Controcorrente N.1: Jeph Loeb

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    Inauguriamo Controcorrente, una nuova rubrica di Mangaforever, parlando di un autore molto noto nel comicdom statunitense, Jeph Loeb.

    A scanso di equivoci scrivo subito che a mio giudizio Jeph Loeb è considerato un autore fin troppo sopravvalutato.

    Sono arrivato a questa conclusione dopo aver letto molti albi scritti da Loeb e purtroppo quasi tutti si sono rivelati una vera delusione.

    Dopo aver apprezzato le due ottime miniserie di Batman The long Halloween e Dark victory, mi aspettavo da Loeb grosse cose con il suo ritorno in pianta stabile alla Marvel. Ma più che altro ho letto purtroppo solo storielle.
    Un esempio in tal senso è sicuramente l’albo Onslaught – La rinascita pubblicata nel 2009 da Panini comics.
    Quello che è stato un buon crossover degli anni ’90, nelle mani di Loeb si è trasformato in una trama elementare dove i personaggi si limitano a picchiarsi dall’inizio alla fine e protagonisti di una trama ai limiti della decenza.

    Altro esempio in tal senso purtroppo è la sua gestione degli Ultimates. Arrivato dopo gli ottimi due cicli di Mark Millar, Loeb è riuscito in poche vignette ha stravolto la psicologia dei personaggi principali trascinando stancamente la serie con morti assurde e dialoghi ridotti all’osso. In tal senso si muove anche Ultimatum, l’evento che ha ridefinito tutto l’Universo Ultimate. Una miniserie descritta come epocale ma che alla fine si è ridotta a rappresentare scene di eroi e criminali che vengono falcidiati senza un minimo di phatos e senza alcuna genialità narrativa.

    Purtroppo il grosso tasto dolente di Loeb è senza dubbio la sua gestione di Hulk.
    Attorno all’identità di Rulk, l’Hulk rosso, Loeb non fa altro che costruirci attorno una trama superficiale, piena di situazioni paradossali dai toni leggeri e spesso elementari.
    La cosa che non mi convince di questa nuova gestione di Hulk è il ritorno alla narrativa dell’eccesso tipica degli anni ’90, dove a farla da padrone erano le superstar del tavolo da disegno e le storie avevano la funzione di abbellimento delle monotone spalsh-page.
    Sono decenni che leggo la serie del gigante di giada, e dopo l’ottimo ciclo di Peter David, dopo il misterioso periodo di Bruce Jones e dopo il più che passabile ma godibile Planet Hulk di Grag Pak, leggere e apprezzare le storielle di Loeb mi risulta  francamente difficile.

    Alla fine, dopo questi piccoli esempi e tralasciando volutamente i lavori di Loeb per le serie televisive tipo l’insulso Heroes, credo di aver giustificato ampiamente il mio personale giudizio iniziale. Dalla sua, Loeb ha avuto la fortuna di essere stato affiancato quasi sempre da ottimi disegnatori. Mi riferisco a Tim Sale, Jim Lee, Joe Madureira, Ed McGuinnes e David Finch, che solo grazie alla loro arte hanno giustificato l’acquisto delle storie targate Jeph Loeb.

    Un brindisi agli amici assenti.

    telegra_promo_mangaforever_2

    49 Commenti

    1. Pienamente d’accordo.
      Hulk Rosso è una ciofeca illeggibile e senza alcuna logica a livello di trama.
      Come in Heroes, i personaggi prima sono amici, poi sono nemici, poi si baciano, poi se le danno di santa ragione. Echeppalle!
      Dei suoi lavori Marvel forse si salva solo la trilogia dei colori ma qui ritorna l’importanza della presenza di Tim Sale che dev’essere è stata uno stimolo a scrivere qualcosa di un po’ più “solido” (e meno fumante! ^__^).
      Unica elemento di disaccordo con la tua comunque centratissima critica: secondo me anche Greg Pak è un pacco così come la saga di Panet Hulk.
      Le cose sembravano, leggermente, migliorate su Hercules ma forse grazie all’arrivo di Van Lente (e non stiamo parlando di Alan Moore!)

