Doom Patrol di Grant Morrison n. 3 – Recensione

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Arriva il terzo volume che propone la celebrata run della Doom Patrol ideata dal geniale Grant Morrison! Cosa succederà a Niles Caulder e soci alle prese con il ritorno dell’assurda Confraternita del Dada e con altri folli criminali? Troverete la risposta in questa nuova uscita della collana DC Essential!

Doom Patrol di Grant Morrison n. 3

Autori: Grant Morrison (testi), Mike Dringerberg, Steve Yeowell, Richard Case, Vince Giarrano, Jamie Hewlett, Rian Hughes, Simon Bisley, Brian Bolland, Duncan Fegredo, Paul Grist, Shaky Kane, Ken Steacy (disegni)

Casa Editrice: RW-Lion

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 26,95, 16,5 x 25,2, pp. 336, col.

Data di pubblicazione: giugno 2013

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Che Grant Morrison sia folle e visionario è risaputo e basta leggere opere eversive e iconoclaste come Arkham Asylum o The Invisibles per rendersene conto. E uno dei suoi esiti creativi più folli e anti-convenzionali è rappresentato dalla sua run di Doom Patrol, realizzata verso la metà degli anni ottanta quando il geniale scrittore di Glasgow conquistò il comicdom con Animal Man. Proprio il successo delle storie di Buddy Baker spinse i vertici DC ad assumere Grant come sceneggiatore della strampalata Pattuglia del Destino.

La Doom Patrol era un supergruppo creato negli anni sessanta che poteva essere assimilato, fatte le debite proporzioni, agli X-Men prima maniera. Le storie erano più strane rispetto a quelle di Superman e company e furono in prevalenza scritte da Arnold Drake (che si occupò pure dei pupilli di Xavier) e influenzate dal clima psichedelico dei sixties. Il serial non ebbe grande successo ma fu ricordato con affetto da molti, incluso lo stesso Grant che da ragazzino, come si evince dal suo splendido Supergods, ebbe modo di leggerlo.

Nel DCU post-Crisis esisteva ancora la Doom Patrol e fu varato un mensile affidato a diversi autori, tra i quali Paul Kupperberg e John Byrne, ma fu solo quando giunse Morrison che il comic-book fece un salto di qualità notevole, divenendo un prodotto adulto, complesso e sofisticato che anticipò la linea Vertigo e il dirompente The Invisibles. Grant conservò della vecchia formazione il leader Niles Caulder, freddo e pronto a perseguire obiettivi personali a scapito dei compagni di squadra; il sarcastico Robotman; e il tormentato Joshua. E poi inserì character in linea con la sua ispirazione anti-convenzionale: una ragazzina down, Dorothy Spinner; la schizofrenica Crazy Jane e l’enigmatico Rebis. E le vicende della Doom Patrol si fecero assurde e deliranti.

La base programmatica della nuova Doom Patrol è semplice: nel DCU esistono minacce che i vari Superman, Batman e così via possono tranquillamente affrontare. Ma che succede quando giungono minacce che sfidano qualunque forma di razionalità? In questo caso ci vogliono eroi irrazionali e chi è più irrazionale di Robotman, Crazy Jane o Rebis? In questo terzo volume della collana DC Essential che include i nn. 42-53 della testata originale, la situazione della squadra, già di per sé schizoide, raggiunge livelli di pazzia incredibili. Dopo che Grant fa uscire dal cast Rhea Jones, ex componente della formazione originale della Pattuglia, si concentra sulle macchinazioni che il governo statunitense ha architettato ai danni della collettività e che si basano su qualcosa di indicibile nascosto nel Pentagono.

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