Warren Ellis: “Lo 007 dei romanzi è molto meglio di quello dei film”

Pubblicato il 2 Settembre 2015 alle 14:45

Un anno fa la Dynamite Entertainmente aveva annunciato di aver ottenuto i diritti per creare nuovi fumetti con protagonista la spia più famosa del mondo dell’intrattenimento, James Bond 007. La casa editrice americana si è spinta oltre, sigillando un accorto con niente meno che Warren Ellis, uno dei più grandi autori britannici attualmente in circolazione. La notizia ha suscitato scalpore, sia perché 007 mancava dal mondo dei comics da parecchio tempo, sia perché a scrivere le sue nuove avventure sarebbe stato un autore inglese. In una lunga intervista a CBR, Warren Ellis ha parlato dell’approccio usato per scrivere la sua storia di James Bond e ha dichiarato la sua ammirazione per Ian Fleming,  il creatore della spia al servizio segreto di sua maestà.

Si intitolerà “VARGR” il primo story-arc della coppia Warren Ellis/Jason Masters, una storia che durerà sei numeri e che sarà assolutamente inedita, spazzando via le dicerie secondo le quali il team creativo avrebbe esordito sulla nuova serie a fumetti di 007 con un adattamento da uno dei tanti romanzi di Fleming.

“Quando ti offrono l’opportunità di scrivere delle nuove storie con protagonista una delle più grandi icone britanniche di sempre, uno non è che può semplicemente voltarsi e lasciarsela sfuggire. Eh si, 007 è una delle più grandi icone della Gran Bretagna, ovviamente.

Nel cinema, i film di Bond hanno inventato di sana pianta un intero linguaggio per quelle pellicole. Ero alla BBC Radio 5 l’altro giorno, e stavo spiegando che non potevo resistere o esimermi dal fare un classico incipit alla Bond, in uno spazio aperto e innevato. E 007 ha anche una storia molto lunga nei comics, sia recentemente con gli adattamenti dei romanzi sia con le strisce a fumetti sui giornali. Per questo non ho neanche pensato di tirarmi indietro e rifiutare, quando mi è stato offerto.”

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“Sono stato sempre interessato maggiormente dal Bond dei libri, ero semplicemente affascinato dai modi in cui Fleming mostrava l’uomo inghiottito dal suo lavoro, o l’uomo stesso: il Bond dei libri ha tutti i vizi che al Bond dei film non sono permessi, e nessuno di quegli espedienti o stranezze viziose che definiscono il Bond dei film. Il “vero” Bond diventa molto più sfaccettato in base a quanto ti addentri nei dettagli … E Fleming viveva di dettagli.

Nei libri è un bevitore di bourbon, per esempio – non beve il Vesper dopo “Casino Royale”, per quelli che definirei dei motivi assurdamente ovvi.Il suo gusto nel vestire è diverso. La sua riluttanza, e il suo tessuto cicatriziale fisico e mentale, è palpabile nella pagina. Nei libri è sostanzialmente più ricco di dettagli. E più malvagio.”

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“Nella mia storia, Bond è chiaramente un uomo che rispetta i colleghi competenti, indipendentemente da qualsiasi altro valore, perché chiaramente siamo nel 21esimo secolo. Quindi non avremo il Bond dei romanzi, sessista, razzista e omofobico. Erano altri tempi.

Ma cercherò di suggerire che una persona può essere misantropa senza essere bigotta. E James Bond è probabilmente poco affascinato dall’umanità in generale.”

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Warren Ellis ha speso ovviamente qualche parola per elogiare le abilità e l’arte del suo compagno di viaggio, Jason Masters.

“Jason è incredibile nel creare mondi: l’architettura, le strade, i paesaggi. Dona realismo ai mondi che disegna. E’ anche un artista incredibilmente ambizioso, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. E ancora più importante, fortunatamente, adora i dettagli almeno quanto li adoro io. E questo è cruciale per la storia, perché siamo in un fumetto e non avremo a disposizione tutte le pagine che aveva Fleming per approfondire tutti i particolari.”

Per quanto riguarda la trama del primo story-arc, “VARGR”, Ellis ha dichiarato quanto segue:

“Il Bond di Fleming aveva spesso delle ragioni personali per ottenere o restare coinvolto in un caso. Abbiamo seguito leggermente questo filone, per forzare la mano e ricordare che questo è il Bond di Ian Fleming. Ma la minaccia riguarderà specificatamente la Gran Bretagna perché, ovviamente, da un certo punto di vista queste storie riguardano tutte la Gran Bretagna e il suo posto nel mondo. Anche la droga avrà un ruolo nella trama, il che non ha molto a che fare con le storie di Fleming.

Lui scrisse l’ultimo romanzo nel 1964, molto prima che i crimini legati alla droga divenissero un argomento dominante nel mondo occidentale. Così ho pensato – e non sto dicendo di essere stato il primo Bond-scrittore a pensare una cosa simile, sicuramente qualcuno l’ha fatto prima di me – che sarebbe stato interessante vedere come se la sarebbe cavata 007 in questo ambiente.”

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“Ovviamente ci sarà un antagonista: non puoi avere una bella storia di James Bond senza un megalomane sfregiato o deforme. Ecco, ad esempio, adoro il modo in cui Fleming descriveva fisicamente gli avversari di Bond. Mi sto godendo molto la forma di questa storia, i suoi vincoli e tutte le opportunità che rappresenta.”

Il primo numero di “James Bond”, scritto da Warren Ellis e disegnato da Jason Masters, uscirà a novembre negli USA.

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