Continuano le turbolente vicende di Luke Taylor…mentre è in corso una vera e propria caccia ai Cloni!

I primi due volumi di Clone erano sostanzialmente fumetti di azione e avventura: si partiva da una premessa fantascientifica, ovvero la clonazione del protagonista, ed il tutto proseguiva in maniera piuttosto movimentata, tra complotti, uccisioni, sparatorie ed esplosioni. Il secondo volume aveva concluso in maniera abbastanza netta il primo story-arc, e questo terzo volume decide, giustamente, di dare una svolta al tono della storia.

Negli Stati Uniti ormai tutti sono a conoscenza dell’esistenza dei cloni: non solo, ma ordini governativi hanno sancito che i cloni vanno cercati e cacciati. Si ‘ diffusa così una vera e propria paranoia verso i cloni, come dimostrano le prime pagine.
A prendersi la briga di proteggere i cloni, credendo che anche loro debbano avere diritto alla vita, è proprio l’originale da cui sono partite tutte le copie: Luke Taylor.
Luke sembra passare le sue giornate cercando le copie di se stesso, per portarle al sicuro nella fattoria della famiglia Bennett, nel Wisconsin. Qui la situazione è sicuramente interessante: il clone super-intelligente Gamma gestisce le operazioni, e tutte le copie di Luke sono costrette a venire a contatto con la realtà, a gestire un’assurda relazione con copie di se stessi.

E la stessa moglie di Luke non può che essere in una situazione ambigua, circondata da copie del marito.
La situazione non ci mette molto a precipitare: luke e un clone recuperato vengono rapiti da dei fanatici: la donna che li comanda ha una storia molto, molto particolare, e la pazzia omicida di cui è preda, si scoprirà, ha decisamente a che fare con Luke…

Anche la moglie di Luke, Amelia, non può di certo dirsi tranquilla: è decisamente indecisa su come proteggere al meglio suo figlio, che di certo non sta crescendo nel più normale degli ambienti, ed in assenza del marito sta diventando sempre più vicina…niente di meno che ad un suo clone (non saprei in effetti se si debba considerarlo un tradimento a tutti gli effetti…)

LA storia più avvincente è comunque quella di Luke: la sua prigionia riserverà momenti spinti, iper-violenti, ed una sorpresa che rischia di cambiare decisamente il volto della serie, e che porta ad un finale in netto crescendo.
Insomma, questo terzo volume di Clone è forse addirittura più scorrevole alla lettura dei precedenti: getta meno carne al fuoco, e permette maggiormente di concentrarsi sulla vicenda, con una narrazione più lineare ed una trama meno intricata.

Delle due story-line, decisamente più riuscita quella che segue Luke, meno appassionante la vicenda di su moglie, anche perché non penso ci siano state le premesse per un vero attaccamento al personaggio.
Le due storie si uniscono comunque nella parte finale, decisamente ben costruita e molto convincente negli intrecci che si andranno a creare.

Era interessante l’idea del dilemma etico sull’esistenza dei Cloni ed il loro diritto alla vita: la tematica viene accennata ma mai veramente sviluppata in maniera da far porre domande al lettore: del resto, quesiti etici avrebbero forse stonato con il tono generale del volume, che forse in certi momenti si prende comunque un po’ troppo sul serio.

Non disprezzabili i disegni di Juan Jose Ryp: sono molto ben riuscite alcune anatomie, anche in scene movimentate, mentre purtroppo non convincono particolarmente alcune espressioni e alcuni volti. Azzeccati invece, a mio parere, i colori di Andy Troy.

Insomma questo terzo volume convince più dei precedenti: una strada diversa che potrebbe piacere anche a chi non ha apprezzato gli episodio precedenti. Non si tratta di un prodotto che punta all’Eisner Aaward, certo, ma è sicuramente una proposta particolare e diversa dal solito, che si lascia leggere e lascia curiosi di sapere come proseguirà.

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