      Buon lavoro

    2. Pienamente d’accordo. Le ultime cose leggibili sono state i vari Hulk Grigio o Devil Giallo, più che altro appunto per il meraviglioso lavoro di Tim Sale. Ha rovinato ogni cosa su cui ha messo le mani, e spesso e volentieri le sue storie sfiorano il ridicolo. Sopravvalutato a dir poco. :-x

    3. Penso che Loeb campi ancora di rendita per gli ottimi lavori fatti alla DC, in particolare le due saghe di Batman da te già citate.
      Alla Marvel penso che abbia pagato la sostanziale mancanza di idee, per cui punta tutto sul lato più fracassone e i disegni ad effetto di artisti come McGuinness e Madureira….
      Nonostante questo, non sono uno “stroncatore” assoluto di Loeb. Diciamo che prendo le sue storie di Hulk per quello che sono: piacevoli e poco più, con dei bei disegni ! :wink:

    4. forse,visto l’argomento ,il primo numero della rubrica doveva intitolarsi ”siamo tutti concordi”..
      compro daredevil in originale, perchè dividere l’albo con l’hulk di loeb è pessimo

    5. Pienamente d’accordo.
      Hulk Rosso è una ciofeca illeggibile e senza alcuna logica a livello di trama.
      Come in Heroes, i personaggi prima sono amici, poi sono nemici, poi si baciano, poi se le danno di santa ragione. Echeppalle!
      Dei suoi lavori Marvel forse si salva solo la trilogia dei colori ma qui ritorna l’importanza della presenza di Tim Sale che dev’essere è stata uno stimolo a scrivere qualcosa di un po’ più “solido” (e meno fumante! ^__^).
      Unica elemento di disaccordo con la tua comunque centratissima critica: secondo me anche Greg Pak è un pacco così come la saga di Panet Hulk.
      Le cose sembravano, leggermente, migliorate su Hercules ma forse grazie all’arrivo di Van Lente (e non stiamo parlando di Alan Moore!)

      Buon lavoro

    6. Pienamente d’accordo. Le ultime cose leggibili sono state i vari Hulk Grigio o Devil Giallo, più che altro appunto per il meraviglioso lavoro di Tim Sale. Ha rovinato ogni cosa su cui ha messo le mani, e spesso e volentieri le sue storie sfiorano il ridicolo. Sopravvalutato a dir poco. :-x

    7. forse,visto l’argomento ,il primo numero della rubrica doveva intitolarsi ”siamo tutti concordi”..
      compro daredevil in originale, perchè dividere l’albo con l’hulk di loeb è pessimo

        • Io mi auguro sempre che questa rubrica non rimanga strettamente ai comics,perchè rimarrebbe troppo limitativa e per i soliti .
          Per chi piace il fumetto universale come me ,risulta apolitico.
          Altrimenti si chiamerebbe Controcorrente Made in USA. 8)

    8. Per quel che leggevo di Hulk,e per il poco che ho visto dopo,posso dire che solo il ciclo di Peter David merita di essere ricordato *_* …dopo,purtroppo,solo storie brutte e trovate poco felici :cry:

    9. Quoto jiro, anzi Loeb alla fine il suo quarto d’ora di divertimento mensile almeno me lo dà (è come andarsi a guardare il classico filmetto americano tutte botte e zero trama per capirci), i cicli post-David invece, manco quello, mah… Comunque confido nell’attuale gestione di Parker :D

    10. Quoto jiro, anzi Loeb alla fine il suo quarto d’ora di divertimento mensile almeno me lo dà (è come andarsi a guardare il classico filmetto americano tutte botte e zero trama per capirci), i cicli post-David invece, manco quello, mah… Comunque confido nell’attuale gestione di Parker :D

