Recensione CSI: Crime Scene Investigation – Tirocinio Letale – ReNoir Comics

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Autori: Sekou Hamilton (testi), Steven & Megumi Cummings (disegni).
Casa editrice:
ReNoir.
Provenienza:
America.
Prezzo:
7,50 Euro.


Curioso volume questo di CSI (Las Vegas), la cui fama mondiale come telefilm (spin-off di Miami e New York compresi) è nota a tutti, e di cui dal 2003 sono iniziate anche le incursioni fumettistiche; le prime (e a questo punto uniche) si devono alla IDW Publishing nel classico formato comic-book a colori, che dopo un one-shot iniziale di 48 pagine ha editato poi sei miniserie fino al 2005, seguite da due mini dedicate a Miami e NY nel 2005 e 2006.

Nonostante anche l’apporto di autori non proprio sconosciuti come Steven Grant, Jeff Mariotte, Ashley Wood, Steven Perkins e Renato Guedes tra gli altri, era da almeno quattro anni che CSI nell’ambito del fumetto non faceva più parlare di sé, e forse non a torto perché comunque il confronto con le serie tv non poteva che essere sempre troppo impari; questo piccolo volumetto è una sorta di ripresa del famoso marchio in ambito della letteratura disegnata partendo da presupposti più insoliti, ovvero questa bizzarra versione “manga” in b/n, prodotta per l’occasione dalla casa editrice americana Tokyopop, giustamente più affine al genere.

La storia è un’unica avventura completa e vede i protagonisti, tutti giovani stagisti alle prese con un tirocinio alla scientifica di Las Vegas, condurre un’indagine vera e propria per risolvere l’omicidio iniziale, tutto nel perfetto stile del telefilm ma declinato col linguaggio di un manga; della serie tv fanno capolino un ringiovanito Gil Grissom (William L. Petersen), che proprio con l’ultima stagione (che si sta concludendo in chiaro su Italia 1), ha lasciato il suo ruolo, e una quasi irriconoscibile Catherine Willows (Marg Helgenberger), che però si limiteranno ad accompagnare sullo sfondo i veri protagonisti, ovvero queste nuove reclute.

La trama nel complesso è anche interessante e in parte riesce a ricatturare il ritmo e l’atmosfera del telefilm, e questo forse è l’aspetto più importante, con tanto di indizi sparsi in grado di guidare il lettore verso la soluzione (forse un po’ troppo facili, ma essendo pochi…); lo stile del disegno, chiaro e pulito, rende abbastanza bene gli stati d’animo dei protagonisti, i quali sono caratterizzati in maniera tutto sommato buona vista la brevità della storia (che ha un andamento molto veloce).

Rimangono alcune perplessità sul senso di una iniziativa del genere, che rischia di non piacere proprio agli aficionados della serie vista la “forma” così singolare con cui viene presentata, con gli unici due interpreti conosciuti (se si esclude anche il dottore anatomo-patologo), Gil e Catherine, a malapena somiglianti con le loro controparti televisive; tutto il resto risulta invece distante anni luce dall’idea del telefilm a cui siamo abituati (a partire del b/n al posto del colore), così come alcuni degli atteggiamenti tipicamente giapponesi dei personaggi (in fondo è un manga, no?).

Si salva fortunatamente lo sviluppo della trama ovvero dell’indagine, che in effetti è il vero cuore della serie anche al di là dei protagonisti, per cui il marchio CSI è comunque giustificato e se il target era di puntare verso i teen-ager lettori di manga, l’obiettivo in quel senso può anche dirsi raggiunto; purtroppo però, oltre a questo, spunti veramente interessanti non ve ne sono, la storia infatti, di per sé non brutta, non è nemmeno così fondamentale da essere ricordata negli annali, rimanendo un breve divertissement e nulla più.

Molto buona l’edizione ReNoir per stampa, rilegatura e qualità della carta, forse un po’ alto il prezzo per sole 150 pagine, ma dimensioni decisamente più larghe dei normali formati manga cui siamo abituati.


Voto 7 e ½.

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