La Leggenda n. 2 – Recensione Editoriale Cosmo

Pubblicato il 25 Ottobre 2013 alle 15:45

Continuano le appassionanti avventure del giovane Tristan De Halsbourg nel secondo numero de La Leggenda, capolavoro fantasy del maestro Yves Swolfs! Non perdete una delle pietre miliari del fumetto franco-belga proposto in Italia dall’Editoriale Cosmo!

La Leggenda n. 2

Autore: Yves Swolfs (testi e disegni)

Casa Editrice: Editoriale Cosmo

Genere: Fantasy

Provenienza: Francia

Prezzo: € 2,90, 16 x 21, pp. 96, b/n

Data di pubblicazione: ottobre 2013

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L’Editoriale Cosmo sta continuando a pubblicare fumetti di area bd in bianco e nero e in formato bonellide e il materiale finora tradotto è stato di ottima fattura. Ma adesso la casa editrice ha compiuto un ulteriore balzo di qualità proponendo una pregevole serie western, Wanted, stavolta a colori, e, nell’ambito della collana Cosmo Serie Verde dedicata al fantasy, un indiscutibile capolavoro: La Laggenda, scritto e disegnato dal maestro Yves Swolfs, uno degli autori più importanti della narrativa disegnata di area bd.

Il suo punto di forza è costituito dalla varietà di suggestioni. Sa infatti ideare trame poliziesche, horror, di guerra, western, fantascientifiche e, appunto, fantasy con indubbia perizia, trovandosi a suo agio in ogni genere narrativo. E non è trascurabile lo stile grafico di impostazione naturalistica sovente valorizzato da una costruzione cinematografica della tavola e da una cura nei confronti dei dettagli sbalorditiva.

La Leggenda è forse il suo esito artistico migliore in assoluto. Ne avevo recensito con piacere il primo numero ma riprendo l’argomento poiché a mio parere quest’opera merita attenzione. Ci troviamo in un’ambientazione fantasy ma il termine fantasy è riduttivo poiché la story-line ideata da Swolfs, oltre ad essere avvincente, ha la complessità e la profondità di un romanzo con situazioni rocambolesche, lotte, intrighi, misteri, colpi di scena e un variegato cast di personaggi che non concedono tregua al lettore. Il protagonista è il giovane Tristan De Halsbourg, erede di un regno perduto a causa delle macchinazioni dello zio, il malvagio duca Matthias che, sobillato dall’infido Shaggan, ha ucciso tutti i membri della sua famiglia.

Tristan si è salvato ma ricorda appena il suo passato e ha vissuto parte dell’infanzia nei boschi, educato da uno stregone chiamato Pastore dei Lupi che l’ha poi affidato alla tribù dei cosiddetti ‘sgozzatori’, comandata dal coraggioso Abel. E va da sé che tali eventi hanno segnato la sua concezione della vita. Ma la situazione è complicata poiché Matthias lo cerca ancora e peraltro il terribile Shaggan è pronto a sua volta ad eliminare il Duca e ottenere il potere. Un ruolo importante in questo secondo albo lo gioca anche il figlio di Shaggan, il sadico Eol, che potrà forse rappresentare la futura nemesi di Tristan.

Il ritmo delle vicende si fa sempre più serrato e Swolfs si sbizzarrisce descrivendo battaglie nei boschi, inseguimenti nelle caverne, uccisioni, complotti e non mancano brevi sequenze di impronta onirica (basti pensare al sogno popolato da orribili demoni) che rendono La Leggenda imprevedibile ed appassionante. Inoltre la struttura narrativa si basa sulle memorie di un personaggio testimone degli eventi che scrive la cronaca della vita di Tristan con dovizia di particolari; e ci sono alcuni flashback che rendono quindi il plot molto articolato, benché si mantenga sempre su livelli comprensibili e leggibili.

Testi e dialoghi sono curati e Swolfs non ricorre alla verbosità tipica di tanta narrativa fantasy. È profondo e riflessivo nei momenti introspettivi e si rileva una critica della religione intesa come strumento di dominio o pretesto per esercitare violenza sui deboli (è evidente nelle considerazioni che uno dei character fa sulle Crociate) e più stringato nelle pagine riguardanti le battaglie. Swolfs inoltre approfondisce la psicologia dei personaggi che non sono mai schematici. I buoni non sono privi di elementi discutibili; e i cattivi a volte rivelano fragilità interiori. Prevale dunque l’ambiguità morale che è uno degli elementi più spiazzanti de La Leggenda.

I disegni sono eccellenti. Come ho già scritto, Swolfs ha un tratto realistico e caratterizza egregiamente i vari protagonisti tramite gesti, sguardi (i primi piani dei volti sono fondamentali), posture dei corpi che evocano stati d’animo ed emozioni. Le donne sono sensuali ed emanano ora malvagità ora lascivia; la bella Ombeline esprime delicatezza e sensibilità; Shaggan malvagità e devianza in stile sadiano; Tristan sembra costantemente animato da rabbia a stento repressa; e così via. Incredibile è poi la sensibilità che il penciler dimostra nelle ambientazioni, specialmente quando raffigura le foreste intimidenti, gli interni oscuri dei monasteri, le architetture maestose dei castelli, raggiungendo risultati di notevole qualità estetica. Insomma, lo ribadisco: La Leggenda è un capolavoro e non può mancare nella vostra libreria.


Voto: 8

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