Il fumetto creato da Paola Barbato chiude anticipatamente la propria avventura in edicola con la casa editrice ma continua con Edizioni Arcadia.

Davvero” chiude. Sembra un pessimo gioco di parole ma è così: la coraggiosa iniziativa editoriale della Star Comics e di Paola Barbato non ha retto alle difficoltà del mercato e della attuale situazione economica. La Star Comics ne annuncia la chiusura con il seguente comunicato stampa che comunica anche la conclusione della miniserie con Edizioni Arcadia:

Con immenso dispiacere comunichiamo ufficialmente che la miniserie italiana “Davvero” di Paola Barbato e Matteo Bussola conclude la sua avventura con Edizioni Star Comics al volume quattro, uscito in edicola e fumetteria lo scorso Marzo.Le difficilissime condizioni del mercato e della distribuzione non hanno permesso a questo prodotto innovativo e di grande qualità di ricevere il successo che meritava. Siamo però certi che sia stato un esperimento importante di cui resterà segno nella storia a fumetti di questo paese. La casa editrice ci tiene a ringraziare gli autori e tutti i collaboratori che hanno dato vita alle avventure di Martina e che hanno lavorato con passione e dedizione per la riuscita di questa scommessa editoriale. Scusandoci con i lettori per questa interruzione prematura, li ringraziamo per l’affetto che ci hanno dimostrato e comunichiamo a tutti gli appassionati che i numeri 5 e 6 verranno pubblicati dalla casa editrice Edizioni Arcadia e saranno disponibili esclusivamente in fumetteria. Per ulteriori informazioni in merito alla serie, continuate a seguire il sito web www.davvero.org e la pagina Facebook di DAVVERO.

Già a Gennaio, probabilmente per tentare di salvare la serie, la Star aveva cambiato la periodicità della testata trasformandola in un bimestrale. Oggi l’annuncio della chiusura.

Lo staff di MangaForever fa i suoi più sentiti auguri alla Barbato (che comunque resta una delle firme di punta di Dylan Dog) e a tutti i collaboratori di Davvero per i loro prossimi progetti.

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19 Commenti

  1. ricordo che fino a poco tempo fa c’erano rassicurazioni che almeno fino al 6 sarebbero arrivati.
    Comunque io bonellidi star non nè prendo più da un po’, non danno certezze chiudono a casaccio se non vendono e tanti saluti.

    • E infatti al 6 arriverà: in fumetteria, dove con ogni evidenza era logico che fosse collocato un prodotto editoriale di quel genere. Però hanno insistito con delle logiche vecchie e obsolete e hanno perso un sacco di soldi per nulla.

      Non capisco perché gli editori di fumetti si ostinino a provare a continuare con la distribuzione in edicola: anche i fumetti sono libri, e i libri si vendono in libreria.

  2. Ma al di là dei discorsi relativi alla crisi economica che peraltro coinvolge un po’ tutti, non sarà forse che Davvero chiude semplicemente perché al pubblico non è piaciuto? E magari non è piaciuto più che altro perché non era un fumetto di qualità?

  3. Poco commerciale? Nasceva invece con l’intento di esserlo perché pretendeva di rappresentare una realtà quotidiana che potesse suscitare l’attenzione di un certo tipo di lettore e favorire il processo di identificazione con i personaggi. Voleva essere il corrispettivo fumettistico dei talk show alla De Filippi. E si è dimostrato un prodotto dalla storia inconsistente in cui non succedeva nulla e privo di autenticità. Perché Martina era tutto tranne che credibile e realistica, sinceramente. Evitiamo poi di ragionare sui testi e sui dialoghi talmente risaputi che persino quelli della più dozzinale soap opera al confronto sembrano Proust. Non è detto che il pubblico abbia sempre torto e che i lettori non sappiano fare le loro valutazioni. Nel tuo post vedo molto snobismo, specie quando definisci il pubblico ‘massa’, come se si trattasse di una categoria monolitica. E poi quando scrivi che era ‘di qualità’ e quindi ‘poco commerciale’. Un prodotto commerciale non può essere di qualità? E perché mai? Esistono fumetti che hanno la semplice finalità dell’intrattenimento e sono validissimi. Altri che hanno obiettivi più elevati possono essere pessimi oppure capolavori. Non bisogna generalizzare.

