Ha incontrato il regista Takahata lo scorso Novembre.

Jonatan Järbel, giornalista freelance svedese, ha visitato lo Studio Ghibli a Novembre 2014 per incontrare il regista candidato all’Oscar 2015 Isao Takahata. Un’occasione che gli ha permesso di ricevere rassicurazioni — o meglio ulteriori conferme — sul futuro dello studio oggetto di pessimistiche voci di corridoio e speculazioni da quando l’estate scorsa il co-fondatore Toshio Suzuki ha spiazzato il mondo dell’animazione giapponese, già scosso dopo l’annuncio del ritiro di Hayao Miyazaki, parlando di ristrutturazione.

Il maestro Takahata ha detto di credere fermamente che ci saranno altri grandi progetti da parte dello studio e ha ribadito di non credere che il collega Miyazaki si sia seriamente ritirato: “Non ho mai sentito di registi che si ritirano. L’ho sempre spinto a continuare a fare lungometraggi. In ogni caso farà cortometraggi”. Parlando di se stesso il settantanovenne regista di Heidi e Pom Poko ha dichiarato che vorrebbe girare altri film “se ne avrà la forza e la concentrazione mentale necessaria”.

Durante la visita il giornalista è stato seguito da Satoko Takana, una donna che sembra avere le mani in pasta in ogni cosa che riguarda lo studio; le ha confermato che il team di produzione è al momento in pausa, ma che è normale dopo aver completato un film. Alla domanda se i rumor intorno allo studio fossero fondati ha risposto: “No, non abbiamo chiuso. Ora non abbiamo programmi di cui parlare, siamo in una specie di ferie ecco tutto”, ripetendo con una risata “Non abbiamo chiuso! Davvero!”.

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