Henry Cavill è il super-fisicato attore scelto per il ruolo del protagonista, che si discosta dai suoi predecessori con un look più realistico, trasandato e scapigliato quando non indossa il costume, più austero invece quando veste i panni del supereroe, ma sempre con un lato umano che spesso esce fuori, mettendo in risalto lati del suo carattere o debolezze tipiche di un terrestre. Degno di nota è sicuramente l’emozionante e liberatorio primo volo dell’eroe, in cui Snyder lo fa assomigliare ad un vero e proprio “razzo umano”, con tanto di onda d’urto che si sprigiona sotto i suoi piedi !

Durante il suo percorso Clark incrocia anche la giovane e intraprendente reporter Lois Lane, che ben presto diventerà il grande amore di Superman, e qui interpretata da una Amy Adams piuttosto insipida, di cui si salvano giusto gli occhioni da cerbiatta… In questo caso il gioco della doppia identità non dura molto e si preferisce focalizzarsi sul rapporto di fiducia e di immediato feeling che si instaura fra i due, e che ovviamente verrà subito sfruttato da Zod per abbattere l’eroe.

Non passerà molto infatti prima che Zod e i suoi seguaci localizzino l’ultimo figlio di Krypton, liberati dalla Zona Fantasma proprio grazie alla dirompente esplosione del loro pianeta. Il loro arrivo sulla Terra porterà caos e distruzione, senza nulla da invidiare a invasioni aliene come quelle viste ne La guerra dei Mondi o Indipendence Day.  Zod vuole far rinascere Krypton sulla Terra e per questo ha bisogno di ciò che possiede Superman , e di certo non si fermerà di fronte a nulla, caricato ancora di più dalla rabbia per il destino che Jor-El e i capi del suo popolo gli avevano riservato.

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Questo costringerà l’eroe a rivelarsi al mondo, sperando che la gente possa accettarlo e fidarsi di lui, ma prima dovrà fermare Zod e la sua armata, in una battaglia che avrà proporzioni epiche. Tutti i kryptoniani infatti, a contatto con l’atmosfera terrestre e le radiazioni solari, riescono a diventare potenti quanto un dio ( e da qui scaturiscono anche i vari riferimenti cristiani e messianici che spesso vengono attribuiti a Superman… ). Non a caso Zod è uno dei più classici ( e potenti ) avversari dell’Uomo d’acciaio insieme a Lex Luthor, in quanto si tratta di un alieno della sua stessa razza, che però ha una visione del mondo completamente opposta, in quanto rappresenta in pieno il militarismo scellerato e l’ottusità che ha portato alla distruzione del suo popolo.

Ma è proprio sulla battaglia finale che sia Snyder che Goyer si lasciano prendere un po’ troppo la mano, uno dal lato visivo e l’altro da quello concettuale e di trama. Tutta la spettacolarità e la fracassonaggine insite nel regista vengono fuori all’ennesima potenza in questa pellicola, che non lesina scene di distruzione catastrofiche e super-scazzottate roboanti, che sicuramente hanno lo scopo di mostrare l’incredibile potenza dei personaggi e la portata dello scontro, ma alla lunga risultano fin troppo ridondanti e marcate. Sul lato tecnico, però, non possiamo che fare tanto di cappello ai responsabili degli effetti speciali, i quali hanno realizzato davvero un ottimo lavoro, confezionando alcune delle sequenze più spettacolari mai viste al cinema !

L’altra esagerazione di cui parlavo si riferisce proprio al tanto discusso finale, che non rivelerò per chi ancora non avesse visto il film…. Goyer sicuramente ha voluto stupire, facendo compiere all’eroe un’azione che non ci saremmo mai aspettati, ma si tratta obiettivamente di una risoluzione piuttosto forzata, anche per come è stata costruita, che vuole a tutti i costi “sporcare” un personaggio altrimenti troppo limpido e perfettino, rischiando però di snaturarlo e di farlo diventare un altro tipo di supereroe.

Nonostante questo, però, penso che nel complesso Snyder abbia centrato l’obiettivo, offrendoci una versione di Superman finalmente  diversa da tutto ciò che avevamo visto finora, più moderna e al passo coi tempi. I difetti ovviamente non mancano, soprattutto a livello di sceneggiatura, ma non sono comunque tali da inficiare sull’esito finale della pellicola. A differenza del noioso polpettone di Bryan Singer del 2006, L’Uomo d’Acciaio punta tutto sull’azione pura e la spettacolarità, senza per questo dimenticare anche il lato più emozionale, intrattenendo e coinvolgendo lo spettatore per tutta la durata del film.


Voto: 7

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2 Commenti

  1. Si vabè ma che recensione è? Non c’è un minimo di approfondimento, resta troppo superficiale, non è stato nemmeno espresso un giudizio finale chiaro.
    Questo film fa schifo lo volete capire o no? è uno scempio di Superman.

    Eddai su…

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