Piccole gemme N°4 – Il Punitore: Circolo di sangue

Pubblicato il 18 Marzo 2011 alle 13:15

Ci sono albi che conservo nella mia libreria più gelosamente di altri. Non solo per semplice collezionismo ma anche perché hanno avuto una certa rilevanza nella mia storia di appassionato di fumetto Marvel.

Circolo di sangue si colloca in questo piccolo insieme di volumi perché è stato l’inizio dell’avventura editoriale del Punitore nel nostro paese ed ha avuto il pregio di farmi ricredere su di un personaggio che ritenevo abbastanza vuoto e fine a sé stesso.

Il grande merito di questa riscoperta va sicuramente attribuito alla Star Comics e al sommo Marco Marcello Lupoi che hanno avuto il coraggio di proporre anche nel nostro paese questo personaggio non certo di primo piano.

Pubblicato da noi alla fine degli anni Ottanta, il volume è stato tra le primissime proposte della rinascita della Marvel in Italia.
Circolo di sangue raccoglie la miniserie omonima composta da cinque numeri uscita in America nel 1986 e scritta da Steven Grant e disegnata da Mike Zeck e Mike Vosburg.

Il Punitore, in mano a Grant, riesce a fare un discreto salto di qualità rispetto al passato e riesce ad imporsi all’attenzione del pubblico ottenendo ben due serie regolari personali.
Frank Castle ha avuto il suo rilancio grazie ad una buona storia e una solida caratterizzazione del personaggio. Infatti, Steven Grant ha l’intuizione di rendere il Punitore meno pazzo e più razionale rispetto alle storie precedenti, e soprattutto lo fa diventare l’arma del Trust, un cartello di comuni cittadini che si sono uniti solo per combattere il crimine.

Naturalmente il Punitore si renderà conto molto presto che non tutto è come sembra e che i membri del Trust risuteranno essere peggio dei criminali che si ritrova a combattere.
Un volume gustoso, che si legge con piacere e, grazie al buon successo riscontrato anche in Italia, ha dato il via alla mitica serie regolare targata Star Comics.

Mitica, perchè i primi dodici numeri sono stati stampati nel classico formato Bonelli per cercare di farsi notare anche dai lettori estranei ai comics americani, e mitica perché ha ospitato tra le sue pagine storie di grandi autori come Carl Potts, Mike Baron, Whilce Portacio e soprattutto Jim Lee.
Nonostante sia un personaggio abbastanza ripetitivo e piatto, il Punitore fin quando è stato curato da ottimi artisti ha sempre avuto qualcosa da dire ed è riuscito a farsi notare con buone storie.

Nel tempo però, il successo di pubblico ha portato con sé troppe serie personali, troppi numeri speciali e i tanti autori mediocri che si sono susseguiti tra le sue pagine per raccontarne le storie. Tutto questo, come spesso accade nel fumetto seriale, ha portato allo smarrimento dello spunto impostogli da Grant in Circolo di sangue e la qualità è venuta a mancare per tanti, troppi anni.

Ci sono voluti Garth Ennis e le sue tematiche adulte per riportare Frank Castle alla gloria che gli compete.
Ma questa è un’altra storia.

Un brindisi agli amici assenti.

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