Si rinnova l’appuntamento che Roberto Recchioni riserva ai lettori della prima serie tutta a colori della Sergio Bonelli Editore.

«L’albo è in edicola da qualche giorno, quindi possiamo parlarne. Comunque sia, se non l’avete letto ma ne avete attenzione, nel pezzo potrebbero essere presenti degli spoiler». Esordisce così dalle pagine del proprio blog Roberto Recchioni, al quarto appuntamento con i contenuti speciali degli albi della sua ultima serie.

Anzitutto va sottolineato come questo quarto albo presenti due disegnatori invece che uno, soluzione non certo inedita in casa Bonelli, ma nemmeno troppo frequente: «A meno che non fortemente contestualizzate dalle vicende (una storia episodica, per esempio) non è mai eccessivamente gradita dai lettori. Orfani però, vista la sua natura di doppio racconto diviso tra passato e futuro ci dava modo di fare delle divisioni molto nette e sensate e quindi abbiamo voluto provare, cercando di mettere il disegnatore migliore nel posto migliore».

Il che significa che anche altri albi futuri adotteranno questa soluzione. Ad ogni modo “Spiriti nell’ombra” è suddiviso in una prima parte disegnata da Massimo Dall’Oglio, e una seconda affidata a Gigi Cavenago, già sul numero 3.

«Con Massimo ho lavorato in precedenza tanto su John Doe, quanto sull’adattamento delle Cronache del Mondo Emerso e quando gli ho affidato la parte riguardante il passato di Sam sapevo che avrebbe fatto un ottimo lavoro nel rappresentarla. Insieme a Federico Memola sono quello che, nonostante il parere contrario di molti (che ritengono l’approccio di Dall’Oglio al fumetto troppo debitore degli stilemi grafici del manga), ha portato più spesso Massimo in edicola e questa cosa mi rende orgoglioso».

Recchioni sottolinea pure come i colori di Lorenzo De Felici abbiano dato al lavoro di Dall’Oglio una dimensione nuova e una plasticità inedita: «mi sembra che, a conti fatti, la scommessa sia vinta».

«Per quello che riguarda il lavoro di Cavenago – continua l’ideatore della serie – c’è poco da dire: Gigi, tavola dopo tavola, sta diventano uno dei disegnatori italiani più bravi sulla piazza. Sono sicuro che la sua matita diventerà presto una realtà internazionale». E conclude dicendo che i lettori potranno rivederlo all’opera sul numero 9 e sul numero 11 di Orfani.

Per quello che riguarda la storia, continua il lavoro di approfondimento nella psicologia dei personaggi e sui rapporti che li legano l’uno all’altro. Se nel numero precedente ci si era concentrati su Ringo, l’Orfano preferito da Recchioni, questa volta è il turno di Sam, l’apparentemente indifesa mocciosa del gruppo.

«Se tutto ha funzionato come doveva, questo albo dovrebbe aver reso ben chiaro ai lettori che Orfani non è esattamente quello che sembrava all’inizio. Che quelli che sono gli “eroi”, forse tanto eroi non sono e che l’azione e la guerra sono solo il primo strato di un qualcosa di più complesso».

E in caso contrario? «Se, invece le cose non avessero funzionato come speravo…godetevi i bei disegni e riservate a me tutte le critiche».

Sul fronte citazioni e rimandi l’albo ne è piuttosto povero. «C’è la foto della bambina vietnamita, in apertura della sequenza nel passato di Sam, e c’è uno scenario innevato che, proprio a volercelo vedere, rimanda al pianeta Hoth (in realtà c’è un secondo rimando estetico alla saga di Guerre Stellari ma è davvero marginale).

In conclusione un’ultima nota riguarda i polli esplosivi: «Li avevamo concepiti con Werther Dell’Edera ma quando la serie ha preso la sua forma definitiva, non avevano più alcuna rilevanza nella storia. Ma visto che mi piacevano da matti, ho deciso di utilizzarli lo stesso. Infine…ma chi è Raul?».

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