Si può realizzare una graphic novel imperniata su uno dei più controversi scrittori americani del Novecento? Certo che sì e ce lo dimostra Flavio Montelli con Goodbye Bukowski, graphic novel dedicata all’autore di Storie di Ordinaria Follia!

Goodbye Bukowski

Autore: Flavio Montelli (testi e disegni)

Casa Editrice: Coconino Press

Genere: Intimista

Provenienza: Italia

Prezzo: €16,00, 17 x 24, pp. 160, b/n

Data di pubblicazione: giugno 2012

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Nel suo ‘Amici Scrittori’, la compianta Fernanda Pivano, massima esperta e divulgatrice della letteratura americana in Italia nonché amica di importanti autori statunitensi, dedica un capitolo al trasgressivo Charles Bukowski, idolatrato per ‘Post Office’, ‘Storie di Ordinaria Follia’, ‘Factotum’ e altri capolavori, e scrive che alla fine di un incontro Bukowski si congedò con un baciamano. Ciò contraddiceva l’immagine di un Hank Bukowski rissoso, sarcastico e aggressivo e l’aneddoto iniziò a circolare. Un giornalista contattò lo scrittore chiedendogli se la storia del baciamano fosse vera e Bukowski replicò così: ‘E’ arrivata dall’Italia questa gentile signora che ha fatto tanto per noi scrittori americani. Cosa volevate che le facessi? Che la stuprassi?’.

Tale replica sintetizza al meglio il carattere e l’atteggiamento di Bukowski: alcolizzato, provocatorio, sboccato ma capace di grandi slanci di umanità, sensibile, generoso e fondamentalmente buono. E la poliedrica natura di uno scrittore idolatrato da tanti è ben delineata da Flavio Montelli che fa di Bukowski il protagonista assoluto di una deliziosa graphic novel pubblicata da Coconino Press. Bisogna subito chiarire che non si tratta di una biografia a fumetti. Montelli si concentra su un preciso periodo della vita di Hank in cui è già un autore piuttosto famoso e si è lasciato alle spalle i problemi economici.

Ma non è così per ciò che concerne le difficoltà emotive. Si è incasinato con l’alcol, ha un matrimonio fallito alle spalle e in un certo qual modo è vittima del personaggio che si è costruito. A volte si comporta in maniera sopra le righe più che altro per compiacere i fans e quelle persone che ormai hanno una specifica opinione sul suo conto. Di fatto, però, è un uomo solo e disilluso. L’incontro con la bella Diana, scultrice affascinante e sexy, potrebbe rappresentare un miglioramento nella sua vita, se non fosse che pure Diana ha le sue contraddizioni e diversi scompensi da affrontare.

Montelli riesce a descrivere in maniera profonda la complessa personalità di Bukowski descrivendone le ansie, le angosce, i momenti di malinconia e riuscendo a rappresentare il suo lato umano e vulnerabile. È evidente nelle sequenze in cui lo scrittore scandaloso discute amabilmente con la figlioletta, più o meno come farebbe qualsiasi padre che non può non provare tenerezza nei confronti della prole. O quando si apre con Diana, rivelando una sincerità a dir poco spiazzante. E i testi hanno la stessa secca intensità, non priva di disperazione, della prosa di Bukowski che Montelli riesce a mimare abilmente (e insisto sul verbo ‘mimare’ perché Montelli non ha compiuto una risaputa imitazione). Anche i dialoghi sono ben curati e non privi di pathos.

Quanto all’aspetto grafico, Goodbye Bukowski è valido. Montelli opta per un disegno fluido, elegante, semplice ma espressivo e caratterizza in modo egregio ogni personaggio. Raffigura con sicurezza e precisione i locali fumosi dove si tengono i reading della gioventù post-beat, le strade assolate della California con le palme maestose e le suggestive highways o gli squallidi appartamenti occupati da Hank e da quella varia umanità così sapientemente descritta nei suoi libri. E tutto ciò con un bianco e nero efficace e alcuni influssi underground.

Nelle pagine conclusive del volume, però, che fungono da epilogo e introducono Linda Lee Beighle, un’ex figlia dei fiori che diventerà la compagna ufficiale di Bukowski e rimarrà con lui per tutti gli ultimi anni della sua vita, Montelli usa uno stile in parte pittorico che contribuisce quindi a rendere imprevedibile e vario questo intrigante esito creativo. Nel complesso, Goodbye Bukowski è un lavoro che potrà piacere agli estimatori della letteratura disegnata d’autore e pure a quelli della narrativa americana. Da provare.


Voto: 7 ½

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