Star Comics presenta un accattivante shojo sospeso tra romanticismo e paranormale

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“Divinità tutelare, prendi possesso di questo in ventaglio scarlatto!”

Questo è il grido di battaglia di Ryo Kamiyama, uno studente del primo anno delle superiori che usa un ventaglio scarlatto per esorcizzare gli spiriti violente che sono rimasti intrappolati sulla terra alla ricerca di qualcuno dotato di capacità sensitive che possa aiutarli a trovare la pace. È il compagno di scuola della bella e forte Miku, che ha perso in tenera età l’amato fratello, col quale spirito Ryo sembra comunicare. La ragazza durante una seduta spiritica entra in contatto con il mondo dell’occulto, e scoprendosi in grado di vedere gli spiriti per la prima volta nella sua vita comincia a provare sentimenti come la paura e l’insicurezza. Grazie alle sue capacità medianiche Ryo la protegge e la mette in contatto con il fratello defunto che vuole farsi promettere di lasciare che Ryo le resti accanto. Miku però è troppo orgogliosa per permetterlo, e così Ryo che intende esaudire  il desiderio del fratello della ragazza, per non metterla in imbarazzo con le sue amiche dice che è lui che ha bisogno della sua protezione. A fine volume entra in scena un nuovo protagonista: il professor Hijiri che a quanto pare è anch’egli dotato di poteri paranormali ed è a conoscenza di un importante retroscena riguardo la morte del fratello di Miku.

Il ventaglio scarlatto dalla penna e l’arte di Kyoko Kumagai è uno shojo atipico: una storia d’amore immersa in un mondo di spiriti malvagi e disperati. Miku pur portando nel cuore il dolore immenso per la prematura morte del fratello maggiore, si dimostra nelle prime pagine come un personaggio forte e deciso che non si fa spaventare dai soliti bulletti e prende le difese dei più deboli, tra i quali Ryo, un timido ragazzo occhialuto bersaglio di insulti e minacce. Poche pagine e tutto cambia però: Miku viene aggredita da spiriti inquietanti e Ryo corre in suo aiuto manifestando la sua vera natura di erede di una famiglia shintoista. Tolti gli occhiali, ventaglio scarlatto in mano Ryo esorcizza le presenze maligne, acquistando grande spessore.

La prima nota positiva di questo shojo è la personalità del protagonista, che anziché nascondere i suoi sentimenti per volumi, si dichiara subito a Miku permettendo in questo modo al lettore di concentrarsi sul legame dei protagonisti con gli spiriti maligni e il mondo dell’occulto. La seconda, riguarda la fluidità della sceneggiatura: le avventure si svolgono con ritmo serrato, senza tergiversare troppo e i colpi di scena si susseguono. A fine volume l’entrata in gioco del bellissimo e misterioso professore Hijiri ribalta ancora una volta tutte le carte in tavola, e Ryo si rivela un personaggio ancora più interessante di quello che già sembra. Purtroppo come in ogni shojo tipo la protagonista femminile, nonostante un inizio promettente, si rammollisce capitolo dopo capitolo, diventando la solita ragazzina dal rossore facile e i batticuore traditori.

Dal punto di vista artistico lo stile è abile e pulito: scontati i visi dolcissimi e gli occhi enormi tipici del genere ,quello che colpisce davvero è il modo in cui la mangaka rappresenta gli spiriti, davvero spaventosi e orribili. E il contrasto con il resto dei personaggi è davvero notevole. Le scene in cui gli spiriti sono protagonisti sono molto frenetiche, aggressive e disturbanti con primi piani che le rendono ancora più impressionanti. L’originalità sta tutta nella sorpresa di vedere certe facce orripilanti tra le pagine rosa di una storia d’amore.

In generale, la trama ruota tutta attorno al reale motivo che si nasconde dietro la morte del fratello di Miku e per chi ama il romanticismo condito da un po’ di paranormale, Il ventaglio scarlatto non potrà che essere una lettura piacevole.

 

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