Grant Morrison ha recentemente parlato con Comics Alliance del suo ultimo, grande progetto lavorativo : Multiversity.

Fondamentalmente, onestamente, tutto è basato sulla mia prima esperienza con il fumetto supereroistico. Mi ricordo di quanto lessi Justice League #45, nel quale la Lega della Giustizia combatte Antimatter Man. Si trattava di un team-up fra la League e la Justice Society. Non avevo mai visto quest’ultima in vita mia, ma improvvisamente avevo davanti tutti questi fantastici personaggi, fra i quali Doctor Fate e Star Man. Non avevo mai visto prima questi magnifici design, non ne sapevo davvero nulla, ma leggere quel fumetto mi catapultò nel cuore pulsante dell’universo di questi supereroi. Ero stato catturato. E da allora, ho provato la stessa sensazione con ogni fumetto che ho amato.

Penso che, quando le persone si avvicinano ai fumetti, non incominciano mai da un guidebook, a meno che non siano già preparati a riguardo. Molti lettori scoprono i fumetti quando qualcuno gliene presta uno, per poi realizzare che questi piacciono loro.

Accadde la stessa cosa quando scoprii gli X-Men. Mi trovai nel mezzo della gestione di Chris Claremont e John Byrne. Fui così estasiato da avvertire il bisogno di saperne di più. Immagino che tutti i miei lavori provino a ricreare quel tipo di emozione di caotica immersione in qualcosa che è molto più grande di te, ed esiste già da molto tempo: tutto ciò ti lascia eccitato e ti dà i brividi.

Perciò quello che amo fare è tirar dentro i lettori e lasciarli nuotare, perché penso che buon parte di coloro che leggono i fumetti, qualora questa attività li aggradi, inizi subito a nuotare. Questo è il motivo per il quale il Guidebook è arrivato dopo. Volevo di certo spiegare il tutto, volevo catalogare ogni aspetto del Multiverso, ma, allo stesso tempo, volevo far sì che si creasse quella folle sensazione che si prova quando si scopre un universo per la prima volta. Certamente, al giorno d’oggi è molto facile andare a scoprire su internet certe cose, rispetto a quando ero ragazzo e cercavo di capire chi diavolo fosse quel Doctor Fate.

Volevo ri-creare un’esperienza di vita. Il Guidebook è arrivato a metà del viaggio così che, se siete un po’ esausti, avete finalmente una spiegazione di tutto quanto.

Una delle cose più particolari di Multiversity è che i lettori potranno scoprire qualcosa delle varie Terre coinvolte lasciando però la porta aperta a potenziali sequel.

Questa è una delle cose più rilevanti di questi universi continuativi e a lungo corso di DC e Marvel, in particolare della DC, che è poi il mio preferito. C’è sempre una Crisi, e ci sono tantissime cose da scoprire sul Multiverso. In definitiva, queste storie non hanno mai una fine, e questo fa sì che possiamo inserire un personaggio anche in pochissime vignette, ma ciò non esclude che questo possa ispirare un altro artista a fare di questo il protagonista di una miniserie di successo, o qualsiasi altra cosa. Amo questo aspetto del finale sempre aperto e l’epicità senza orizzonti di queste storie.

Uno dei numeri più discussi è sicuramente The Multiversity: Pax Americana #1, con protagonisti gli eroi della Charlton Comics, che hanno ispirato Alan Moore nella realizzazione diWatchmen.  Le parole di Grant Morrison a riguardo :

Pax Americana ha fra i temi più importanti quello della dissezione ai fini della comprensione. Io sono uno di quelli a cui piace dissezionare le cose. Mi piace comprenderne il significato intrinseco. Sono sicuro che anche voi siate come me. Vogliamo andare sempre più a fondo delle cose, vogliamo capirci di più. Ma spesso finisce che abbiamo solo qualcosa fatta a pezzi davanti, rotta irreparabilmente. Questo fumetto vuole essere simile a Watchmen nella maniera in cui i The Rutles sono simili ai The Beatles. Si tratta di ricreare quel tipo di storytelling. Si tratta di quell’universo stretto, chiuso, controllato creato per contenere qualcosa come Watchmen. Tutti gli artifici narrativi che abbiamo escogitato hanno lo scopo di far sentire il lettore sotto pressione. Uno degli altri aspetti è che non ci sono eroi in Pax Americana. Lo stesso Presidente è un assassino con tendenze suicide che ha ammazzato il proprio padre. Questa è un’altra cosa che ho preso da Watchmen: in questa storia non c’è senso morale, fatta eccezione per il ripugnante, seppur adorabile, Rorschach. Volevo che fosse come nel mondo reale.

E alla domanda : fin dove vi spingerete? Lo sceneggiatore risponde così :

Non andremo di sicuro in tutti gli universi. Tutti i personaggi introdotti fino a oggi avranno però il loro momento di gloria che porterà le loro trame alla giusta conclusione. Ci saranno tre finali, e quello più definitivo sarà una delle cose più concrete di tutta questa serie. Nell’ultima pagina, questa storia diverrà molto realistica, quasi ‘street level’. Volevo che funzionasse anche su questo livello.

Prendiamo come esempio Crisi Finale: questo è improvvisamente divenuto un fumetto capito da tutti, grazie alla sua conclusione. Precedentemente, c’erano persone che stavano letteralmente mettendo su campi para-militari per combattere contro questa storia. Penso che la gente tenda ad approcciarsi alle mie storie come se fossero più complesse di quanto davvero siano.

In fin dei conti io provo a parlare di cose reali. È questa la direzione verso la quale va tutto il simbolismo che creo. La Cerchia, per esempio, rappresenta tutte le cattive influenze esistenti nel mondo reale: cosa rappresenta nel mondo reale tutto questo simbolismo? Per me, questo rappresenta il nichilismo, l’odio verso la nostra stessa specie, l’ignoranza, l’avarizia e la stupidità che vedo ogni giorno della mia vita.

telegra_promo_mangaforever_2

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui