Joss Whedon, grande fan di Hayao Miyazki, ha chiesto espressamente all’animatore giapponese di poter inserire una sua creazione nel secondo film dei Vendicatori. Siete riusciti a trovarla?

Quelli tra voi con un Occhio di Falco (ah-ah) lo avranno notato alla prima Visione (oh mio Dio, fermatemi) di Avengers: Age of Ultron; altri, meno attenti, si saranno invece accorti della menzione, durante i credits, dello Studio Ghibli e si saranno chiesti il perché dell’inserimento tra i ringraziamenti nei titoli di coda del più celebre tra gli studi di animazione giapponesi.

La risposta va cercata a casa di Tony Stark: nel salotto del miliardario appassionato di robotica è presente infatti una statua decorativa le cui fattezze, seppur compaiano per meno di un secondo inquadrate parzialmente da dietro risultano riconoscibilissime per tutti i fan dello Studio di Miyazaki e Takahata; definizione in cui si riconosce il regista Joss Whedon, che grazie all’intercessione di John Lasseter (dirigente Disney/Pixar, altro ammiratore e amico del papà di Totoro) con le alte sfere Ghibli ha ottenuto di poter inserire questo “cameo” nella sua pellicola supereroistica.

Ma di quale personaggio Ghibli si tratta? Osservate con attenzione questa immagine tratta dalla scena in cui gli Avengers radunati a casa di Iron Man ricevono la visita poco amichevole di Ultron (presente anche nel trailer):

avengers ghibli

Lo avete riconosciuto? In primo piano sulla destra sono ben visibili il braccio e il fianco del robot custode di Laputa – Castello nel cielo, una delle invenzioni più affascinanti di Miyazaki: potenti macchine perfettamente equipaggiate per portare caos e distruzione ma anche in grado di passare millenni curando pacificamente giardini deserti.

laputa Robot

Tony avrebbe probabilmente fatto meglio a costruire uno di questi automi al posto di Ultron.

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