IL o LA Graphic Novel? Ce lo spiega la Crusca. Risolto il dilemma?

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    L’Accademia della Crusca interviene per chiarire se l’espressione sia femminile o maschile.

    Quante volte nello scrivere la parola graphic novel abbiamo avuto dubbi su quale articolo usare e su come concordarla? In effetti, il genere di graphic novel è stato a lungo oggetto di dubbi, tant’è che sulla questione è finalmente intervenuta l’Accademia della Crusca.

    «La locuzione graphic novel – esordiscono dalla Crusca – è composta dalle parole inglesi graphic ‘grafico’ e novel ‘romanzo’, per cui fra le varie traduzioni italiane possibili, riscontrate in articoli di giornale e in siti dedicati al fumetto, figurano romanzo grafico, romanzo a fumetti e anche romanzo per immagini. L’anglismo graphic novel sembra comunque essersi imposto ormai nella lingua italiana ed è attestato anche da alcuni dizionari dell’uso».

    «Il sintagma – ricorda l’Accademia – circola in testi italiani dai primi anni ’90, con esempi già del 1993 dal “Corriere della Sera” e dalla “Repubblica” in cui l’espressione veniva posta ancora tra virgolette per marcarne l’origine straniera. È a partire circa dal 2004 che inizia a presentarsi con più frequenza e si diffonde sempre più su internet, soprattutto in siti specializzati e in blog di appassionati di fumetti».

    E adesso un po’ di storia della parola: «In origine il termine si riferiva a un tipo di pubblicazione ben preciso: la locuzione compare infatti per la prima volta su un fumetto statunitense del 1978, A Contract with God, and Other Tenement Stories. A Graphic Novel di Will Eisner con cui tradizionalmente si inaugura la nascita di un nuovo genere fumettistico, in forma di romanzo, relativamente lungo, senza le interruzioni tipiche delle strisce e rivolto a un pubblico adulto».

    «Caratteristica frequente del genere – proseguono dalla Crusca – è inoltre l’ambientazione realistica delle vicende e le tematiche attuali o di rilevanza storica, a cominciare dai due esempi più celebri, Maus di Art Spiegelman (1986 – 1991) e Persepolis di Marjane Satrapi (2002 – 2003), e tipica anche di molte storie a fumetti italiane contemporanee».

    Stefano Olmastroni, che ha curato questo intervento per la Redazione Consulenza Linguistica dell’Accademia della Crusca, non ha mancato di sottolineare come al giorno d’oggi l’espressione venga spesso usata dal mercato editoriale per indicare tutta una serie di pubblicazioni estese in forma di fumetto, fino a includere manga giapponesi, collane e raccolte di strisce. Anche i dizionari che registrano graphic novel (GRADIT 2007, Devoto-Oli 2008, Dizionario Hoepli online) si limitano alla generica definizione di “romanzo a fumetti” a cui solo ZINGARELLI 2013 aggiunge “pubblicato nella veste di un libro normale”.

    Ma in definitiva, come bisogna regolarsi? «Di norma i forestierismi provenienti da lingue che non presentano la categoria di genere per i sostantivi di cosa, come nel caso dell’inglese, assumono il genere della parola italiana corrispondente: così succede infatti per il mouse (topo), la star (stella), il ghost-writer (scrittore). Novel, nell’accezione che ha portato al moderno significato di ‘romanzo’, è a sua volta un italianismo derivato da novella».

    «È nel diciottesimo secolo però che novel, contrassegnando la nascita di un nuovo genere letterario, assume definitivamente il significato di “romanzo“, come appunto in graphic novel. Attenendosi quindi a questa norma, la locuzione graphic novel dovrebbe essere trattata come maschile».

    Ma chiunque bazzichi per il mondo dei fumetti, sa bene che a prevalere è la forma femminile, come del resto conferma anche l’Accademia della Crusca: «I dizionari che la registrano specificano tutti, basandosi sull’etimologia di novel, che si tratta di una locuzione sostantivale femminile, e soltanto ZINGARELLI annota una possibile alternanza di genere. Anche l’uso si allinea, nella maggior parte dei casi, con quanto legittimato dai dizionari. Da una ricerca delle occorrenze su Google, aggiornata a luglio 2013, si ottengono 510.000 risultati per la graphic novel e 158.000 per il graphic novel. La ragione di questa preferenza per il femminile è evidente a molti: il parlante italiano, anche chi ben conosce la lingua inglese, subisce facilmente l’interferenza con la parola novella, per cui in maniera naturale, antepone l’articolo femminile la anche a graphic novel».

    Nonostante quanto riportato dai dizionari, però, c’è da sottolineare come sia comunque abbastanza comune imbattersi in graphic novel trattato come maschile. L’articolo maschile, infatti, prevale nella maggior parte dei siti dedicati al mondo del fumetto.

    Inoltre la Crusca fornisce un dato che farà riflettere sulle abitudini dei parlanti italiani: «L’espressione non presenta lo stesso problema in altre lingue a noi vicine per genealogia, come il francese e lo spagnolo. Entrambe tradizionalmente meno inclini ad accogliere forestierismi non adattati, propendono largamente per dei calchi: roman graphique in francese e novela gráfica in spagnolo.

    «Guardando la questione da un punto di vista linguistico – conclude l’articolo uscito pochi giorni fa sul sito dell’Accademia – e in linea anche con l’orientamento degli esperti, il genere maschile sarebbe quindi quello preferibile; tuttavia la locuzione, per le ragioni sopra esposte, è ormai largamente usata al femminile e registrata come tale dagli stessi dizionari».

    E voi, invece, cosa usate? L’articolo femminile o maschile?

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    7 Commenti

    1. Conoscevo questo orientamento dell’Accademia e mi sembra il più ragionevole. Del resto lo stesso Dino Buzzati intitolò una sua opera:”Poema a fumetti”. Romanzo a fumetti mi sembra la soluzione migliore e più rispondente, dunque maschile. Si tenga conto che, tra l’altro, in inglese “novel” è un sostantivo neutro.
      Allo stesso modo sono solito dire “una BD” perché il termine bande dessinée è femminile.

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