Lucca C&G 2014, i Gran Guinigi e il problema della categoria Miglior Graphic Novel

Pubblicato il 15 Settembre 2014 alle 12:00

Cos’è una graphic novel? Che caratteristiche bisogna avere per vincere un premio come miglior graphic novel? Breve intervento su definizioni ed idee confuse.

lucca comics 2014 logo

Sono da pochissimo stati resi noti i nomi dei candidati 2014 ai Premi Gran Guinigi, assegnati annualmente nel corso di Lucca Comics & Games. Scorrendo l’elenco l’occhio mi è caduto sulla categoria “Miglior Graphic Novel” nella quale sono inseriti oltre 100 fumetti di generi, nazionalità, periodicità e formati differenti. A questo punto ho iniziato a farmi delle domande.

Il Nao di Brown_anteprima COVER
Una graphic novel

Devo fare una confessione. Ho un problema con la definizione ‘graphic novel’, un problema che nasce (non ho difficoltà ad ammetterlo) dalla mia ignoranza: semplicemente non capisco cosa significhi.
È una definizione di formato? Con graphic novel si intende forse il fumetto a volume unico? Secondo alcuni è così.
O forse è un genere? Storie più adulte, temi e situazioni raramente trattate dal fumetto seriale? Secondo altri questa è la spiegazione. Secondo altri ancora è un mix tra le due cose, ovvero tematiche e storie mirate per lettori adulti in un volume (o poco più).

Fare una veloce ricerca su Wikipedia non chiarisce la questione, e l’impressione che si ha è che il termine (datato agli anni 60/70) abbia cambiato di significato, passando dall’essere una categoria di durata/formato (=volume unico) a una di contenuti (si leggano le parole di Will Eisner, Hugo Pratt).

Quello che mi interessa è però la definizione attuale, o meglio la sua mancanza; in questo caso viene in aiuto la corrispondente pagine di Wikipedia in lingua inglese in cui troviamo le critiche di alcuni pezzi da novanta del fumettomondo al termine. Vediamone un paio.

Alan Moore:
È una definizione del marketing… per cui non ho mai avuto simpatia. La parola ‘comic’ va benissimo per me… Il problema è che ‘graphic novel’ ormai significa ‘fumetto costoso’ e è successo che quelli come Marvel e DC, dato che le ‘graphic novel’ è al centro dell’attenzione, incollano insieme 6 episodi di qualunque cavolata avessero pubblicato con una bella copertina e lo chiamano “The She-Hulk Graphic Novel”…

Neil Gaiman, ricordando quando qualcuno gli disse che i suoi non erano fumetti ma graphic novel:
“Penso lo intendesse come un complimento. Improvvisamente però mi sentii come qualcuna informata che lei effettivamente non è una prostituta; che è, bensì, una escort”

(Le traduzioni sono mie, siate comprensivi.)

Sacro Profano Affreschi d'inferno
Anche questa è una graphic novel

La mia opinione si allinea più o meno a quella di questi due artisti (e di altri come Jeff Smith): sarò cinico e un po’ dietrologo ma vedo ‘graphic novel’ come un termine utilizzato (specialmente in Italia) da editori e autori che non vogliono che il loro prodotto sia accostato dall’opinione pubblica al ‘fumetto’, ovvero storie di bistecconi in calzamaglia che sparano raggi dagli occhi o, rimanendo nel Belpaese, ranger, indagatori e genitorialmente svantaggiati che sparano ogni mese in edicola. Non penso di essere l’unico.

Con queste idee in testa ho approcciato la lista dei pretendenti al Gran Guinigi per la ‘Miglior Graphic Novel’ e sono stato quasi sollevato nel constatare che in molti sono confusi quanto me, primo fa tutti il regolamento che si segue per presentare le candidature.

A Lucca sono infatti gli stessi creatori (appunto fumettisti ed editori) tramite submissions a inviare agli organizzatori e alla giuria le (proprie) opere che sperano di veder premiate, dividendole più o meno in tre categorie: ‘Miglior Serie’, ‘Miglior Fumetto Breve’ e, appunto, ‘Miglior Graphic Novel’. La sistemazione di un fumetto in una categoria può però venire modificata dai giudici, e dal regolamento traspare la sensazione che ‘Miglior Graphic Novel’ (chiamata ad intermittenza anche ‘Miglior Storia Lunga’, com’era denominata gli anni scorsi) sia un comodo cassettone con appiccicata la scritta “Altro”.

Tra i 104 nomi troviamo quindi le opere di graphic journalism (…) Ruby o L’impero del gol, lavori biografici come quello su Kurt Cobain, adattamenti a fumetti di romanzi e racconti quali H.P Lovecraft e L’ultimo dei Mohicani. E ancora, Zerocalcare, fumetti umoristici come quello di Davide La Rosa e Deficents & Dragons, e il fumetto da edicola Bonelli Uccidete Caravaggio!.

Caduta quindi l’opzione ‘graphic novel’ come ‘classificazione di genere’, continuando a scorrere la lista non regge neanche quella ‘formato/durata/storia unica’: ecco infatti le avventure del Capitan America di Jack Kirby, il terzo volume di Bouncer L’Integrale, l’omnibus de La Bambina Filosofica. Senza dimenticare poi Sacro/Profano vol. 1 di Mirka Andolfo, raccolta di brevi fumetti apparsi sul web che, evidentemente, una volta stampati sono diventati magicamente ‘graphic novel’ (sia chiaro, non ho niente contro Mirka Andolfo, di cui ammiro anche il lavoro come colorista, e il suo fumetto).

uno_scontro_accidentale_sulla_strada
Questa invece no

Potrei continuare ma mi fermo qui e finalmente elenco le domande di cui parlavo a inizio articolo (una vita fa): quali erano i requisiti per entrare nella categoria ‘Miglior Graphic Novel’? E soprattutto, era necessario chiamarla così? Perché caratterizzare le altre due categorie in base alla lunghezza e la terza in termini così vaghi?

Nella lista c’è un po’ di tutto (anche fumetti che sarebbero potuti entrare in ‘Miglior Serie’ e ‘Miglior Storia Breve’), non si poteva chiamarla ‘Miglior roba varia’ (nel mio Ipod ho da anni una playlist denominata ‘varia’ in cui è possibile trovare da Battiato a Hatsune Miku)?

Non è il caso di sederci tutti insieme e decidere una volta per tutte almeno in Italia (i premi USA Harvey Hawards e Eisner Awards hanno la categoria ‘Best Graphic Album’) cosa sia una graphic novel? Posso chiamare un flipper ‘bouncing novel’? Anche quella del cadetto spaziale è una storia che viene raccontata.

Mi piacerebbe sentire le vostre opinioni in merito. Ci sentiamo nei commenti.

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