Pranzo da museo: un po’ di bento-art, e perché le scuole vogliono vietarla

Pubblicato il 26 Novembre 2014 alle 15:00

Mascotte o personaggi di anime realizzati con uova e prosciutto o dipinti sul riso. Alcune mamme giapponesi sfoggiano incredibili capacità da disegnatrici con il cibo.

Quante volte vostra madre vi ha detto “Non giocare con il cibo”? Se con il vostro piatto di broccoli foste riusciti a fare quello che fanno queste signore giapponesi con riso, wurstel e alghe probabilmente vi avrebbe perdonato.

Il bento, il pranzo “inscatolato” preparato a casa e poi portato a scuola o al lavoro, è una vista comune in anime e manga: generalmente si compone di una porzione di riso e vari contorni: carne, verdure, uova, ma anche frutta e dolci. Sempre dai fumetti e dai cartoni sappiamo che spesso sono le mamme a prepararli per i figli studenti )a meno che questi non siano tanto fortunati da avere una fidanzatina che talmente devota da farlo).

Unendo la tradizione del bento all’attenzione che i giapponesi mettono nella presentazione e disposizione del cibo (si pensi all’armonia della cucina kaiseki) e all’amore per gli anime nascono i “kyaraben”, o character bento, pranzi in scatola in cui gli alimenti creano personaggi. Qualche esempio:

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E si potrebbe continuare per ore: basta digitare ‘kyaraben’ su un qualsiasi motore di ricerca per avere pagine e pagine di immagini.

Peccato però che alcune scuole stiano iniziando a vietare i bento troppo elaborati e i kyaraben. Una delle motivazioni è igienica: per creare queste composizioni, il cibo deve essere maneggiato e tenuto fuori dal contenitore a lungo, aumentando il rischio di contaminazioni. Un’altra ha invece a che fare con l’armonia della classe: evitare la nascita di invidie e gelosie tra i bambini spediti a scuola con un misero panino e quelli che a pranzo porteranno questo
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Ma mentre il dibattito infuria si trovano altre soluzioni per decorare il cibo anche senza plasmarlo maneggiarlo in maniera eccessiva: Akiran, una mamma otaku appassionata di anime disegna con dei coloranti alimentari su sottili fogli di oblaat (una “pasta” di amido usata per decorare i dolci) che poi ritaglia e appoggia semplicemente sul riso:

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Buon appetito.

(Via Rocket News)

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