Gli inserti pubblicitari che occupano metà pagina degli ultimi fumetti DC potrebbero diventare una costante, nonostante la malcelata irritazione di alcuni team creativi.

Giugno si preannuncia come un mese importante per la DC Comics: la fine di Convergence, l’inizio della campagna DC You con il debutto di nuove testate, autori… e delle pubblicità che spezzano a metà le pagine degli albi, come quelle ormai famose dello snack Twix:

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Questa era una pratica comune qualche decennio fa e gli editor DC hanno chiarito inoltre che ai team creativi la cosa era stata anticipata per dargli modo di adattare la storia di conseguenza, e che nelle raccolte in volume successive le due mezze pagine a fumetti sarebbero state riunificate; ma questa spiegazione non ha soddisfatto molti lettori USA e neanche alcuni autori.
Scott Snyder, al timone di Batman da diversi anni, è stato tra i primi a parlarne pubblicamente raccontando come abbia “aggiustato” la sceneggiatura in modo da far capitare nella pagina incriminata la vignetta in cui viene pronunciata ironicamente la frase “A questo punto potremmo direttamente incollarci delle pubblicità sopra […] questo non è Batman” e aggiungendo che il disegnatore Greg Capullo non era affatto contento della situazione, che per lui “Rovina il ritmo del libro”.

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Greg Capullo

Capullo è quindi intervenuto di persona, molto duramente, su twitter definendo le pubblicità e la loro sistemazione come “Un coltello alla gola per i disegnatori DC”, per poi ammorbidire i toni parlando con un redattore di IGN a cui, glissando, ha dichiarato “Non dovrei parlare di questa cosa… non mi va proprio giù”.

Ma, viste le reazioni dei suoi autori, cosa ha da dire il co-publisher Dan DiDio sulle mezze pubblicità? Sempre a IGN il dirigente DC ne ha parlato come un riconoscimento per l’importanza dei fumetti: “Il fatto che così tante pubblicità scelgono di tornare sui nostri albi dopo essere passate per un periodo online testimonia la forza di quello che facciamo”, confermando allo stesso tempo che l’esperimento è destinato a continuare perché “Siamo in quest’industria per mettere pubblicità nei nostri albi […] ora abbiamo tante aziende interessate a comprare lo spazio. È una buona cosa.”
E sul pericolo che i lettori siano scoraggiati dalla presenza degli inserti: “Nessuno smette di leggere o visitare un sito internet per colpa di un popup o di qualcosa del genere. Per quanto mi riguarda, è la storia che conta. Se ci si preoccupa di qualche pubblicità, forse significa che non si stanno producendo le storie migliori.”

Questa frase potrebbe essere letta come un non troppo velato attacco a Snyder & Capullo e di sicuro quest’ultimo l’ha interpretata così, visto un suo tweet successivo:

Quando apro un video e dice "Il suo video partirà dopo questo spot" lo chiudo e passo ad altro.
Quando apro un video e dice “Il suo video partirà dopo questo spot” lo chiudo e passo ad altro.

Negli USA per gli scandali si usa il suffisso -gate, ma qui siamo in Italia quindi… continueremo a tenervi aggiornati sugli sviluppi di Twixopoli!

 

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