    11. Loeb è uno strano geppo. Ha cominciato nel ’91 con una mini sui Challs disegnata dal suo sodale Sale in stile Vertigo-pre-Vertigo ( il brand è del 93 ) secondo il concept a la Karen Berger che prevedeva il ripescaggio di un personaggio bollito che doveva essere rifritto con la spezia della modernità. I loro Challs ( pare con il plauso preventivo di Kirby ) sono godibili, sospesi tra la poetica degli Amici Miei di Germi/Monicelli e quella del Mucchio Selvaggio di Peckimpah.
      Poi Jeph deve avere avuto una ”idea da un milione di dollari ” come si usa dir negli USA – o semplicemente si è ricordato cosa piace a chi in quanto ex produttore/sceneggiatore nella Mecca del Cinema – e ha cominciato ad aggiustare il tiro. Coven e Kaboom sono i primi bersagli centrati. Probabilmente non piacciono a chi confronta i Secret Six della Simone con i Thunderbolts di Diggle, ma potrebbero aver catturato qualche Buffy addicted o Teen Ttians Go Fans.
      Gli Ultimates di Loeb ( anticipati in una run di Supes/Bats ndr ) il Loeb pensiero fatto carta: un american manga nel mood di Con Air.
      La classifica di vendita non è necessariamente un valore ma U3 ha venduto di più di U1 e di U2 ( la band di Bono sta perdendo colpi… ) .
      Io apprezzo Millar e Morrison e la new wave dei vari Gage, Way e Slott ( ok, Slott è in giro da più tempo , ma è esploso solo ora ) , ma il mare magnum del mainstream non è solo il figlio di Talia che a momenti decapita il Joker, ma anche Cap che si traveste da Pantera Nera per visitare la Terra Selvaggia !

    12. crepascolo perchè non ti iscrivi al nostro forum il tuo post è stato come dire…psichedelico?
      alcune osservazioni su Loeb:
      il lavoro fatto alla DC è sicuramente da ritenersi qualitativamente migliore, anche la sua run su superman seppure commercialissima ha avuto un suo perchè sia in termini di story-line che commerciali rilanciando le vendite delle testate dell’azzurrone. Spesso in Italia ci dimentichiamo che i comics in USA vengono letti anche dai teenagers che in italia invece si approcciano al fumetto coi manga quindi run come gli ultimates o hulk sono di facile appeal per i più giovani.
      Non dobbiamo dimenticarci che Loeb ha perso un figlio cosa che volente o nolente ti segna…

    13. Quando il sistema è in equilibrio, il mercato propone la Catwoman di Dixon/Balent /Smith che attraversa la giungla di Bananas coperta dalo straccio della sua tutina viola alla caccia di nazisti in carrozzella, lo X-Factor di David/Stroman/Milgrom che comincia con un barattolo di mostarda che non si apre e il Lobo di Giffen/Grant/Bisley che cerca di stecchire Babbo Natale su mandato del Coniglio Pasquale.
      Loeb ha il suo perchè – naturalmente tante teste tante sentenze – ma, sebbene apprezzi i radiodrammi illustrati di Bendis, non vorrei leggere solo venti pagine di dialoghi Mamet-ici. Lo dico anche nell’interesse dei vari Medina, Maleev e co. che tanto spesso si sono visti costretti a copia incollare lo stesso primo piano parecchie volte nella tavola per reggere il ”falso movimento ” imposto da Brian The Brain Bendis. Non dico di tornare alle venti splash pages tanto amate da Larsen, Jurgens e Simonson, ma lasciamo libero ogni tanto Jeph di scatenarsi in un canovaccio per un blockbuster da pop corn.
      Considerato che Bob Saviano e Bio Fazio hanno dato nuova vita alle liste, propongo quella dei cartoonists che vorrei vedere illustrare le idee loebiche:
      Mark Badger – Norm Breyfogle – Jon ”Bog ” Bogdanove – Dave Hoover ( mi dicono che con Tarzan sia molto migliorato ) – Rick Leonardi ( se torna ai lay out del 2099 ) -Walt Simonson ( tutto per levarlo dal fantasy ) – Denys Cowan ( okay, è un clone di Toppi, ma ora lo sta mixando con King Kirby ) – Tony Salmons

