In un mondo totalmente diverso dal nostro, dove immaginare è un reato, un poliziotto vecchio stampo si trova a indagare su una serie di misteriosi delitti.

In un mondo diviso tra livelli superiori – quelli dei ricchi, chiaro – e inferiori – dove c’è puzza di poveri – un poliziotto di nome Philip Khrome inizia a indagare su una serie di delitti misteriosi che se da un lato gli consentiranno di rispolverare i vecchi metodi da piedipiatti, dall’altro lo spingeranno a riflettere sui confini tra reale e immaginario.

“City of Dust” è la nuova opera firmata da Steve Niles e Brandon Chng, una saga che esplora il confine tra azione e intenzione sullo sfondo di un mondo dove religione, libero pensiero e immaginazione sono stati banditi.

Edito da Comma 22, il volume (19×24, brossurato) è formato da 160 pagine a colori e riesce fin dalle prime tavole a dar la sensazione di un mondo postbellico, apparentemente ordinato, ma che sa essere estremamente pericoloso ed efferato.

È in questo contesto che il protagonista, a cui non dispiacciono i livelli inferiori, si trova a operare, più interessato ai crimini da strada che ai crimini mentali e immaginativi. In “City of Dust” Philip Khrome avrà di certo da fare…

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