Le avventure del Re del Terrore sanno anche trattare temi di grande attualità, come la storia in mostra a Palermo in contemporanea al Pride 2013.

In occasione del PRIDE 2013, in programma a Palermo dal 14 al 23 giugno, Diabolik non mancherà di offrire il proprio contributo contro l’omofobia.

Presso L’ISOLAgalleria, infatti, sarà esposta la storia “Il segreto della rocca”, un albo del gennaio del 2007 in cui Diabolik ed Eva Kant si confrontano con il tema dell’omofobia e che ha come protagonista Saverio Hardy.

La mostra sarà inaugurata alle 19:30 di martedì 18 giugno presso L’ISOLAgalleria di via Vetriera 23, a Palermo, e si protrarrà fino al 6 luglio.

Oltre alle riproduzioni delle tavole dell’intero albo saranno in mostra anche alcune tavole de “L’uomo della rocca”, storia del 1972 e da “La vendetta ha la memoria lunga”, risalente invece al 1998. In entrambi gli episodi compare Saverio.

Inoltre, in anteprima assoluta, alla mostra saranno visionabili anche le immagini della copertina e di alcune tavole dello speciale estivo “Addio, mia amata complice” che vedrà il ritorno di Saverio e che uscirà il prossimo mese di luglio.

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16 Commenti

  1. Sinceramente l’omofobia non mi sembra quel gran problema. Non in Italia, almeno. Basti pensare che in Russia chi mostra un’inclinazione omosessuale davanti ad un minore rischia minimo 125 euro di multa!
    Ad ogni modo, ogni autore è libero di dare la “priorità” ai problemi che gli stanno più a cuore, quindi nulla da eccepire…

  2. Sì, come no, l’omofobia in Italia non è un gran problema. Infatti, in Italia un gay non rischia centoventicinque euro di multa. Rischia di essere aggredito, picchiato, magari ucciso o spinto al suicidio a causa del bullismo imperante, come molti fatti di cronaca hanno evidenziato. Ma evidentemente i fedeli devoti della Chiesa vivono in un mondo tutto loro… ne prendiamo atto.

  3. Quando poi i fedeli devoti la finiranno di tirare in ballo i minori quando si parla di omosessualità non sarà mai troppo tardi… ma forse sono abituati a frequentare preti che in tema di rapporti con i minori la sanno lunga.

  4. Primo: in Italia la legge, fino a prova contraria, tutela chiunque subisca insulti, minacce ed aggressioni fisiche, gay inclusi.
    Secondo: nessuno vieta ai gay di amarsi e convivere. Alcuni vogliono il matrimonio a tutti i costi solo perché, se uno muore, l’atro eredita senza che i parenti del defunto possano impugnare il testamento. Più che giusto. Ma questo non c’entra nulla con la sessualità né con l’amore. Riguarda le leggi in fatto di testamento ed eredità.
    Terzo: chiamiamo le cose con il loro nome. Gli adolescenti spinti al suicidio che Duma strumentalizza (non perché gliene freghi qualcosa di loro ma solo per fare la sua bella propaganda) non sono morti di omofobia: sono morti di bullismo. Se non li avessero sfottuti perché effeminati, li avrebbero presi in giro perché grassi o secchioni o chissà che altro. Vogliamo parlare di “obesofobia”?
    Quarto: non ho negato che l’omofobia sia un problema che esiste anche in Italia. Ho solo fatto notare (e conosco gay che la pensano come me) che la questione ha una tale risonanza sui media che sembra quasi un problema più grande di crisi economica, guerre e calamità naturali messe assieme. Il che, mi appare “leggerissimamente” eccessivo. Tutto qua.
    Ma, si sa, crisi economica, guerre e calamità naturali non si possono strumentalizzare in forma di propaganda anticlericale e quindi…
    Quinto: io mi sono limitato ad esprimere un’impressione, lo scrittore “visionario” (nel senso che vede preti complottisti ovunque) Sergio L. Duma, avendo come sempre scarse e banali argomentazioni, si è limitato ad aggredire sul personale. Ma tanto i troll sono sempre gli altri…

  5. Non capisco, pretendi che un cattolico approvi le coppie omosessuali? Sicuramente ne sarà contrario, però, mica non lascia loro la libertà di vivere e di fare le loro scelte, anzi, li ignora e va avanti per la sua strada. Purtroppo, alcune persone pensano che l’omofobia debba essere un problema di tutti, anche di un credente o di un semplice lavoratore, i cui problemi sono ben maggiori, come non perdere il lavoro e finire in cassa integrazione per il bene della propria famiglia.
    Chi aggredisce una individuo per il differente orientamento religioso, sessuale o politico dal suo è soltanto una persona ignorante, che non rispetta le idee e le scelte altrui.