      Magari per una nuova etichetta che rinfreschi il mood di Bravura della Malibu.
      Adoro il fantafumetto. L’anno prossimo non ho + il mutuo sul groppone, vendo tutti gli organi che ho in numero pari e mi lancio nell’editoria contro le due Big Guns. Spero che Jeph non abbia il suo carnet di ballo già pieno ….

    14. crepascolo sei il mio nuovo idolo anzi il mio regalo di natale se ti iscrivi al forum ahahahaha

      cmq siamo sulla stessa lunghezza d’onda: Loeb è uno scrittore commerciale che si abbina con disegnatori “commerciali”, il suo modo di scrivere è molto lontano da quello di bendis, che poi è il deus ex machina della marvel, per questo viene ostracizzato…

      sul progetto indies anni 90 ci sto alla grande…pensa sto leggendo proprio ora i dv8 di ellis e ramos mamma che belli!!!

      e cmq bogdanove, jurgens e larsen tutta la vita e a dirlo è uno che adora il post-jimlee-ismo…

    15. Ellis ed io abbiamo la stessa età ( non abbiam fatto il ’68 ma siamo stati fatti nel ’68 – io sono stato progettato nel ’67 – Warren non ricordo ). Mi piace.
      DV8 e Stormwatch sono stati i primi due tasselli del nascente Ellisverse – non nel senso millariano del termine – ma come idea di comic super omistico.
      Ho letto che Ellis e Morrison ”dialogavano” in quel periodo proprio tra le pagine del rinnovato serial con Bendix, Hawksmoor e Jenny Sparks e della JLA matitata da Porter/Dell.
      Nei due serials, per esempio, troviamo gruppi di super-eroi che hanno qualcosa del pantheon greco che fronteggia minacce sempre + pericolose, con un vero climax non nelle ultime storie della run ( per Ellis lo showdown tra l’Alto e la squadra della Sparks, per Morrison The Rockl of the Ages ).
      Strano, ma il ritmo indiavolato di alcune delle avventure di Supes & la sua posse ricordano alcune cose di Loeb – il Bats che riprende Tim Drake per la grammatica fa tanto Adam West e Burt Ward, ma ricorda anche il Cap di U3 che non capisce la relazione tra Pietro e Wanda come in una parodia del supersoldato anni 40 che balla il foxtrot nelle storie di Millar/Hitch – mentre le storie di Ellis hanno anticipato i Thunderbolts ( per caratterizzazione dei personaggi ) non tanto di Warren quanto di Diggle. Con i dindi del polmone, scritturerò anche Ellis e gli chiederò di studiare qualcosa come Fell, matite di Phil Hester, neri netti, ogni numero un colore dominante come nel Detective Comics di Rucka/Martinbrough. La storia di un cartoonist inglese bipolare che di giorno racconta storie di adoloscenti mutanti cronodispersi borderline in lotta con le loro controparti adulte e di notte gira per i locali di una Londra alternativa quale gonzo journalist – qualcosa come Hellblazer incontra Gen13, ma come lo vedrebbe Palanhiuk. Potrebbe intitolarsi The Fall.

