Puntuale come al solito, negli scorsi giorni è arrivato il resoconto annuale sui numeri bonelliani firmato dalla rivista online Dime Web.

Quello appena concluso viene definito senza mezzi termini anno dei record: «Negli scorsi anni, pur registrando un incremento di tavole pubblicate, citavamo come quasi irraggiungibile la mitica annata 2001 – dove le pagine edite dalla Bonelli sfiorarono le 21mila unità. Ebbene: nei 12 mesi appena trascorsi, con un incremento di oltre 2mila tavole rispetto al 2013, pari a un +11,34%, l’editore di Via Buonarroti ha portato in edicola ben 21.493 pagine inedite, record assoluto della sua ultra settantennale storia editoriale» scrive Saverio Ceri nel lungo articolo pubblicato su Dime Web.

E ancora: «Il boom si spiega con la prima annata completa di alcune serie nate nel 2013 (Orfani e Dragonero), l’avvio di nuove collane (Lukas, Adam Wild) e la contemporanea assenza di collane in chiusura (Brendon, pur cessando la pubblicazione regolare, ha vissuto completamente la sua annata editoriale). Gli albi inediti pubblicati sono stati 182, ventiquattro in più dello scorso anno, pari a un +15,19%: si tratta del miglior risultato dell’ultimo decennio, quarto miglior risultato in assoluto, ma ancora lontano dai 193 albi del 2001».

«La media di pagine ad albo – prosegue Ceri – scende ancora e si attesta quest’anno a quota 118,09 (-4,35% rispetto al 2013), ritornando verso medie più classiche per l’editore; si tratta del terzo ribasso di seguito dopo qualche anno di “balenoterizzazione” che aveva portato la foliazione media dell’albo bonelliano a sfiorare le 130 pagine nel 2011».

È Dylan Dog il personaggio che si è visto dedicare più albi, ben 19, e più tavole, 2500 tonde tonde (di cui 350 a colori), senza contare le 12 di John Ghost. Segue Tex (17 albi e 2276 pagine, che significa il maggior numero di tavole annuali pubblicate della sua quasi settantennale storia editoriale), Zagor (16 albi e 1984 pagine) e Nathan Never (16 albi e 1876 pagine), per il quale non vengono contate le collane Agenzia Alfa, Universo Alfa e Asteroide Argo.

Passando agli sceneggiatori, nel 2014 sono stati 54, solo uno in più dell’anno precedente, e anche qui si tratta di un record. Colui che ha pubblicato di più è Mauro Boselli con una doppia sorpresa alle sue spalle: Roberto Recchioni e Luca Enoch, tra l’altro entrambi per la prima volta in top ten. Per quanto riguarda i traguardi storici, Alfredo Castelli festeggia il 38° anno consecutivo di pubblicazione, seguito da Mignacco (28°) e Vigna (27 anni).

«Più che battuto, diremmo polverizzato anche il primato, stabilito nel 2003, dei disegnatori impegnati nell’illustrare gli albi Bonelli in un solo anno solare; undici anni or sono furono 150, nell’anno che volge al termine sono stati ben 34 in più del 2013, raggiungendo così il numero record di 178 disegnatori» spiega ancora Ceri che dà conto della seconda vittoria in classifica dopo quella del 2011 per Corrado Roi.

L’articolo prosegue: «Freghieri raggiunge il traguardo del trentesimo anno di presenze consecutive in classifica, seguito da Montanari&Grassani pubblicati regolarmente senza interruzioni da 29 anni, Piccatto da 28 e Brindisi da 25, Rodolfo Torti e Siniscalchi da 22 e Michelazzo e Giardo da 20. I veterani tra i disegnatori pubblicati nel 2014 sono Gallieno Ferri, che lavora su personaggi bonelliani dal 1961; Roberto Diso, che pubblica con l’editore dal 1975; Giancarlo Alessandrini, che collabora con la SBE dal 1977; e Montanari & Grassani, che quest’anno hanno festeggiato i 35 anni di carriera in casa Bonelli».

È un primato anche quello dei copertinisti: 30 sono infatti gli illustratori chiamati a firmare le cover bonelliane dell’anno contro i 25 dell’anno prima e i 26 del precedente primato, risalente al 2012. Tra l’altro vanno segnalati anche i tre copertinisti chiamati a illustrare gli albi variant presentati a Lucca Comics. Diciassettesima vittoria, decima di fila, per Claudio Villa, con Angelo Stano secondo in classifica.

«La Bonelli Editore spesso è stata indicata come una casa editrice conservatrice, poco incline al nuovo e soprattutto ai nuovi autori» scrive Ceri, proseguendo: «Niente di più errato, soprattutto se vediamo il numero degli esordienti nel 2014 sulle pagine degli albi Bonelli: 41 nuovi autori, la maggior parte illustratori: ben 37. Tra i 4 sceneggiatori anche il giovanissimo Testi, primo autore bonelliano nato negli anni Novanta e tra i più giovani esordienti di sempre.

«L’anno appena trascorso oltre a essere l’anno dei record e l’anno di Dylan Dog- comunicano da Dime Web – potrebbe pure essere ricordato come l’anno dei colori, tante sono le pagine in quadricromia stampate negli ultimi dodici mesi: ben 2146 tavole, praticamente una su dieci; ovviamente si tratta anche in questo caso di un primato». Nell’anno appena concluso sono stati 19 i professionisti o gli studi chiamati a colorare. Al primo posto c’è Giovanna Niro.

Non manca un’occhiata ai numeri fuori serie: «In questa annata di cambiamenti, tra dipartita dei giganti, esordio di nuove collane dedicate a Dragonero e alle Storie, nuovo balenottero per Nathan e terzo maxi per Dylan, al termine dell’anno si registra un incremento di albi rispetto al 2013, fino a quota 36 albi, come nell’annata record 2011, mentre la tavole si attestano sulle 6554 unità, più dello scorso anno, ma lontane dalle 6933 record assoluto risalente appunto a tre anni or sono». Dylan Dog è per la 16° volta il personaggio con più pagine extra dell’anno.

Saverio Ceri fa infine una ricapitolazione: «Il 2014 bonelliano ci ha portato il maggior numero di sempre di pagine inedite pubblicate, il record forse mondiale (a qualcuno risulta qualche personaggio di cui vengono prodotte più tavole nuove in un anno?) di Dylan Dog, il maggior numero di sceneggiatori, disegnatori, copertinisti e coloristi mai impegnati in una sola annata, il maggior numero di tavole a colori mai pubblicate. Mi sembra un’encomiabile risposta al periodo di crisi in corso; altri probabilmente si sarebbero chiusi a riccio o licenziato a destra e a manca; la Bonelli invece prova nuove vie finora inesplorate, e allarga i suoi orizzonti anche al di fuori del fumetto».

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