Spiacente, ragazzi… la barbarie non ha vinto. Queste le parole del fumettista Zep a commento dei fatti di Parigi.

La nona arte sa parlare al cuore delle persone. Lo sapevamo già, ma con questa striscia ne abbiamo l’ennesima conferma.

Zep (pseudonimo di Philippe Chappuis) è il disegnatore del celebre fumetto Titeuf, che narra le avventure quotidiane di un pestifero bambino dal ciuffo biondo. Ma, soprattutto in Francia, Zep è famoso anche per il blog “What a wonderful world”, ospitato nella versione online del quotidiano “Le monde”. In questo spazio virtuale, Zep commenta in prima persona i più recenti fatti di attualità.

La sua ultima vignetta, intitolata semplicemente “Venerdì 13”, riflette con poche ma efficaci battute sui tragici fatti di Parigi. Dopo l’omaggio dei “Supereroi” del grande e piccolo schermo, arriva un messaggio in francese per i Francesi, una semplice striscia su sfondo blu in cui spiccano i colori della bandiera francese.

Sono stati spesi fiumi di parole per queste drammatiche vicende, eppure pochi interventi si sono dimostrati così profondi.

La solidarietà delle persone che donano il sangue per i feriti, i mussulmani che ricordano i passi del Corano che condannano l’omicidio, i milioni di persone che dimostrano la loro solidarietà. E una chiusa piena di dignità, con quel “mecs” (ovvero, “tipi”, “ragazzi”) rivolto ai terroristi.
Lasciamo la parola la Zep (traduzione mia):

Da una parte: otto vigliacchi che sparano addosso a gente disarmata.

Dall’altra: centinaia di persone che sono andate a donare il loro sangue per i feriti…
…migliaia di mussulmani che hanno ricordato che il loro Dio condannava l’omicidio.
…milioni di uomini e donne che hanno espresso la loro compassione, la loro solidarietà, la loro tristezza…

Di colpo, ci siamo trovati in tanti sotto la bandiera della libertà e della fraternità.

I terroristi volevano distruggere la Francia, hanno sollevato un’armata di fratelli umani.
Spiacente, ragazzi… la barbarie non ha vinto.

zep parigi venerdì 13

“Fratelli umani” (frères humains) è una citazione de La Ballata degli impiccati, opera del poeta francese François Villon.

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