    16. a proposito del suo hellblazer (ellis) che mi dici creps?
      hai letto jla cry for justice cosa ne pensi? hai letto la mia recensione in proposito?

      ahhhhhh presto dialogheremo sulla mia tesi di laurea su superman…

    17. Loeb è uno strano geppo. Ha cominciato nel ’91 con una mini sui Challs disegnata dal suo sodale Sale in stile Vertigo-pre-Vertigo ( il brand è del 93 ) secondo il concept a la Karen Berger che prevedeva il ripescaggio di un personaggio bollito che doveva essere rifritto con la spezia della modernità. I loro Challs ( pare con il plauso preventivo di Kirby ) sono godibili, sospesi tra la poetica degli Amici Miei di Germi/Monicelli e quella del Mucchio Selvaggio di Peckimpah.
      Poi Jeph deve avere avuto una ”idea da un milione di dollari ” come si usa dir negli USA – o semplicemente si è ricordato cosa piace a chi in quanto ex produttore/sceneggiatore nella Mecca del Cinema – e ha cominciato ad aggiustare il tiro. Coven e Kaboom sono i primi bersagli centrati. Probabilmente non piacciono a chi confronta i Secret Six della Simone con i Thunderbolts di Diggle, ma potrebbero aver catturato qualche Buffy addicted o Teen Ttians Go Fans.
      Gli Ultimates di Loeb ( anticipati in una run di Supes/Bats ndr ) il Loeb pensiero fatto carta: un american manga nel mood di Con Air.
      La classifica di vendita non è necessariamente un valore ma U3 ha venduto di più di U1 e di U2 ( la band di Bono sta perdendo colpi… ) .
      Io apprezzo Millar e Morrison e la new wave dei vari Gage, Way e Slott ( ok, Slott è in giro da più tempo , ma è esploso solo ora ) , ma il mare magnum del mainstream non è solo il figlio di Talia che a momenti decapita il Joker, ma anche Cap che si traveste da Pantera Nera per visitare la Terra Selvaggia !

    18. I personaggi seriali sono veicoli attraverso i quali l’autore esprime il suo punto di vista sull’universo mondo. E sui personaggi seriali. Non necessariamente nello stesso posto e nel momento in cui te lo aspetti. E’ la Mossa Kansas City del signor Willis in Slevin. E’ l’ubriaco che ha perso la monetina in un altro punto, ma la cerca sotto il lampione perchè lì è + luminoso. Ho letto la run di Ellis – spero di leggere quanto prima anche la famigerata ”Shoot” ora che è stata recuperata anche in patria – ma Warren dice quello che pensa del personaggio in quel numero di Planetary dove celebra il funerale della ”vecchia ” Vertigo ed il ”suo” Constantine
      ( che nella storia non si chiama così of course ) si rapa a zero e diventa il suo Spider Jerusalem. Se si considera che alcuni vedono nel gonzoreporter di Transmetropolitan un Alanmoore cartoon ( nel primo numero ha lunghi capelli e barba alla Nazareno ) e che Constantine è – obtorto collo ( ”Bissette e Totleben volevano a tutti i costi questo mago metropolitano con la faccia di Sting ” ) – una creazione del Bardo contemporaneo, siamo al cortocircuito.
      Non ho letto il lavoro di Robinson e Cascioli – solo la recensione – ma l’ho sfogliato. Premetto che non amo particolarmente il fumetto pittorico. Sono troppo vecchio. Per me, il Kirby cubista con le chine di Royer, i Colan e Kane dal settanta in poi sono disegnatori realisti. E’ un limite, I know, ma preferisco Brereton a Ross e mi spiace che Porter abbia avuto un incidente durante The Trial of Shazam , perchè preferivo il suo segno nervoso alla notevole tecnica di Cascioli. Prima o poi lo leggerò però. Robinson mi piace. Per parecchi anni mi sono vestito come Jack Knight e, una volta all’anno, salivo sul tetto del condominio a parlare con suo fratello. Credevo che Grundy vivesse nella ns cantina e solo recentemente ho scoperto che la mia vicina di pianerottolo ha ucciso il Kraken anni ed il surgelatore è rotto.
      Ottima l’idea di una tesi su Supes. Consiglio, oltre a tutto l’altro materiale sulla creatura di Siegel e Shuster , il Maximortal di Rich Veitch e il Supreme di Moore ( scelte prevedibili, lo so ) per inquadrarne la mitologia secondo la logica del Kansas City Shuffle e Mike Bongiorno nelle parole di Eco secondo la logica dell’ubriaco in cerca del suo cent: il concept alla base dei due personaggi è lo stesso – l’adesione totale ad una cultura aliena ( il buonsenso contadino USA per Kal, la logica commercial televisiva per Mike ) che trasforma il tramite in icona.
      Uno dei due, però, è un personaggio di fantasia. E l’altro arriva da Krypton.

