Panini Comics ripropone una della sequenze più importanti della saga di Wolverine: La Morte di Mariko! Seguite le drammatiche vicissitudini di Logan alle prese con le diaboliche macchinazioni della Mano e della terribile cyborg Cylla in un volume della linea Marvel Gold!

Marvel Gold – Wolverine La Morte di Mariko

Autori: Larry Hama (testi), Marc Silvestri, Andy Kubert (disegni)

Casa Editrice: Panini Comics

Genere: Supereroi

Provenienza: USA

Prezzo: € 14,00, 17 x 26, pp. 160, col.

Data di pubblicazione: luglio 2013

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Che Wolverine sia uno dei character Marvel più amati è assodato e il successo dell’aggressivo mutante artigliato inventato negli anni settanta da Len Wein si deve a Chris Claremont che quando iniziò a scrivere le storie degli X-Men della seconda generazione lo delineò in maniera accattivante. Sin dal principio concepì Logan come un eroe in lotta con la sua natura violenta che poteva in qualsiasi momento prendere il sopravvento. Tuttavia, nel corso degli episodi il personaggio diventò più complesso e sfaccettato.

Contribuirono al carisma di Logan i numerosi misteri riguardanti le sue origini e il passato. Si sapeva che era stato un agente dei servizi segreti canadesi, un assassino e altro ancora e un dettaglio importante della sua personalità era rappresentato dal fascino esercitato su di lui dalle tradizioni nipponiche e dal codice etico dei samurai. Si intuì che il Giappone contava molto per Logan e quando Claremont inserì nelle storie degli X-Men la bella Mariko Yashida le cose non furono più le stesse. Wolverine si innamorò della ragazza e il loro rapporto divenne sempre più saldo. Il culmine della love story tra i due avvenne nella splendida miniserie Wolverine scritta da Claremont e disegnata dal grande Frank Miller. La trama si concludeva con l’annunciato matrimonio tra i due ma l’unione non venne celebrata, come fu spiegato negli albi degli X-Men.

La situazione mutò ulteriormente a causa del crescente riscontro commerciale di Logan e delle vicende gestionali della Marvel. Nei primi anni ottanta Jim Shooter, all’epoca editor in chief della Casa delle Idee, riteneva che non si dovesse sfruttare in maniera eccessiva Wolverine e Claremont era d’accordo con lui. Ma poi Shooter fu sostituito da Tom De Falco, convinto invece che i personaggi di successo dovessero essere utilizzati il più possibile e che varò un comic-book regolare di Logan. Chris scrisse i primi episodi della serie ma poi, oberato da impegni, cedette l’incarico ad altri sceneggiatori. E non tutti furono in grado di rispettare la psicologia del mutante dagli artigli di adamantio.

Uno degli elementi essenziali di Logan era l’assoluta fedeltà nei confronti di Mariko ma molti autori non se ne curarono. E quando Larry Hama divenne sceneggiatore ufficiale del comic-book i dettagli impostati da Chris vennero ignorati. Hama decise di impostare le vicende di Wolvie privilegiando l’azione adrenalinica, con un tocco di ironia. Nel complesso le sue idee furono interessanti e bisogna dargli atto che era difficile occuparsi di un eroe di cui pochi sapevano qualcosa, ad eccezione di Claremont e di Ann Nocenti che aveva supervisionato la serie degli X-Men. Nessuno, per esempio, conosceva le origini di Logan e per parecchi anni l’argomento non fu affrontato.

Hama, dal canto suo, cercò di ideare story-line a lunga gittata, tenendo presente che era impossibile mutare lo status quo di Wolvie poiché avrebbe modificato radicalmente la serie degli X-Men. Ma non si fece scrupoli con Mariko e delineò una trama convenzionalmente conosciuta come La Morte di Mariko che ora Panini Comics ripropone in un tp della linea Marvel Gold e dal titolo è facile capire quello che accadrà.

Larry Hama aveva introdotto numerosi character di sua invenzione da utilizzare specificamente nell’ambito della serie. Alcuni erano piuttosto curiosi, basti pensare alla piccola robottina Elsie Dee e al farsesco Albert, e fece apparire spesso la pestifera Jubilee, nata sulle pagine di Uncanny X-Men, che per un po’ divenne una vera e propria co-protagonista della testata, tanto che il duo Logan/Jubilee sembrava mimare in chiave sarcastica Batman e Robin. E tra le tante creazioni di Hama ci fu anche la spietata cyborg Cylla.

In questa sequenza le storie di Wolverine hanno suggestioni e influssi orientali congeniali al personaggio e un ruolo fondamentale nella trama lo gioca la setta della Mano, il gruppo di ninja ideato da Frank Miller nella sua leggendaria run di Daredevil. Per una serie di circostanze Logan deve affrontare sia loro sia Cylla senza sospettare che la missione avrà un tragico epilogo che coinvolgerà l’unico vero amore della sua vita e cioè Mariko. Hama scrive un fumetto di mero intrattenimento senza particolari picchi di inventiva con testi efficaci e dialoghi mutuati dagli action movies statunitensi. Tuttavia, data la portata degli eventi, non c’è pathos, come invece sarebbe stato giusto, e tutto si mantiene a un livello di superficialità che lascia il tempo che trova. E nemmeno le pagine in cui Logan si abbandona al dolore suscitano emozioni.

La story-line si inserisce nella tendenza ‘morte e disperazione’ che dilagò in casa Marvel durante gli anni ottanta (ma all’epoca dell’uscita di questi episodi il trend stava già stufando parecchi) e non è a mio avviso da considerare una pietra miliare del fumetto made in USA. Le cose vanno meglio sul versante dei disegni. Marc Silvestri, con il suo tratto sporco, aggressivo, valorizzato da suggestivi giochi d’ombra e da un lay-out ben costruito che anticipa gli esiti creativi delle sue produzioni Image fa un ottimo lavoro e contribuisce a rendere più accettabile il tutto. In definitiva, però, credo che La Morte di Mariko sia consigliabile esclusivamente ai fan hard-core di Logan e basta.


Voto: 6

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