Nella puntata andata in onda mercoledì 14 gennaio l’autore ha parlato con Daria Bignardi della strage nella redazione della rivista e si è allargato poi a vari altri importanti temi.

«Negli ultimi anni, prima della strage, credevo che la satira non avesse effetti sulla vita reale, e invece non è stato così, ha avuto effetti devastanti». È questo uno dei tanti pensieri espressi dal celebre autore di fumetti italiano Gianni Pacinotti nel corso dell’intervista concessa alla conduttrice della trasmissione in onda su La7.

Visibile la tristezza di Gipi nell’affrontare l’argomento Charlie Hebdo. Tra le altre cose ha anche detto di essere preoccupato perché intristiva la trasmissione. «Se vedo dei drammi dai media non mi colpiscono più di tanto. E invece in questo caso mi ha fatto molto male, forse perché alcune delle vittime erano dei disegnatori e conoscevo, anche se poco, Wolinski».

Sulle manifestazioni di cordoglio Gipi ha detto: «I morti non sono degli eroi come ha detto Hollande, erano anarchici. Il termine eroe gli avrebbe fatto ribrezzo, per come penso di conoscerli. È certo invece che la manifestazione di Parigi ha scaldato il cuore a chi è rimasto, così come le tante scritte “Je suis Charlie”».

Non sono mancati passaggi significativi sull’idea che Gipi ha di religione e diritto di satira: «A Charlie Hebdo sono morti per blasfemia, ossia per un’offesa a qualcosa di invisibile. Per me questo è inconcepibile oggi come oggi. Io non posso rispettare qualcosa di invisibile e soggettivo. Se c’è qualcosa più grande di noi credo che non siamo affatto in grado di comprenderlo. La fede è servita prima, in determinati momenti storici, ora non serve più. Si può fare satira sulla fede, perché l’unica regola della satira è che deve andare dai deboli verso i potenti, e non il contrario».

Di seguito il video dell’intervista a Gipi:

http://youtu.be/RtqPeHQtMFo?t=46m50s

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