    19. supreme di moore appena la kappa lo ristampa come annunciato…

      ross, l’ultimo soprattutto, troppo statico per i miei gusti…

      ho letto ovviamente il lavoro di eco su superman 1pò troppo datato di mezzo c’è stata la morte di superman evento non trascurabile…

      robinson? suppongo che non ti sia fustigato con il suo ultimo superman?

    20. Fenomenologia di Mike Bongiorno è il lavoro di Eco che ti manca. Tra l’altro, il presentatore di Lascia o Raddoppia è stato anche pettinato come Kal-El nel periodo Wayne Boring ed avrebbe strangolato Sabrina Ciuffini davanti a venti milioni di telespettatori per avere lo chassis del kryptoniano nel periodo Curt Swan. Invece al suo meglio era un mix del Fancy Dan di Ditko e del Nightcrawler di Alan Davis, ma con la ghigna dell’Uomo Talpa di Kirby. Nessuno è mai contento di quello che ha. Ho letto che Bachalo, anni fa, ha cominciato a modificare il suo stile per avvicinarsi a quello di Madureira – disegnavano le due testate storiche degli X-Men. Nella tensione verso il nuovo, il movimento.
      Ho un bambino di quasi due anni che ha tentato di schiaffeggiarmi con il volumetto della serie Icon dedicato a Brian Bolland. E’ riuscito anche a scollare la costoletta. Non ho i Superman di Robinson, ma ho gli Starman della Play – modelli ”guardare non toccare ” come direbbe il signor Voglino: sono una serie di dispense tenute insieme da un filo di speranza e senza che Crepascolino ci abbia messo il ditino. Speriamo che Planeta ci metta una pezza – ho sentito parlare di ristampe, vedremo.

    21. crepascolo perchè non ti iscrivi al nostro forum il tuo post è stato come dire…psichedelico?
      alcune osservazioni su Loeb:
      il lavoro fatto alla DC è sicuramente da ritenersi qualitativamente migliore, anche la sua run su superman seppure commercialissima ha avuto un suo perchè sia in termini di story-line che commerciali rilanciando le vendite delle testate dell’azzurrone. Spesso in Italia ci dimentichiamo che i comics in USA vengono letti anche dai teenagers che in italia invece si approcciano al fumetto coi manga quindi run come gli ultimates o hulk sono di facile appeal per i più giovani.
      Non dobbiamo dimenticarci che Loeb ha perso un figlio cosa che volente o nolente ti segna…

    22. Quando il sistema è in equilibrio, il mercato propone la Catwoman di Dixon/Balent /Smith che attraversa la giungla di Bananas coperta dalo straccio della sua tutina viola alla caccia di nazisti in carrozzella, lo X-Factor di David/Stroman/Milgrom che comincia con un barattolo di mostarda che non si apre e il Lobo di Giffen/Grant/Bisley che cerca di stecchire Babbo Natale su mandato del Coniglio Pasquale.
      Loeb ha il suo perchè – naturalmente tante teste tante sentenze – ma, sebbene apprezzi i radiodrammi illustrati di Bendis, non vorrei leggere solo venti pagine di dialoghi Mamet-ici. Lo dico anche nell’interesse dei vari Medina, Maleev e co. che tanto spesso si sono visti costretti a copia incollare lo stesso primo piano parecchie volte nella tavola per reggere il ”falso movimento ” imposto da Brian The Brain Bendis. Non dico di tornare alle venti splash pages tanto amate da Larsen, Jurgens e Simonson, ma lasciamo libero ogni tanto Jeph di scatenarsi in un canovaccio per un blockbuster da pop corn.
      Considerato che Bob Saviano e Bio Fazio hanno dato nuova vita alle liste, propongo quella dei cartoonists che vorrei vedere illustrare le idee loebiche:
      Mark Badger – Norm Breyfogle – Jon ”Bog ” Bogdanove – Dave Hoover ( mi dicono che con Tarzan sia molto migliorato ) – Rick Leonardi ( se torna ai lay out del 2099 ) -Walt Simonson ( tutto per levarlo dal fantasy ) – Denys Cowan ( okay, è un clone di Toppi, ma ora lo sta mixando con King Kirby ) – Tony Salmons