  6. Punto primo: io non pretendo nulla.
    Punto secondo: io non aggredisco nessuno. Casomai è l’utente in questione che già in passato è venuto qua a provocare sbandierando la sua presunta superiorità etica e morale cercando di imporre le sue miopi idee agli altri.
    Punto terzo: ci sono cattolici che hanno le loro legittime convinzioni ma non hanno l’arroganza di ‘approvare’ o ‘disapprovare’ alcunché. Nessuno ha il diritto di approvare o non approvare gli altri.
    Punto quarto: esistono cattolici che non si sentono minimamente minacciati o offesi dall’esistenza delle coppie omosessuali né pretendono che uno stato laico si conformi ai dettami del Vaticano che con la religione intesa come sistema di valori non ha nulla a che vedere peraltro.
    Punto quinto: nessuno stabilisce che l’omofobia deve essere un problema di tutti. Deve semplicemente essere un problema delle persone che si definiscono civili e che non possono chiudere gli occhi quando un gay viene picchiato, aggredito o quant’altro. Se lo fa, si rende moralmente complice e silenziosamente avalla la discriminazione e la violenza. Non esistono poi problemi maggiori di altri. Esistono problemi, punto e basta. Tirare in ballo disoccupazione e cassa integrazione è solo facile demagogia, nonché, a mio parere, uno squallido tentativo di cambiare discorso, forse perché sotto sotto sei omofobo pure tu.
    Punto sesto: ignorante è colui che mette sullo stesso piano gay e pedofili, tirando in ballo i minori (e per giunta ignorando le prodi gesta di tanti preti iper-cattolici che si sono macchiati di questo comportamento) e la nomea di ignorante e intollerante te la rispedisco con tanti cordiali saluti.

    • Non hai capito ciò che intendevo, a quanto pare. Tu hai immediatamente tirato in ballo i cattolici, come fossero loro a non capire come si debba stare al mondo. Un cattolico rispetta gli orientamenti altrui e aiuterebbe sicuramente un omosessuale che si trova in difficoltà, per via di una persona ignorante che non lo rispetta. Ho tirato in ballo la disoccupazione perché problema reale e, a mio parere, più importante da risolvere dell’omofobia, quindi, non era per niente uno “squallido motivo per cambiare discorso”, come dici tu. Inoltre, asserire che io stesso sia “omofobo” è soltanto un modo “squallido” per attaccarmi senza alcuna ragione, perché anch’io non sopporto le persone che non rispettano le scelte altrui, essendo ognuno libero di far ciò che vuole della propria vita. Io non chiudere gli occhi di fronte a una persona discriminata, però, non tutte le persone hanno la forza di agire, molte hanno paura delle conseguenze nei loro confronti e mi sembra eccessivo definirle “complici”. La nome di “ignorante” non era definita assolutamente a te, per carità, ma a quelle persone che non hanno rispetto per le persone, perché nessuno lo ha insegnato loro.

      • OK, mi scuso con te se ho frainteso. Vorrei solo puntualizzare che ho tirato in ballo i cattolici a causa di quell’altro utente che in altre occasioni ha ostentato il suo cattolicesimo e intendevo replicare a lui. Tuttavia, non sarei così propenso a dire che i cattolici, che comunque non sono parte di una categoria monolitica, sono pronti ad aiutare un gay in difficoltà. Ce ne sono molti che li disprezzano e certo non si tirerebbero indietro se potessero danneggiarlo. Chiaramente non tutti. Più che altro è un discorso di soggetti individuali e non di categorie.

  7. Dark Knight, ormai non capisco se ci sei o ci fai. Potrei tranquillamente abbassarmi al tuo livello con le offese ma mi limito semplicemente a rilevare la tua consueta maleducazione e la tua proverbiale arroganza, specie quando scrivi che non me ne frega nulla degli adolescenti e che li strumentalizzo; in pratica, sputando sentenze su una persona che non conosci. Quei ragazzi sono morti di un bullismo provocato dall’omofobia e se neghi questo non solo menti sapendo di mentire ma dimostri di essere omofobo. Dal momento che continuo a trovare intollerabile la tua presenza molesta, che è uno sfregio per questo sito, sarà mia cura chiedere a Michele Fidati di bannarti una volta per tutte. Ti lascio ai tuoi preti taaanto irreprensibili e moralmente superiori a noi poveri peccatori.

  8. Nulla in contrario. Quello che ho scritto io e quello che ha scritto lei sono tutti agli occhi di tutti. Lasciamo il giudizio su chi sia il troll attaccabrighe alla gente di buona volontà, migliore intelligenza e maggior senso della civiltà.

