Per il regista di Sky Crawler, nonostante le differenze di mentalità e stile, una scena in particolare di un anime di Hayao Miyazaki “Cattura in pieno l’oscurità dell’animo maschile”.

Mamoru Oshii e Hayao Miyazaki vedono il mondo in modo diverso e lo mostrano, attraverso i loro anime, in modo altrettanto diverso. I prati, i cieli e le città magiche del papà di Totoro hanno molto poco in comune con i tecnolabirinti notturni del regista di Ghost in the Shell e Patlabor. Qualche anno fa presentando il suo Sky Crawlers (con protagonisti giovani e sacrificabili piloti di aerei da guerra) Oshii si espresse in termini critici sull’opera di Miyazaki, definendo i suoi film “Un piacere per gli occhi” ma accusandolo di non essere abbastanza realistico, di rimuovere quindi drammaticità da eventi come la guerra che secondo Oshii sarebbe una parte non eliminabile della natura umana.

mamoru oshii

Tra Oshii e Miyazaki non è tutto rose e fiori, e difficilmente potrebbe essere così date le personalità fortissime dei due registi. Oshii ha però un rapporto di amicizia con il produttore Ghibli e decennale compagno di avventure di Miyazaki Toshio Suzuki, e i due hanno negli anni partecipato insieme a diverse interviste radiofoniche. In una di queste, risalente a 3 anni fa ma ripescata recentemente da Rocket News, Suzuki pone la fatidica domanda a Mamoru Oshii: ha, il regista di GitS, un film di Miyazaki preferito? E se sì, qual è?

La risposta di Oshii non è esattamente diretta e conferma che il regista non è un grande fan della produzione miyazakiana: dopo aver espresso una certa passione per Laputa Oshii ci ripensa e dice Il Castello Errante di Howl, “L’unico film Ghibli che abbia mai comprato”. E attenzione, a piacergli non è tutto il film (è anzi d’accordo con le critiche negative che ricevette all’epoca) ma le poche scene in cui compare il disco che permette di recarsi istantaneamente dal castello in diverse località.

howl oshii

In maniera ancora più specifica, a colpirlo è stato il messaggio che secondo lui Miyazaki ha affidato a quel disco, del quale tre spicchi conducono in posti normali e ameni, mentre il quarto (quello nero) conduce in un luogo di guerra e distruzione in cui Howl rischia di perdersi se rimane troppo a lungo. Una metafora geniale, secondo Oshii, dell’oscurità insita nell’animo di tutti gli uomini (inteso come maschi):

Gli uomini hanno anche loro quattro mondi… uno dei quali non possono svelare nemmeno a famiglie e mogli. Un lato oscuro che non possono nemmeno mostrare alle proprie figlie. Un lato oscuro che compone un quarto del loro essere. Bè, per alcune persone è la metà. Miyazaki lo sa, come ci si poteva aspettare da lui. Quella parte del film mi ha colpito.

Se indugi in quel luogo, potresti trasformarti in un mostro e rimanerlo fino alla morte. Tornerai indietro barcollante. Nei maschi c’è qualcosa del genere. Credo sia lo stesso per le donne, ma sicuramente è qualcosa in cui i maschi si ritroveranno.

Ad appoggiare questa lettura di Oshii c’è il fatto che mentre l’idea del disco per selezionare la destinazione viene dalla fonte dell’anime, il romanzo della scrittrice inglese Diana Wynn Jones, l’associare allo spicchio nero un luogo di morte e distruzione è al 100% farina del sacco del leggendario animatore (nel libro la porta si apriva sul Galles).

Con questa risposta di Oshii sono due i grandi registi di anime ad aver rivelato la loro opera di Miyazaki preferita. QUI quella di Hideaki Anno (Neon Genesis Evangelion).

 

telegra_promo_mangaforever_2

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui