Avete dato un’occhiata a Black Death? No? E allora non trascurate questo intrigante fumetto horror made in Italy scritto da Andrea Gallo Lassere e disegnato dal bravissimo Giuseppe Marinello, pubblicato da Edizioni Inkiostro!

I fumetti italiani hanno sempre avuto a che fare con l’horror e basta pensare alla gloriosa tradizione degli albi sexy anni settanta incentrati su splendide e tenebrose creature del calibro di Zora e Lucifera, o alla compianta rivista Splatter che propose ai lettori storie dalle situazioni estreme e terrificanti e all’ancora oggi popolare Dylan Dog per comprenderlo. L’elenco potrebbe continuare ma credo di aver reso l’idea.

I fan dell’horror avranno pane per i loro denti con Black Death, intrigante miniserie pubblicata da Edizioni Inkiostro giunta ora al terzo numero. Come avrete modo di scoprire, non si tratta di un fumetto qualsiasi. Le situazioni sono ovviamente basate sull’orrore e si richiamano a svariati romanzi e film di genere terrificante. Il citazionismo è in effetti uno degli elementi essenziali dell’opera. Ciò che però coinvolge è l’impostazione della story-line che non è sempre lineare nonché caratterizzata da narrazioni parallele che la rendono davvero interessante.

La miniserie è scritta dal bravo Andrea Gallo Lassere che delinea una vicenda imperniata su Jack Franky, un biker cacciatore di mostri. Si tratta dunque del classico duro da film d’azione, spietato e di poche parole che per una serie di circostanze entra in contatto con una ragazza, Maelle, sexy e sboccata, che pare uscita da una pellicola di Tarantino. Jack è braccato da oscure forze demoniache e suo malgrado inizia un viaggio on the road in compagnia della giovane che comunque si rivela presto una valida alleata.

E Franky ha senz’altro bisogno di alleati, dal momento che è finito nella lista nera di una setta di occultisti guidati dalla diabolica Zeena Lavey. Quest’ultima è bloccata all’interno di un pentacolo situato in una specie di circo degno del film Freaks e controlla la cosiddetta Black Death, sostanza organica mutaforma di cui sono costituiti tutti gli avversari che assalgono i due protagonisti. In questo terzo capitolo della saga le cose per Franky e Maelle paiono davvero prendere una brutta piega.

La ragazza, per esempio, è incinta e per giunta i due finiscono su una nave gestita da alcuni individui che non sono persone normali. Lassere scrive una storia dal ritmo veloce e sincopato che ha il pregio di catturare immediatamente l’attenzione. Come ho scritto, i testi sono di impronta citazionista con continui e piacevoli rimandi all’hard-rock degli AC/DC, ai romanzi di Stephen King, a telefilm come Lost e così via e i dialoghi risultano efficaci e ironici, con suggestioni pulp. Tutto è volutamente riconoscibile ma divertente.

Black Death, comunque, è da tenere d’occhio anche e soprattutto per i disegni del bravissimo Giuseppe Marinello. Senza nulla togliere allo sceneggiatore, infatti, è proprio Marinello a fare la differenza. Il suo tratto naturalistico è a mio parere uno splendido mix di stilemi del fumetto popolare italiano e influssi Marvel e DC. L’effetto complessivo è di grande livello. Marinello imposta il lay-out in maniera inventiva, concependo primi piani di matrice cinematografica che servono a evidenziare gli stati d’animo dei protagonisti e vignette più ampie e spaziose ricche di dettagli. Sovente ci regala emozionanti giochi d’ombra che, considerata la natura della storia, sono appropriati per un horror.

I personaggi sono inoltre ben caratterizzati dal punto di vista visivo. Franky evoca l’idea di un uomo rude e Maelle, con l’abbigliamento succinto e la t-shirt degli AC/DC, ha un’aura sexy che è impossibile non percepire. Insomma, Black Death è un ottimo prodotto, meritevole di attenzione, che piacerà di sicuro agli estimatori dell’horror, del pulp e dell’immaginario pop contemporaneo.

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