Non ci suona sicuramente nuovo sapere che Hayao Miyazaki  e il suo team di animatori hanno, a lungo, trovato ispirazione, per i film dello Studio Ghibli in culture e tradizioni davvero caratteristiche e per lo più a noi, in principio, sconosciute.

Basti pensare che l’ambientazione di Ponyo sulla scogliera fu presa da un paese marittimo giapponese, La Città Incantata si basa su una località di Taiwan e la mistica foresta di Princess Mononoke si ispira all’isola di Yakushima (Giappone).

È stato recentemente svelato, che fondamentali ispirazioni per i film dello studio, sono state tratte da una fonte insospettabile: un manga. Il suo titolo è “Mudmen”, esso prese il nome dalla tribù Asaro Mudmen, conosciuta per la caratteristica pittura del corpo, originaria della Papua Nuova Guinea, luogo dove le vicende del manga si svolgono.

Ora vi starete giustamente chiedendo cosa abbia a che vedere l’opera scritta e illustrata da Daijiro Morohoshi, con l’amatissimo regista e animatore lo scopriremo presto!

http://twitter.com/joji_kitasan/status/658652161853624320/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw

Tutto ebbe inizio quando il mangaka e scrittore Kentaro Takekuma, “twittò” questo messaggio:

“Qui è da dove proviene “balse” la parola magica di “Laputa Castello nel cielo“. È Mudmen di Daijiro Morohoshi .

http://twitter.com/kentaro666/status/657503808554070017/photo/1?ref_src=twsrc%5Etfw

Per chi non ne fosse a conoscenza “balse” è la parola magica usata per distruggere l’isola volante nel film. Il suono non ci risulta affatto familiare, ma secondo quanto afferma l’uomo nella vignetta soprastante, “balse” può essere tradotto sia come aereo che come piccione o colomba nella sua lingua nativa.

Dunque, la scelta di quel nome potrebbe non essere stata del tutto casuale, considerati i temi ricorrenti del volo in questo lungometraggio e la presenza in più parti del volo dei graziosi uccelli citati in precedenza.

Molti saranno, probabilmente, ancora perplessi riguardo queste supposizioni, ma a dare loro conferma è proprio lo stesso Miyazaki, in una lunga intervista che ebbe con lo stesso Takekuma, il quale afferma la fondamentale influenza che la tribù indigena ebbe sui propri film.

Ora che ne abbiamo la certezza è sufficiente dare un’occhiata al confronto tra alcune scene di Mudmen e  Princess Mononoke.

Mudmen San

Mudmen Mononoke

Risaltano decisamente le somiglianze nell’espressione del viso, decorato con particolari pitture, mentre più sotto possiamo notare una figura dalle sembianze sovrannaturali spiccare nel mezzo di una foresta, scena del tutto similare a quella che avviene in Mononoke col “dio bestia”.

Mudmen Kodama

E, infine, qui possiamo vedere l’autore del manga che posa in mezzo agli stessi mudmen…. eppure quel grosse maschere bianche ci dovrebbero ricordare qualcuno…

Risulta suggestivo e divertente riuscire a scorgere l’ispirazione dietro ai capolavori dei nostri artisti e disegnatori preferiti, a volte essa può essere chiara ed evidente, ma altre, come mostrato in questo caso, si necessita di un’analisi più accurata e sottile di diversi dettagli.

Fonte: Twitter/@kentaro666

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui