Il fumetto dell’Editoriale Aurea è giunto al suo quinto albo, e l’autore torna a parlarne sul proprio blog.

Con l’arrivo in edicola del quinto albo, Diego Cajelli ha pensato bene di diffondere qualche ulteriore particolare sul suo Long Wei. «È arrivato il momento di mettere assieme tutte le cose che dovevo dirti sull’eroe di via Paolo Sarpi e che per un motivo o per l’altro non ti ho ancora detto» ha scritto l’autore sul proprio blog.

Anzitutto ha confessato come le ministorie viste nel Numero Zero siano alcuni dei film girati da Long Wei. «Quei film li vedi come flashback nella serie a partire dal terzo numero, oltre ai film visti nei primi due numeri che non erano inclusi nel numero zero».

Per ora si sono visti: Il Castello delle Settanta Furie (N#1), Il Buono, il Tonto e il Macellaio Bianco (N#2), Bulletproof Crane (N#3), La Tigre del Tempio dei Sette Ventagli D’Oro (N#5). In seguito, invece, si vedranno: Il Serpente di Ghiaccio (N#7), La Vendetta Della Mantide (N#8), Il Leopardo Ruggisce Nella Valle Dei Morti (N#9), The Cyborg Monkey (N#11), e infine un behind the scenes tratto da: La Foresta Dei Sospiri Eterni (N#12).

Cajelli ha poi citato alcuni articoli di giornali per dimostrare come Long Wei sia davvero un fumetto realistico, e ha anche sottolineato come a partire dal sesto numero la continuity della serie diventerà molto più serrata, fino ad arrivare al gran finale di stagione. In particolare, il numero 6 e il numero 7 sono collegati, e questa sarà la prima e unica storia in due parti della miniserie.

«Nel numero 3 – ha anche scritto – quando arrivano i russi, sono accompagnati da un tizio con la barba. Tenetelo a mente perché sarà il protagonista del numero 8. Al posto della Tana delle Furie, poi, in realtà c’è uno studio dentistico. Questa cosa mi faceva ridere tantissimo, e ho scelto proprio quel palazzo come location per quel motivo lì».

L’intervento sul blog è proseguito poi con alcune precisazioni: «Se secondo te nel numero 4 Long Wei ha sfondato a pugni una porta blindata, significa che hai guardato (male) i disegni e non hai letto i baloon».

«Tutte le parti poliziesche, quelle sul “pieno delle volanti”, sul magistrato che può anche non recarsi sul luogo del ritrovamento di un cadavere, sono realistiche, e non le troverai mai sulle fiction della televisione».

E ancora: «Giustamente, qualcuno ci ha rimproverato perché su Long Wei abbiamo usato la parola KI per identificare l’energia vitale, il concetto principale della filosofia orientale e delle arti marziali. KI è giapponese, dovevamo usare la versione cinese, ovvero CHI o QI. Durante la scrittura del fumetto ci ho messo un pomeriggio per decidere se usare Ki, Chi, o Qi. Il problema è che non ero sicuro che tutti i lettori sapessero di che cosa stavamo parlando, ecco perché ho scelto di usare il termine meno fraintendibile: KI».

In conclusione, non poteva mancare un accenno ai noti problemi di distribuzione cui sta andando incontro al serie: «Qualcuno ha detto che a Milano è più facile trovare l’adesivo di Long Wei su palo, piuttosto che l’albo in edicola. Sono completamente d’accordo».

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3 Commenti

  1. In Romagna, zona mare, arrivano poche copie, in ritardo e in due occasioni rovinate… solo la pazienza degli edicolanti, quelli che ce l’hanno, mi pemettono di recuperare una copia decente di Long Wei… che comunque apprezzo!

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