Misantromorfina è una storia amara, un ritratto senza mezze misure della situazione dei ragazzi di oggi

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Misantromorfina, già dal titolo, si preannuncia come un fumetto non semplice. E’ non lo è infatti: Armin Barducci ha voluto disegnare e scrivere una storia di giovani senza farsi irretire dai canoni usati solitamente per rappresentare i ragazzi di oggi, ovvero una visione un po’ estraniata e paternalistica che non riesce quasi mai a rappresentare il disagio dei ragazzi.
Barducci crea invece una storia cupa, apparentemente semplice nei dialoghi e nella storia ma complessa nella comprensione e nell’interpretazione dei vari significati e degli eventi che  compongono il fumetto.

La storia non ha una precisa collocazione, ma questo non è importante: importanti sono i cinque personaggi intorno a cui ruota la storia, ma soprattutto la loro situazione e il loro stato d’animo: un pessimismo che non lascia scampo a prospettive ed ottimismo, un nichilismo diffuso che annienta ogni tipo di rapporto umano normale.
Ivan è forse il protagonista, il ragazzo che compare di più: ma di Ivan sappiamo poco o nulla perché nel fumetto lo vediamo presentarsi come Fivi, dietro una maschera un po’ inquietante. Fivi sembra conoscere solo parolacce, passa le sue giornate a vagare senza una meta ed uno scopo, l’unico suo divertimento sembra sparare alla gente dalla finestra con una pistola a pallini.

Ogni tanto va in un bar, ma trova più piacevole litigare col barista e spaccare un bicchiere che effettuare una consumazione. Insomma, una vita permeata dal disagio e dalla mancanza di prospettiva. Con gli altri sa solo andare al “Cavalca”, sorta di luogo di raduno, senza però riuscire ad intavolare un discorso normale, al massimo insultarsi e litigare.
Può sembrare che Barducci abbia voluto esagerare in questa sua visione di incomunicabilità totale, ma non penso che in molte compagnie di ragazzi, purtroppo, la situazione sia tanto diversa.

Poi abbiamo Deca, amico di Fivi all’apparenza più normale, ma con strane tendenze: passa il suo tempo ad annaffiare una specie di cadavere di cui spuntano solo i piedi. E poi Tam, che Deca ama, ma la ragazza sembra voler stare con Fivi: il tutto sarebbe normale se non fosse per il fatto che qualsiasi tipo di relazione, dialogo o rapporto tra i due sembra procurargli solo dolore e rabbia, nessun piacere. Insomma, nel mondo di Misantromorfina relazione umana diventa sinonimo di sofferenza: Barducci non indaga sulle cause di questa incomunicabilità, lasciando al lettore la risposta e mostrandone però le devastanti conseguenze.

E poi abbiamo Icaro, fratello di Fivi, che sembra dire qualcosa di sensato ma, in questa sua lucidità, non viene capito ed emarginato.
Fivi passa le sue giornate tra un atto vandalico insensato ed un altro: non capiamo se si sfoghi, ricavi divertimento o altro da questa sua attività. Se non che, tirando la corda, talvolta può capitare di incontrare la “persona sbagliata”…che cosa questo significhi, lo scoprirà il lettore in un finale crudo, surreale e che, se possibile, getta un’altra pennellata di pessimismo e amarezza su una storia che di per se ne abbonda.

Barducci ha un tratto pulitissimo e morbido, i suoi sfondi non entrano mai particolarmente in gioco, mentre i suoi personaggi sono ben caratterizzati e riconoscibili nei loro tratti essenziali. Interessante penso molto riuscita la scelta di far indossare una maschera al protagonista, cosa che dona un tocco un po’ onirico e sicuramente angosciante alla storia.

L’autore ha voluto disegnate un fumetto senza porsi limiti nella rappresentazione di un disagio: talvolta il suo operato sembra molto metaforico, talvolta purtroppo si ha la sensazione che le cose rappresentate siano molto, molto vicine alla realtà.
La trama non ha grandi sviluppi se non nel finale, e in questo caso cercare una crescita dei personaggi mi è sembrato impossibile: come dice il titolo, questa misantropia è come una morfina, ha dato assuefazione e non si può uscirne.

Il panorama undergound italiano, in definitiva, fornisce un titolo ancora una volta interessante e dalle varie letture. Da segnalare inoltre che il volume gode di licenza Creative Commons, permettendo una libera diffusione dell’opera, a patto di non trarne profitto. L’edizione cartacea è però di ottima fattura, e merita i soldi spesi, che possono aiutare a sostenere un autore con una visione interessante della situazione attuale.

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