Khaal, la recensione di Fantastica 1 in ANTEPRIMA

Pubblicato il 20 Febbraio 2014 alle 11:45

Inizia Fantastica, la nuova collana di fumetti fantascientifici pubblicata da Mondadori Comics! E si comincia con il botto con Khaal – Cronache Di Un Imperatore Galattico, capolavoro firmato da Louis e Sécher! Non perdete questa straordinaria proposta editoriale!
Khaal
Cronache Di Un Imperatore Galattico
Fantastica vol. 1

Autori:  Louis (testi), Valentin Sécher (disegni)

Casa Editrice: Mondadori Comics

Genere: Fantascienza

Provenienza: Francia

Prezzo: € 14,99, 22 x 29, pp. 104, col.

Data di pubblicazione: febbraio 2014

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Quando Mondadori Comics varò la collana Historica fu subito evidente che si trattava di una proposta di livello eccelso, sia per il valore dei fumetti tradotti che per l’impeccabile cura editoriale. E il successo ottenuto da tale iniziativa ha spinto la casa editrice a concepire un’ulteriore collana, sempre incentrata su opere di provenienza francofona, ma dedicata alla fantascienza. E la scelta è da salutare con favore, considerando che molte produzioni sci-fi e fantasy di area bd sono di gran pregio e meritano di essere valorizzate. La collana in questione si intitola Fantastica e, per ciò che concerne formato e veste grafica, non è dissimile da Historica.

Il primo volume include Khaal, saga scritta da Louis e disegnata dall’eccezionale Valentin Sécher. Non è una scelta di poco conto e, bisogna puntualizzarlo, è coraggiosa poiché Khaal non è un fumetto di mero intrattenimento. Sarebbe stato facile, infatti, optare per qualche lavoro meno maturo. Khaal, invece, sebbene avvincente e comprensibile, è contrassegnato da toni e atmosfere adulte e riflessive che lo rendono peculiare e assai poco banale. Inoltre, il protagonista della vicenda, il crudele Khaal, appunto, è un personaggio malvagio e infido con cui è difficile simpatizzare, benché non privo di un carisma contorto e negativo che lo rende a suo modo fascinoso. Per giunta, la trama delineata dallo sceneggiatore non è nemmeno tanto politically correct.

khaal recensione 01

Siamo in un futuro imprecisato e le vicende si svolgono in una enorme e alienante prigione che vaga nello spazio dopo la conclusione di un conflitto che ha decimato un impero galattico. Ma non abbiamo a che fare con la solita astronave occupata da esseri di varia provenienza, come la fantascienza solare alla Star Trek o alla Babylon 5 ci ha abituati. No, in questo luogo esistono tre razze che vorrebbero decimarsi a vicenda. Ma per una serie di circostanze è impossibile e sono costrette loro malgrado a convivere per affrontare una situazione che definire orribile è un eufemismo. E qui esiste un leader, il crudele e sanguinario Khaal, una specie di Hitler versione space opera. Infatti parla di ‘spazio vitale’ (concetto che rimanda all’agghiacciante ideologia del Terzo Reich) e intende abbandonarsi agli istinti guerrafondai e alla conquista.

Tanto per farvi un’idea della sua psicologia, Khaal ha al guinzaglio un ragazzino allevato come se fosse un cane famelico (e costui si comporta di conseguenza); naturalmente uccide chiunque senza porsi problemi e i rapporti con le donne non sono dissimili da uno stupro. Khaal rappresenta una razza umanoide e le altre due presenti nella prigione sono i cosiddetti etheri, dotati di strane capacità, e i post-umani psi, più freddi e razionali. Un paio di membri di queste stirpi sono poi legati a Khaal per ragioni sconvolgenti che verranno spiegate nel corso della storia. Un ruolo importante è inoltre giocato dalle donne psi,  desiderate da tutti  i maschi perché nel momento dell’orgasmo donano sensazioni di estasi mistica e percezioni del futuro. Khaal, in particolare, ansioso di soggiogare l’intero universo, intende appunto avere una visione del suo destino. E quando la otterrà, nulla sarà più come prima e nelle sue macchinazioni sarà coinvolto anche il nostro pianeta.

khaal recensione 02

Tra lotte degne di una società barbarica, allucinazioni, gigantesche telepati ansiose di accoppiarsi con Khaal, efferatezze e intrighi e con il pretesto di una story-line sci-fi alla Frank Herbert, Louis realizza un’acuta analisi della violenza, facendo un parallelismo tra pulsione di morte e distruzione, con un’attitudine oserei dire nietzschiana, e sessualità. In fondo, per Khaal e gli altri personaggi accoppiarsi carnalmente con una donna, sottomettendola, e distruggere un pianeta non fa differenza. E con la metafora dell’alieno, Louis parla di noi, dell’essere umano sinonimo di ‘Apocalisse e caos’, ‘inferno e dannazione’.

È evidente nell’ultima pagina del volume in cui Louis chiarisce il concetto, utilizzando intriganti suggestioni bibliche. Khaal è una sconcertante, spiazzante discesa negli inferi delle pulsioni più deviate e nascoste e la denuncia della nostra cattiveria è espressa con testi intensi, malinconici, introspettivi, non privi di disperato lirismo, che fanno pensare a quelli del miglior Silverberg. E i dialoghi, nella loro secca espressività, sarebbero perfetti per un film.

khaal recensione 03

L’universo sepolcrale di Khaal è visivamente rappresentato dal magnifico Valentin Sécher che sfoggia un tratto naturalistico e certosino. Le sue figure intimidenti e maestose, a cominciare ovviamente da quella di Khaal, sono efficaci e i meandri cupi, quasi sulfurei, dell’astronave prigione o dei mondi perduti conquistati dal tiranno hanno un’indiscutibile, per quanto disturbante, bellezza formale, enfatizzata da colori foschi, sempre opera del penciler.

Sécher alterna tavole contrassegnate da piccole vignette che contribuiscono ad accentuare la sensazione di un microcosmo claustrofobico ad altre con immagini enormi e un lay-out inventivo. Di conseguenza, questa sconvolgente disanima del darwinismo sociale applicato a un set sci-fi è da prendere assolutamente in considerazione (e lo stesso vale per il secondo volume che concluderà l’opera).

E se il buon giorno si vede dal mattino, Fantastica ha tutti i requisiti per rivelarsi una collana di qualità stellare al pari di Historica. Da non perdere.

Voto: 9

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