Dylan Dog Color Fest, Lorenzo Ceccotti spiega la copertina

Pubblicato il 3 Luglio 2014 alle 10:00

L’albo semestrale, il numero 13 della collana, conterrà come al solito quattro avventure dell’Indagatore dell’Incubo.

Dylan Dog Color Fest 13Il nuovo albo tutto a colori di Dylan Dog sarà in edicola venerdì 8 agosto con una copertina firmata da Lorenzo “LRNZ” Ceccotti, che dalle pagine virtuali del suo blog ci parla della realizzazione del disegno.

«La cover definitiva scimmiotta una tecnica fotografica, l’esposizione multipla, nello specifico la doppia esposizione» esordisce LRNZ. «Con questa tecnica – prosegue – è possibile fotoincidere due immagini sullo stesso negativo, creando direttamente in macchina degli effetti strabilianti. In sostanza le parti scure del primo scatto diventano il supporto utile per il secondo. Giocando con una tecnica di silhouette e scatti dettagliati sovrapposti si possono ottenere delle immagini molto suggestive, dalla forte carica simbolica».

«Questa tecnica – spiega l’artista romano – è antica come la fotografia stessa: grandi fotografi come Mapplethorpe o lo stesso Man Ray hanno creato scatti meravigliosi usando le doppie esposizioni. Questo suo essere senza tempo, non necessariamente digitale, mi ha dato quel limite e quella ricchezza che cercavo da un punto di vista tecnico».

E veniamo ai soggetti delle due esposizioni della copertina: «Di sicuro una esposizione sarebbe stato un ritratto di Dylan. Facendo ricerche ho trovato dei ritratti stupendi realizzati con questa tecnica, in particolare i modernissimi lavori di Dan Mountford che mi hanno aperto la via» ha scritto ancora Ceccotti sul proprio blog.

Dylan Dog Color Fest 13 cover pulita

«Avendo lavorato sui risvolti interiori e culturali di Dylan con la prima esposizione, per l’interno mi interessava esaltarne la parte più avventurosa. Ho provato a ricostruire un’immagine che tenesse dentro di sé una serie di punti fermi, cinematografici, che fossero contemporanei alla nascita del personaggio: da Ghostbusters a Indiana Jones, fino allo Young Sherlock Holmes che ho sempre amato».

«Ho provato a disegnare un vero indagatore dell’incubo, un uomo coraggioso, che non ha mai smesso di avere paura e di essere affascinato come la prima volta che ha visto un fantasma. Che coglie ancora la bellezza di un evento così lontano dalla normalità, ed è la vera molla che lo spinge ancora nel suo, piuttosto singolare, lavoro. Mi piace l’idea di rappresentare l’interiorità di Dylan attraverso le sue esperienze, attraverso i ricordi che porterà per sempre dentro di sé» conclude l’illustratore.

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