Prepariamoci per la nuova pellicola dedicata a Superman!

Nel bene o nel male la nuova pellicola dedicata a Superman, L’Uomo d’Acciaio, rappresenta l’evento cinematografico dell’anno e sulle sue spalle sembra peseranno non solo il futuro della DC Comics dal punto di vista cinematografico ma anche una fetta di quello più vicino a noi ovvero quello dei fumetti.

Mi è sembrato allora d’uopo stilare una lista con 10 letture consigliate per prepararsi al meglio a questo avvenimento tenendo conto sia di chi il personaggio non lo “mastica” sia di chi invece il personaggio lo conosce ma anche di chi di Superman ha letto poco.

Ultima premessa: non ho dato voti alle opere, quindi il Countdown non è da leggere in questo senso, quanto piuttosto ho voluto evidenziare anche determinati aspetti “secondari” di alcune di queste storie.

Buona lettura e  partiamo dal primo consiglio di 10!

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Consiglio 1

MAN OF STEEL di JOHN BYRNE
Edizione Italiana: Superman L’uomo d’Acciaio – Mondadori

&

SUPERMAN/BATMAN #1-6; 7-13 di
JEPH LOEB, ED MCGUINESS e MICHAEL TURNER
Edizione Italiana: Superman/Batman 1: Nemici Pubblici
& Superman/Batman 2: La Ragazza di Krypton – Mondadori/Lion

Iniziamo con due opere diametralmente opposte ma facili, facili e con un pò di presunzione vi dico che io ho iniziato così perché non dovreste farlo anche voi?

Dopo Crisis on Infinite Earths la DC iniziò a rilanciare i suoi personaggi forte della nuova e più snella continuity, così per dare un “nuovo” inizio a Superman la casa editrice ingaggiò John Byrne reduce da una lunga e fruttuosa run su Fantastic Four e considerato all’epoca il miglior autore completo del comicdom.

Byrne quindi idea questa mini in sei numeri da un lato per avvicinare le origini del Superman a fumetti con quelle del Superman cinematografico comparso qualche anno prima e dall’altro per “ripulire” la mitologia dell’eroe da tutti quelli orpelli pre-Crisis che spesso avevano reso le sue avventure bizzarre e accentuato la componente “fanta” nella parola “fantascienza”.

In 6 numeri quindi vengono condensate e concentrate non solo le origini ma anche la giovinezza, con la progressiva comparsa dei poteri, del giovane Clark a Smallville fino al suo approdo a Metropolis passando per il rapporto con i “comprimari” classici da Lois Lane a Lana Lang ed ovviamente Lex Luthor.

La narrazione di Byrne è costruita in modo semplice ma efficace con un rigore quasi geometrico: ad ogni episodio corrisponde la re-introduzione di un nuovo personaggio/elemento che fa da contraltare a Superman.

Questa struttura premia la fruibilità della mini, che seppur con molti anni alle spalle, risulta godibile e apprezzabile da tutti proprio per l’efficacia con cui gli elementi del mito supermaniano vengono re-introdotti.

Ho scelto Man of Steel anche per un altro e personalissimo motivo: la parte grafica.

Byrne con tratto “maschile” disegna un Superman statuario e vibrante abbandonando così il look da “uomo forzuto” che lo aveva accompagnato per tutti gli anni ’50 e ’60 ed in parte per i ’70; ma non solo: le scene d’azione ora sono realistiche così come le emozioni sui volti dei personaggi secondari protagonisti veri anche loro delle storie raccontate.

Insomma per me quello di John Byrne è il Superman graficamente “definitivo”.

Resta il fatto che il valore di Man of Steel è indubbio: da questa mini sarebbe ripartito l’universo dell’Azzurrone verso uno dei periodi più felici sia dal punto di vista creativo che commerciale.

Gli episodi più riusciti? Probabilmente i #3 e 4 ovvero quelli in cui Superman si scontra prima con Batman e poi con Lex Luthor in una delle sue “versioni” più riuscite.

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L’uomo invece che traghettò Superman in questo millennio fu Jeph Loeb, autore la cui carriera è stata ahimè segnata da un grave lutto famigliare, e a cui dopo un lungo ciclo di storie dal sapore spaziale (Our World at War) su Superman venne affidata la nuova Superman/Batman testata nata nell’ormai lontano 2004 e che avrebbe dovuto fare del team-up fra i due autori la sua spina dorsale.

Gli episodi qui indicati corrispondono ai primi due cicli, diversissimi fra loro, ovvero Public Enemies e Supergirl from Krypton, che ho scelto per le motivazioni più antiche del mondo in fatto di fumetti: sono divertenti, facili da leggere e ben disegnati.

Congedatosi da Superman Loeb riprende, e termina, le sue trame sul primo ciclo Public Enemies in coppia col fidato Ed McGuinness alle matite che con il suo stile “pupposo” ben si amalgama ad una trama ricca d’azione e cazzottoni.

In Supergirl from Krypton invece l’autore ha l’improbo compito di re-introdurre nella continuity dell’epoca la cugina di Superman Kara Zor-El e lo fa attingendo a piene mani nella mitologia cosmica dell’universo DC ma anche con indubbia saggezza e delicatezza propria di un genitore.

Qui le matite sono del compianto Michael Turner che con il suo stile ipertrofico e ultradettagliato ci regala anche tante belle ragazze dalle forme generose riprese spesso e volentieri da inquadrature sempre un po’ piccanti.

Perché alla fin fine scegliere una testata che l’Azzurrone divide con un altro personaggio?

Perché in maniera facile, grazie non solo alle immancabili didascalie con cui i due eroi pensano in maniera esattamente opposta ma anche con soluzioni grafiche d’impatto, evidenziano le differenze fra il “personaggio preferito da tutti” (Batman) con quello “più noioso di tutti” (Superman).

Rispetto ad altre storie forse qui c’è meno meta-testo è vero ma spesso il modo migliore per connettersi ad un personaggio è la semplicità, l’immediatezza delle sue avventure.

…CONTINUA CON IL CONSIGLIO 2…

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