    • Nulla in contrario. Ma il fatto che un fumetto parli di vita quotidiana non lo rende automaticamente il corrispettivo cartaceo dei talk show alla De Filippi. Magari i nodelli della Barbato erano i manga di Mitsuru Adachi o Ai Yazawa. Magari “Davvero” ricorda i suddetti talk trash solo perché è ambientato in Italia e non in Giappone, e la quotidianità nostrana ha il suo specchio deformato e grottesco in tali programmi.
      Ma questa è solo una mia ipotesi, dato che non ho letto il fumetto ma solo alcune interviste alla Barbato…

      • Sì, la Barbato voleva realizzare una specie di versione italiana di un manga stile Yazawa però i suoi personaggi si sono ridotti ad essere una brutta copia di un qualunque tronista televisivo nostrano. Tutto qua. In ogni caso, indipendentemente da come la si pensi, la serie è ormai out e a mio avviso il mercato ha semplicemente dato il suo verdetto.

  4. l’ho letto sul web e ho comprato il primo numero sperando in un miglioramento che, purtroppo, non c’è stato.
    la chiusura credo fosse inevitabile e mi sembra folle l’iniziativa di Arcadia
    d’altra parte la barbato è la sceneggiatrice più sopravvalutata, come si può ben vedere anche dal primo numero di Le storie, un pessimo inizio per una collana che poi si è per fortuna stabilizzata su una qualità almeno decente

  5. Io Davvero lo stavo comprando, ma ero indietro con la lettura. Speravo comunque almeno che la Star mantenesse l’impegno di arrivare al numero 6 con una specie di conclusione…
    Passa Davvero la voglia di seguire futuri progetti italiani e bonellidi di questo editore. Sono più quelli che chiude a cactus che quelli che riesce a portare a compimento!

    Per me il passaggio a Edizioni Arcadia significa “non lo vedrai mai”. Nella mia fumetteria il loro materiale non arriva per beghe distributive (sto ancora aspettando l’ultimo volume dell’Insonne, che Pan non ha mai reso disponibile) e non riesco mai a beccare l’editore alle fiere.
    Pazienza. Mi sono stufata di dover rincorrere chi dovrebbe inseguire me per vendermi qualcosa. La roba da leggere non mi manca. Davvero resterà piantato lì. Era un semplice sfizio. Amen.

  6. se da.un lato.non si puo negare che il prodotto non fosse qualitativamente eccelso, nonostante la chiusura, faccio comunque un plauso alla star che anche stavolta come dire “c ha provato” a.porta un poco di fumetto nostrano nelle edicole..tuttavia i futuri ed eventuali progetti credo.che debbano essere piu ponderati ed avere quel.qualcosa in piu che possa spingere.il.lettore ad.acquistare un prodotto in questo periodo d ipertrofia fumettistica..consideriamo che.un fumetto come twd in edicola dal mese prossima subira un aumento di 50 cc..e ho detto tutto

  7. Ma la qualità non c’entra. Guardate che in questo periodo non esiste (quasi) una sola testata periodica o quotidiano che non perda lettori o che non sia in difficoltà e a rischio. Figuriamoci che possibilità può avere una nuova pubblicazione di andar bene.
    Sono convinto che qualsiasi cosa in futuro passerà in edicola non funzionerà e morirà ben presto per il semplice fatto che verrà venduta in edicola. Punto.

    Gli editori di fumetti hanno impiegato decenni e decenni per capire che il formato “rivista contenitore” non piace e non vende (e non venderà mai). Adesso voglio vedere quanto impiegheranno a capire che quello dell’edicola è un sistema morente.
    Certo che però sono un po’ di coccio, eh…

  8. Da una parte mi dispiace,ho iniziato a leggere questo fumetto per caso ,ma non tanto ,visto che faccio quasi tutti i bonellidi , e sinceramente mi è piaciuto ,non è chissà cosa ,ma era qualcosa di diversi dai soliti fumetti in questo formato…forse non ha avuto successo per gli italiani si sono visti in questi personaggi e ne sono rimasti inorriditi-ne conosco un sacco di questi viziati-,o forse il fumetto di questo tipo deve per forza essere avventuroso o un genere meno semplice e meno realistico e agli italiani non piace.
    Mi dispiace …ma sono nuovamente incazzato con la Starcomics perchè continuano a segarmi i loro prodotti italiani ,solo perchè non vendono ,senza alcuno preavviso o almeno finendo gli albi terminati aumentando di prezzo solo per le fumetteria…lasciando ad un editore artigianale i cui fumetti non si trovano in nessuna fumetteria ,solo a Lucca li puoi recuperare…ma la smettessero e pubblicassero solo i soliti manga commerciali farebbero meglio…con me hanno chiuso.

  9. La Star Comics ha gestito malissimo tutto il lavoro: non ha colto l’importanza delle novità narrative della versione digitale, non ha sfruttato minimamente la discreta risposta di Internet al web-comic originario ed è passata dopo due numeri alla bimestralità ammazzando l’interesse anche ai fan degli esordi. Un vero peccato.

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