L’artista spagnolo pubblicato in Italia da Tunué si è aggiudicato il riconoscimento al Festival Internazionale del Fumetto di Roma.

Solchi del destinoTra gli artisti premiati nel corso dell’edizione del Romics 2014 appena conclusasi c’è anche lo spagnolo Paco Roca, che grazie a “I solchi del destino” si è aggiudicato il Gran Premio Romics.

Durante la quindicesima edizione della manifestazione romana, precisamente nella giornata di domenica 6 aprile, l’artista di fama internazionale si è aggiudicato l’ambito riconoscimento. Lo ha fatto grazie al suo graphic novel storico “I solchi del destino”, che catapulta il lettore negli anni della guerra civile spagnola.

La storia è costruita sull’alternanza di episodi passati ed eventi presenti. Il narratore è uno dei protagonisti sopravvissuti alla guerra, e in questo modo il personaggio trasporta i lettori nel passato trasmettendo loro tutta la tristezza, la disperazione e la violenza di ciò che è stato.

Il presente è invece ambientato nel sud della Francia dove Miguel Ruiz vive attualmente. Lo stacco e il passaggio, tra presente e passato, si può ritrovare anche nella realizzazione delle tavole: un passato caratterizzato dai toni cupi del blu, il presente realizzato con le sfumature del bianco e del nero.

Solchi_tavoleweb5Gli ideali che animano tutta la storia sono come le numerose facce di un prisma di guerra: libertà, resistenza, patriottismo, attivismo, a cui si aggiungono l’atrocità della guerra, la morte, il dolore e la distruzione.

Nel graphic novel Paco Roca ricostruisce un pezzo di storia spagnola attingendo ai ricordi di uno dei protagonisti e lo trasforma in un’epopea dal sapore universale in cui i linguaggi dell’inchiesta e del racconto si mescolano e si rincorrono continuamente. «Un viaggio degno dei migliori romanzi di avventura da cui si dipanano due registri narrativi differenti: il tempo passato carico di dramma e disperazione, scandito da tavole dalle tonalità cupe del blu e il tempo presente ambientato in un sud della Francia gremito di personaggi identificabili con l’artista stesso in cui le linee questa volta si assottigliano e tornano al grado zero del bianco e nero» commentano da Tunué, l’editore che ha portato in Italia questo e altri lavori di Paco Roca, come “Rughe” e “Il gioco lugubre”.

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