Un accordo economico tra USA e Giappone cambierà presto la legge sul copyright, mettendo in pericolo i manga autopubblicati.

Dal mondo delle doujinshi, le riviste autopubblicate distribuite via internet o vendute in Giappone durante fiere come il Comiket (forse la più grande convention fumettistica del mondo) vegono mangaka come Rumiko Takahashi, Yana Torboso, Yoshihiro Togashi, e il mercato che ci gira intorno è milionario. Questo nonostante le doujinshi siano, per la legge giapponese, illegali.

Come vi avevamo spiegato QUI, riassumendo, spesso le doujinshi sono basati su serie di successo: un artista dilettante scrive, disegna, stampa e vende un fumetto con i personaggi de l’Attacco dei Giganti, o Love Live!, o One Piece; il tutto ovviamente senza possederne i diritti. Se il legittimo possessore della proprietà intellettuale si rivolgesse alle autorità, il mangaka dilettante finirebbe in grossi guai giudiziari.
Tuttavia intorno alle doujinshi si è creta una zona franca che, in fondo, conviene a tutti: i giovani fumettisti si fanno le ossa, si fanno notare e guadagnano qualcosa, mentre editori e mangaka le cui opere sono state “usate come ispirazione” hanno in cambio pubblicità e la possibilità di incamerare nuovi lettori. Per questo in pochissime occasioni sono state avviate azioni giudiziarie contro i doujin-ka.

comiket doujinshi 3
La vendita delle doujinshi al Comiket

Tutto questo non varrà più con l’entrata in vigore del Trans Pacific-Partnership, un trattato economico tra paesi che si affacciano sull’Oceano Pacifico come Giappone e USA. In virtù delle nuove norme previste, infatti non sarebbe più il solo proprietario del copyright ad avere la possibilità di far partire azioni legali; chiunque potrà denunciare alla polizia una violazione del copyright. Questo cambiamento potrebbe portare alla situazione illustrata nello schema del quotidiano Yomiuri Shimbun:

doujinshi yomiuri

Nel sistema attuale (a sinistra) a meno che l’editore o il creatore dell’opera non si muova, la polizia non indaga. Secondo le regole del TPP, invece (a destra), la polizia sarà obbligata a intervenire chiunque faccia la denuncia. Quindi se il fumettista (o fan) A è invidioso del successo del fumettista B può denunciarlo, e viceversa; lettori con rancori per determinati doujin-ka possono metterli nei guai senza che editori e autorità, che fino ad oggi hanno chiuso un occhio, possano fare nulla.

ken akamatsu

Tra i più accesi oppositori del TPP c’è il mangaka Ken Akamatsu (Love Hina, Negima), molto attivo nel panorama delle doujinshi, che hanno favorito l’inizio della sua carriera. Secondo lui “Se gli autori possono essere indagati senza una denuncia dei possessori dei diritti, si rischia una guerra di delazioni tra i fan; scomparirebbero anche quei luoghi in cui le persone possono mettere in mostra i loro lavori.”

Una fonte dello Yomiuri Shimbun che sta lavorando alla messa in atto delle norme del TPP ha dichiarato che i legislatori si stanno adoperando perché la qualifica di “parodie” possa essere impiegata per proteggere il movimento delle doujinshi. Basterà per salvare un attivissimo serbatoio che da decenni fornisce talenti e storie al mondo dei manga?

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