      Magari per una nuova etichetta che rinfreschi il mood di Bravura della Malibu.
      Adoro il fantafumetto. L’anno prossimo non ho + il mutuo sul groppone, vendo tutti gli organi che ho in numero pari e mi lancio nell’editoria contro le due Big Guns. Spero che Jeph non abbia il suo carnet di ballo già pieno ….

    23. Ellis ed io abbiamo la stessa età ( non abbiam fatto il ’68 ma siamo stati fatti nel ’68 – io sono stato progettato nel ’67 – Warren non ricordo ). Mi piace.
      DV8 e Stormwatch sono stati i primi due tasselli del nascente Ellisverse – non nel senso millariano del termine – ma come idea di comic super omistico.
      Ho letto che Ellis e Morrison ”dialogavano” in quel periodo proprio tra le pagine del rinnovato serial con Bendix, Hawksmoor e Jenny Sparks e della JLA matitata da Porter/Dell.
      Nei due serials, per esempio, troviamo gruppi di super-eroi che hanno qualcosa del pantheon greco che fronteggia minacce sempre + pericolose, con un vero climax non nelle ultime storie della run ( per Ellis lo showdown tra l’Alto e la squadra della Sparks, per Morrison The Rockl of the Ages ).
      Strano, ma il ritmo indiavolato di alcune delle avventure di Supes & la sua posse ricordano alcune cose di Loeb – il Bats che riprende Tim Drake per la grammatica fa tanto Adam West e Burt Ward, ma ricorda anche il Cap di U3 che non capisce la relazione tra Pietro e Wanda come in una parodia del supersoldato anni 40 che balla il foxtrot nelle storie di Millar/Hitch – mentre le storie di Ellis hanno anticipato i Thunderbolts ( per caratterizzazione dei personaggi ) non tanto di Warren quanto di Diggle. Con i dindi del polmone, scritturerò anche Ellis e gli chiederò di studiare qualcosa come Fell, matite di Phil Hester, neri netti, ogni numero un colore dominante come nel Detective Comics di Rucka/Martinbrough. La storia di un cartoonist inglese bipolare che di giorno racconta storie di adoloscenti mutanti cronodispersi borderline in lotta con le loro controparti adulte e di notte gira per i locali di una Londra alternativa quale gonzo journalist – qualcosa come Hellblazer incontra Gen13, ma come lo vedrebbe Palanhiuk. Potrebbe intitolarsi The Fall.

    24. a proposito del suo hellblazer (ellis) che mi dici creps?
      hai letto jla cry for justice cosa ne pensi? hai letto la mia recensione in proposito?

