“Unico indizio le scarpe da tennis”, arriva per ReNoir la storia che omaggia Jannacci

Pubblicato il 17 Marzo 2014 alle 18:45

Nelle 160 pagine del volume non solo un omaggio all’artista, ma anche una storia a tinte forti ambientata nella Milano del boom.

Cover-Color2-DEF-prova1Il 12 marzo del 1964 usciva in vinile il brano di Enzo Jannacci “El portava i scarp del tennis”. A cinquant’anni esatti dalla pubblicazione del brano, lo sceneggiatore Davide Barzi celebra il cantautore attraverso “Unico indizio le scarpe da tennis”, noir metropolitano con un tocco di follia in lavorazione fin dal 2010 e pubblicato ora da ReNoir Comics.

Si tratta di un sentito e doveroso omaggio a un poeta, ma anche un racconto a tinte forti per chi ancora non conosce l’opera del “dutùr”. “Unico indizio le scarpe da tennis” parte dalla celebre canzone per raccontare in flashback la vita del vagabondo trovato morto. Oltre che da Barzi è firmato da Marco “will” Villa (con la collaborazione di Riccardo Nunziati) e Sergio Gerasi per quanto riguarda i disegni.

L’indagine, compiuta da un commissario calabrese trapiantato a Milano, porta alla luce volti, voci e personaggi della Milano del boom, raccontando la ricostruzione post bellica, le speranze disattese, le luci e le ombre di una città. È Milano, infatti, la vera protagonista del volume: la Milano dei diseredati che lottano per arrivare a fine giornata, degli immigrati che si sforzano di integrarsi nel tessuto sociale. È la città della mala, quella raccontata dallo scrittore Giorgio Scerbanenco, il luogo dove il melting pot è umano ma anche linguistico e l’idioma di Carlo Porta si contamina con gli accenti del sud.

L’indagine si snoda attraverso un caleidoscopio di trovate grafico-narrative, grazie all’amichevole collaborazione dei disegnatori dello Pseudostudio (Francesco Abrignani, Fabiano Ambu, Alessandro Florio, Stefania Fiorillo, Alessandro Mazzetti, Luca Usai) ma anche a un inserto in forma di fotoromanzo, con Osvaldo Ardenghi, Andrea Bove, Enzo Limardi, Dafne Niglio, Rossella Rapisarda, Paolo Sergio, Masha Sirago, scene e costumi di Chiara Maria Massa, make up di Silvia Baini, D.o.P e fotografia di Sergio Cavandoli, backstage di Simona Lanzi, regia di Dario Barezzi.

Il libro viene pubblicato anche in un’edizione limitata, che non verrà distribuita in libreria: cartonata e con sovraccoperta, servirà a finanziare con una percentuale del prezzo di copertina i progetti della rivista “Scarp de’ tenis”, giornale di strada, venduto e in parte scritto da persone gravemente emarginate e senza dimora, diffuso da più di cento venditori inseriti in un percorso di reinserimento. Il volume, brossurato con alette, ha formato di 14,8×21 centimetri e conta 160 pagine in bianco e nero. Costa 14,90€ nella sua edizione normale e 19,90 € nell’edizione cartonata con sovracoperta.

È ambientato a Milano, nel 1959. In viale Forlanini viene ritrovato il cadavere di un senzatetto. Il Sostituto Procuratore liquida la pratica, invitando a lasciar stare, “che è roba da barboni”. Il Maresciallo Vincenzo Mantuano, però, prende a cuore il caso e avvia un’indagine personale. Inizia così un percorso nei meandri più oscuri della città, dalla camera mortuaria del Centro Policlinico al Cinema Carcano, dalla Palestra Doria al Teatro alle Maschere, dove si esibisce una spogliarellista arrivata direttamente dal Crazy Horse di Parigi.

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