettore. E lo fa benissimo.

Ringraziandovi per la disponibilità concessaci vi lasciamo un piccolo spazio finale libero…

Dare spazio libero a una persona logorroica è un grave errore, eh eh eh.

Vi ringrazio per lo spazio e per l’interesse dimostrato. Inviterei voi e i lettori a dare uno sguardo fisso alla pagina Facebook di Star Comics (oltre che al sito e ai canali social), perché potrebbero essere fatti un po’ di annunci, prossimamente (in generale, quello è il canale ufficiale con cui diramiamo le notizie sui nostri titoli).

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