      ahhhhhh presto dialogheremo sulla mia tesi di laurea su superman…

    25. I personaggi seriali sono veicoli attraverso i quali l’autore esprime il suo punto di vista sull’universo mondo. E sui personaggi seriali. Non necessariamente nello stesso posto e nel momento in cui te lo aspetti. E’ la Mossa Kansas City del signor Willis in Slevin. E’ l’ubriaco che ha perso la monetina in un altro punto, ma la cerca sotto il lampione perchè lì è + luminoso. Ho letto la run di Ellis – spero di leggere quanto prima anche la famigerata ”Shoot” ora che è stata recuperata anche in patria – ma Warren dice quello che pensa del personaggio in quel numero di Planetary dove celebra il funerale della ”vecchia ” Vertigo ed il ”suo” Constantine
      ( che nella storia non si chiama così of course ) si rapa a zero e diventa il suo Spider Jerusalem. Se si considera che alcuni vedono nel gonzoreporter di Transmetropolitan un Alanmoore cartoon ( nel primo numero ha lunghi capelli e barba alla Nazareno ) e che Constantine è – obtorto collo ( ”Bissette e Totleben volevano a tutti i costi questo mago metropolitano con la faccia di Sting ” ) – una creazione del Bardo contemporaneo, siamo al cortocircuito.
      Non ho letto il lavoro di Robinson e Cascioli – solo la recensione – ma l’ho sfogliato. Premetto che non amo particolarmente il fumetto pittorico. Sono troppo vecchio. Per me, il Kirby cubista con le chine di Royer, i Colan e Kane dal settanta in poi sono disegnatori realisti. E’ un limite, I know, ma preferisco Brereton a Ross e mi spiace che Porter abbia avuto un incidente durante The Trial of Shazam , perchè preferivo il suo segno nervoso alla notevole tecnica di Cascioli. Prima o poi lo leggerò però. Robinson mi piace. Per parecchi anni mi sono vestito come Jack Knight e, una volta all’anno, salivo sul tetto del condominio a parlare con suo fratello. Credevo che Grundy vivesse nella ns cantina e solo recentemente ho scoperto che la mia vicina di pianerottolo ha ucciso il Kraken anni ed il surgelatore è rotto.
      Ottima l’idea di una tesi su Supes. Consiglio, oltre a tutto l’altro materiale sulla creatura di Siegel e Shuster , il Maximortal di Rich Veitch e il Supreme di Moore ( scelte prevedibili, lo so ) per inquadrarne la mitologia secondo la logica del Kansas City Shuffle e Mike Bongiorno nelle parole di Eco secondo la logica dell’ubriaco in cerca del suo cent: il concept alla base dei due personaggi è lo stesso – l’adesione totale ad una cultura aliena ( il buonsenso contadino USA per Kal, la logica commercial televisiva per Mike ) che trasforma il tramite in icona.
      Uno dei due, però, è un personaggio di fantasia. E l’altro arriva da Krypton.

    26. supreme di moore appena la kappa lo ristampa come annunciato…

      ross, l’ultimo soprattutto, troppo statico per i miei gusti…

      ho letto ovviamente il lavoro di eco su superman 1pò troppo datato di mezzo c’è stata la morte di superman evento non trascurabile…

      robinson? suppongo che non ti sia fustigato con il suo ultimo superman?

    27. Fenomenologia di Mike Bongiorno è il lavoro di Eco che ti manca. Tra l’altro, il presentatore di Lascia o Raddoppia è stato anche pettinato come Kal-El nel periodo Wayne Boring ed avrebbe strangolato Sabrina Ciuffini davanti a venti milioni di telespettatori per avere lo chassis del kryptoniano nel periodo Curt Swan. Invece al suo meglio era un mix del Fancy Dan di Ditko e del Nightcrawler di Alan Davis, ma con la ghigna dell’Uomo Talpa di Kirby. Nessuno è mai contento di quello che ha. Ho letto che Bachalo, anni fa, ha cominciato a modificare il suo stile per avvicinarsi a quello di Madureira – disegnavano le due testate storiche degli X-Men. Nella tensione verso il nuovo, il movimento.
      Ho un bambino di quasi due anni che ha tentato di schiaffeggiarmi con il volumetto della serie Icon dedicato a Brian Bolland. E’ riuscito anche a scollare la costoletta. Non ho i Superman di Robinson, ma ho gli Starman della Play – modelli ”guardare non toccare ” come direbbe il signor Voglino: sono una serie di dispense tenute insieme da un filo di speranza e senza che Crepascolino ci abbia messo il ditino. Speriamo che Planeta ci metta una pezza – ho sentito parlare di ristampe, vedremo.

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