Superman e le sue problematiche. Aggiornare un personaggio creato mezzo secolo fa è davvero complicato. E’ difficile appassionarsi ad un personaggio che può fare davvero tutto.

In questi giorni dove il nostro Mangaforever è diventato Superman-dipendente mi si è creato un vero problema.
Scrivere un pezzo di Controcorrente che abbia come argomento centrale l’azzurrone in calzamaglia.
Ok.
Ci provo.
Il problema però è che con il personaggio di Superman non ci sono quasi mai andato d’accordo.
Sarà che personalmente ho sempre prediletto personaggi più problematici, sarà per il suo modo di essere troppo super, sarà che sono cresciuto a pane e Marvel, insomma tutto quello che volete, ma al sottoscritto il perfettino Clark Kent, eccezion fatta per alcuni indiscussi capolavori, mi è sempre andato di traverso.

Cercherò di spiegarvi il perché.

DAVVERO TROPPO SUPER

imagesSicuramente agli occhi di chi scrive, Superman è un personaggio difficile da gestire e da leggere.

Come riuscire infatti al giorno d’oggi immedesimarsi in un eroe che può fare davvero tutto?

Naturalmente in decenni di storie vari autori sono riusciti a dire la loro nonostante le oggettive difficoltà racchiuse in un personaggio invulnerabile.

Penso a scrittori del calibro di Alan Moore, Mark Waid, Frank Miler, John Byrne e Grant Morrison che hanno cercato di dare nuova vita alle storie di un personaggio nato in contrapposizione al superuomo nazista.
Non solo, Superman è un vero e proprio Dio e spesso è stato accostato alla religione più di ogni altro personaggio dei comics.

Un Dio terreno, dall’aspetto umano e caritatevole verso i bisognosi, del resto come scritto anche in diversi saggi, i suoi due creatori (Siegel & Shuster) erano due ebrei praticanti e crearono il personaggio per rispondere al superuomo nazista, e quindi l’accostamento alla religione è stato inevitabile.

LA RESURREZIONE

Se poi aggiungiamo il fatto che Superman si è anche sacrificato, l’accostamento con la religione è davvero automatico.

Si è sacrificato per fermale l’avanzata di un mostro chiamato Doomsday. Si è immolato per salvare la sua città, i suoi adoratori, gli abitanti di Metropolis.

Inutile aggiungere che non poteva certo mancare la sua resurrezione nove mesi dopo il suo coraggioso martirio.

Nove mesi forse perché anche per Superman tre giorni erano davvero pochi.

POTENZA LIMITATA DALLA SUA IMMAGINAZIONE

Se Grant Morrison nel suo splendido All Star Superman è riuscito a plasmare il suo Kal-El trasformando l’Uomo d’acciaio in un semplice Uomo Straordinario, altri autori più comuni dello scrittore scozzese si sono limitati a tratteggiarne la potenza ma, al tempo stesso, anche la sua limitata immaginazione.

Se un personaggio ha una potenza illimitata perché non la utilizza per fermare le guerre?

Con il suo super-udito potrebbe anticipare le mosse di qualsiasi malvagio.

Perché non vive in un mondo d’amore se è cosi potente?

Come detto sopra Kent è davvero un personaggio fuori dal tempo.

LA KRIPTONITE ANCHE A COLAZIONE

Come fare per colpire un personaggio che non si può colpire?
O vai a lezione dai mafiosi e impari a praticare la vendetta trasversale cercando di colpire i suoi affetti o ti aggrappi alla kriptonite, la quale sembra che a Metropolis la servano nei bar a colazione dato che quasi ogni avversario ne possiede un pezzo.
Come detto, magari i grandi autori sono riusciti a fuggire a questa regola, ma in soldoni Superman, e chiunque si debba misurare con le sue storie, è vincolato a queste due possibili varianti.

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…CONTINUA E SI CONCLUDE NELLA PROSSIMA PAGINA…

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4 Commenti

  1. “Nei vari trailer del film si nota un Kal-El con la barba. Ma come accidenti riesce a radersi un uomo invulnerabile????”
    Raggio laser riflesso. :)
    Più che altro mi domando come si tagli i capelli :D

  2. Ahahah che mente contorta, cmq diverse cose sono state citate approfondite in altri lavori, certo se dovessimo pensare in maniera realistica sarebbero ben pochi i superesseri non solo senza problemi ma facilmente anche senza vita.

  3. Ciao Federico, molti dei tuoi dubbi li condivido pure io, nonchè la scarsa empatia con l’azzurrone…
    Per quanto mi riguarda le risposte migliori me le ha date All Star Superman, che anche tu citi: a volte ho come l’impressione che Superman non fermi le guerre perchè ha come compreso che la violenza fa parte della natura umana, ed estirpare questa componente sarebbe come ergersi a “re dell’umanità”, arrivando alla visione che ne dà il Batman di Waid in Kingdom Come. Può solo agire con l’esempio e sperare di “educare”.
    Visione un po’ utopistica, lo so… Però è l’unica che regge IMHO…

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