Hayao Miyazaki of Japan, director of the animated film "Ponyo," poses at a special screening of the film in Los Angeles, Monday, July 27, 2009. (AP Photo/Chris Pizzello)
300 Milioni di yen donati dal regista di Totoro per realizzare un luogo di ritrovo per bambini e famiglie trasferitesi dopo lo tsunami e il terremoto del 2011.

Ne Il Regno dei Sogni e della Follia, il recente documentario sullo Studio Ghibli passato per qualche giorno anche dai cinema italiani, appare chiaro come le calamità che hanno colpito il Giappone nel 2011 abbuiano impressionato il regista e fondatore dello studio Hayao Miyazaki (La Città Incantata, Nausicca della Valle del Vento). Il leggendario animatore mostra infatti con orgoglio un cartello in cui si afferma che l’energia che alimenta lo Studio Ghibli non proviene da centrali nucleari, come quella che ha causato la contaminazione di alcune zone della città di Fukushima.

Le iniziative di Miyazaki a favore degli abitanti di Fukushima non si sono però fermate a una giudiziosa politica energetica: sono partiti infatti i lavori, che dovrebbero concludersi in due anni, per un parco nella città di Kumejima, Okinawa, finanziati in parte dal regista con 300 milioni di yen (più di 2 milioni di Euro) e per il quale Miyazaki ha disegnato anche logo e aspetto:

miyazaki fukushima

A Kumejima sono state sfollate dopo il 2011 diverse famiglie di Fukushima provenienti da aree non più abitabili, e il parco è stato pensato come un luogo in cui potranno riunirsi e in cui i bambini potranno giocare nella natura; sarà situato nel Parco della Foresta di Zenda su 10.000 metri quadrati di terreno donati dalle autorità cittadine.

Sono passati quasi due anni dal ritiro di Miyazaki come regista di lungometraggi, ma il suo impegno per il museo dello Studio Ghibli e sul manga sui samurai a cui sta lavorando continuano.

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