L’interprete di L nei live action di Death Note presta la propria voce a un personaggio della trilogia animata ispirata a Buddha di Osamu Tezuka.

Nonostante i non esaltanti risultati di critica e di incassi ottenuti dal primo lungometraggio del 2011, Toei Animation ha deciso di proseguire la trasposizione cinematografica di Buddha, dall’omonimo manga di Osamu Tezuka.

La seconda parte, intitolata Tezuka Osamu no Buddha ~Owarinaki Tabi~, uscirà quindi nel 2014, precisamente l’8 Febbraio; se Reiko Yoshida (Nodame Cantabile: FinaleK-On!) è confermata alla sceneggiatura, Toshiaki Komura (Precure, Ultimate Muscle/Kinnikuman) rimpiazza Kozo Morishita (Saint Seiya) alla regia.

Novità anche sul fronte del cast dei doppiatori: Kenichi Matsuyama, noto per aver interpretato L nei live action tratti da Death Note, è la voce di Tatta da adulto; il personaggio originale, ideato da Osamu Tezuka, è un Paria che da bambino aveva un legame speciale con la natura e l’abilità di comunicare con gli animali, dono che perde quando crescendo diventa un violento bandito.

Sayuri Yoshinaga, star degli Anni 60, interpreta la Regina Māyā, madre di Siddhartha Gautama.

Hidetaka Yoshioka (The Place Promised in Our Early Days) è Siddartha.

Nana Mizuki torna a interpretare Miguela, un altro personaggio originale; moglie di Tatta, è una donna bandito i cui occhi sono stati bruciati su ordine del padre di Siddartha.

A seguire un’anteprima di 9 minuti:

In Italia il manga originale è stato pubblicato da Hazard Edizioni:

Pubblicato a puntate sulla rivista per ragazzi «Kibo no Tomo» in un arco di tempo lunghissimo (10 anni), Budda è considerato una delle opere fondamentali del fumetto giapponese.
La serie, composta di 14 volumi, si rivolge ad un pubblico assai vasto: non si tratta infatti di una semplice biografia a fumetti ma di un affascinante romanzo epico e avventuroso, per lettori di qualunque età.
In proposito scrive lo stesso Tezuka:
«Non si tratta di un fedele adattamento delle scritture del Budda… ci sono così tante versioni della sua biografia e ci sono così tanti dettagli troppo vaghi… mi aspetto molte critiche sul mio lavoro e per questo credo che sia meglio considerarlo una storia di fantasia a sfondo religioso.»
È a partire da queste parole che il lettore deve avvicinarsi alla lettura di quest’opera monumentale. Il tema principale di Budda è il rifiuto di Tezuka nei confronti dell’egoismo e della prepotenza che spinge gli uomini a imporsi sui propri simili.
Ma torniamo alle parole dello stesso Tezuka:
«Quando ho cominciato a lavorare su questa serie, avevo solo previsto di trattare una biografia libera di Shakyamuni, colui che venne chiamato il Budda originale, ma più avanzavo nella narrazione, più mi accorgevo di voler sviluppare temi come “che cos’è il buddismo? “Qual è il significato della vita? “ e mi accorsi che quest’opera avrebbe richiesto un impegno maggiore di quello previsto. Decisi anche che questa storia avrebbe rappresentato la mia visione personale del buddismo. Non si trattò quindi di occuparsi un’opera di riferimento ma di raccontare l’incredibile storia di Siddartha Gautama nella maniera il più possibile umana.»

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