Cliff da San Francisco, ottava puntata: The chapter in your life entitled San Francisco

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A San Francisco tutto è più vecchio. Certo, rispetto all’Europa sembra un parco dei divertimenti costruito quando avevate cinque anni, ma comunque è innegabile: tubature idrauliche a vista e porte in legno riverniciate attestano che siamo in uno degli insediamenti urbani più antichi della costa ovest del continente americano. E sembra una città costruita su cinque miglia di dune di sabbia.

Qui le fumetterie sono una cosa seria. Ci si va perché le si ama, non perché per cinquanta miglia non ce n’è un’altra, come a Los Angeles.

Mettete che state andando a mangiare un hamburger che Oprah Winfrey ha votato “uno dei venti hamburger da mangiare prima di morire”, da Burger Joint. A un isolato da lì c’è Comix Experience, gestito da Brian Hibbs, un’istituzione che è lì da un quarto di secolo. Brian sembra il fumettaro dei Simpson, ma sa tutto, e vende di tutto, fornendo un servizio completo e ad ampio spettro, che include aree tematiche per gli autori che ama di più.

Magari però prima di partire avete parlato con Warren Ellis, come ho fatto io. Così andate su Fell Street (che coincidenza!) e trovate Isotope – a metà tra una libreria e un lounge –  e attaccate bottone con James Sime, un uomo la cui pettinatura lo fa sembrare altissimo (e non lo dico solo perché sono un cane). Vi racconterà di quella volta nel 2001 in cui Brian Wood, ubriaco (questo non è insolito: James ti fa bere tantissimo, quando fai una presentazione da lui) gli devastò il bagno e disegnò sulla tavoletta del gabinetto. Da allora James compra tavolette all’ingrosso (le paga cinque dollari l’una) e le fa disegnare o dipingere dai suoi ospiti. Al piano superiore, tra una cappa della levitazione e una divisa da Lady Blackhawk si può trovare il dittico della sola storia inedita di Transmetropolitan, oltre ad altre memorabili tavolette (quella di Ben Templesmith, all’interno, è insanguinata).

James ci ha anche consigliato un rum bar con gli arredi da gaelone spagnolo e una bisteccheria eccellente, per cui gli vogliamo bene a prescindere dal suo geniale negozio.

Ma San Francisco è anche la città di Neon Monster, un’incantevole palazzina di inizio Ventesimo Secolo dedicata ai fumetti e ai designer toys, e di Whatever Comics, un negozio decisamente gay friendly su Castro Street, il quartiere di Harvey Milk. I fumetti sono una parte importante della cultura della città e si sente. Se non fosse per le faticosissime salite (che le mie zampette corte non gradiscono), mi trasferirei qui!

Domani granchi a Sausalito e poi si torna a Los Angeles, c’è ancora qualcosa che voglio raccontarvi da lì!

Cliff

Oggi, sulla pagina Facebook di BAO Publishing, www.facebook.com/baopublishing, a estrazione tra tutti i fan una delle rare copie di Chew numero 12 con la limitatissima copertina per il Comic-Con 2010 con il quinto inchiostro fluorescente. Partecipate anche voi!

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