  9. Certo, capisco. Comunque sì, è vero, non tutti aiuterebbero le persone in difficoltà, indipendentemente dal credo religioso, specie se ne va della loro pelle. Capisco, comunque, un po’ la frustrazione che si può provare contro la Chiesa cattolica, anche a me non vanno giù molti loro comportamenti. E poi, anche nel caso dei preti, possiamo parlare di soggetti individuali, secondo la mia personale esperienza. Scuse accettate, comunque, e a presto.

  10. Mai ostentato alcunché. Mai detto di essere d’accordo in toto con le posizioni ufficiali del Vaticano. Semplicemente mi rifiuto di odiare i sacerdoti in quanto tali e di fare di tutta l’erba un fascio, cosa che Duma ha fatto fin dal primo istante tirando in ballo pedofilia, mafia e quant’altro.

  11. Chiedo venia se rtorno sull’argomento dopo settimane. Ma, dal momento che Sergio L.Duma (con la consueta pacatezza) mi ha accusato d’essere un baciapile che vive in un mondo tutto suo, ho finto di intendere il suo insulto come un consiglio, e ho pensato di documentarmi un po’in giro. E ho fatto alcune scoperte interessanti:
    A) Il PEW Research Center di Washington (organizzazione think tank indipendente, che si occupa di analisi politiche e sociali) ha di recente classificato l’Italia nella top 10 (ottavo posto per l’esattezza) dei Paesi «Where Homosexuality Is Most Accepted».
    B)Sempre il PEW Research Center, tenendo conto di vari aspetti concentrati in non meno di trenta pagine, ha riassunto in dati percentuali il grado di accettazione dell’omosessualità. Ebbene, in Italia è al 74%, alla pari dell’Argentina, dove il matrimonio gay è legale dal 2010.
    Inoltre facendo una comparazione tra il 2007 e il 2013, è emerso che in Italia il grado di accettazione verso gli omosessuali è aumentato del 9%: in Germania e in Spagna, dove il matrimonio gay è legale, solo del 6%.
    Il che è sufficiente a sfatare la leggenda metropolitana per cui i Paesi che non prevedono il matrimonio gay riconoscano meno dignità agli omosessuali, o siano comunque “in ritardo”. Tanto più che…
    C) …la cattolica Italia dei baciapile ha depenalizzato l’omosessualità già nel 1866, molto ma mooolto prima dell’atea Germania comunista (1968), della luterana Norvegia (1972) e dell’anglicana Gran Bretagna (1967).
    D) I Paesi dove si registrano maggiori casi di violenza omofoba sono quelli islamici. Ci si potrebbe chiedere come mai Duma, e tutti i politici ed intellettuali che gridano contro l’Italia omofoba e baciapile, non dicano nulla a riguardo. Ma, in fondo, vincere facile non piace a nessuno,
    E) Trovo invece più interessante chiedere a Duma cosa ne pensi (LUI che vive nel mondo reale) a proposito di cose che nel mondo reale accadono eccome, ma di cui i media si guardano bene dal raccontare troppo in giro.
    Come il fatto che, in un recente Gay Pride a Seattle, due predicatori che manifestavano pacificamente il loro dissenso siano stati massacrati a suon di pugni e calci. O che un anno fa un omosessuale armato di pistola sia entrato al Family Research Council di Washington con l’intento di uccidere gli attivisti per il matrimonio tradizionale.
    E questi non sono certo casi isolati. Da anni negli USA si verificano innumerevoli violenze fisiche e verbali contro chiunque osi dissentire dal matrimonio gay.
    Non parliamo poi dei cattolici brasiliani che lo scorso gennaio sfilavano per Curitiba in difesa della famiglia tradizionale e sono stati riempiti di sputi e percosse da una folla pro-gay. O del violento agguato notturno alla famiglia del sindaco di Madrid, Alberto Gallardon, reo solamente di aver diminuito il volume della musica durante il Gay Pride.
    Ma che poveri agnellini indifesi…

    Bene, i compiti a casa credo di averli fatti. Ora i casi sono due. O Duma ritira quel che ha detto, ed ammette di essere lui quello che ha sputato sentenze senza conoscere i fatti oggettivi nella loro globalità (ma data la cortesia, l’umiltà e l’autocritica mostrate finora non ci spero troppo), oppure non è blasfemo (o, se lo è, per Duma non è certo un problema, anzi…) supporre che coloro che sfruttano la presunta omofobia dilagante in Italia lo facciano solo come comodo pretesto per attaccare la Chiesa.

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